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Incidente per una buca sulla strada: chi risarcisce?

1 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 giugno 2017



Se un incidente stradale è dovuto a una buca sulla strada chi deve risarcire il danno? L’utente della strada o l’ente che ne è proprietario?

Le condizioni delle strade dei nostri paesi e delle nostre città – è risaputo – non sono delle migliori: buche, dossi, avvallamenti, rendono la circolazione non solo rumorosa ma anche pericolosa. Non sono rari, infatti, gli incidenti che avvengono proprio a causa delle buche, molto spesso, vere e proprie voragini, che si trovano disseminate sull’asfalto. Chi paga in questi casi? Chi risarcisce la vittima di un incidente per una buca sulla strada? Secondo il Tribunale di Forlì [1], se il proprietario della strada – che può essere il Comune, la Regione, ecc… – si adopera per consentire ad automobilisti e pedoni di sapere che c’è un pericolo e di prevederlo non si può ritenere responsabile. In altre parole se la buca è segnalata in modo adeguato – ad esempio con un cartello o un lampeggiante – nessun risarcimento si avrà da parte della Pubblica Amministrazione. Ciò perché l’utente deve sempre avere un comportamento diligente in modo da evitare danni facilmente prevedibili.

La vicenda

Un uomo chiedeva il risarcimento dei danni subiti per un incidente dovuto a una buca sull’asfalto. Il Comune non  intendeva sborsare un centesimo e affermava che il cantiere era stato segnalato e che quella strada, già da prima, era deformata e il limite di velocità era di 40 kilometri orari. Inoltre, la vittima non aveva provato il nesso di causalità tra l’esistenza della buca e l’incidente.

Buca sulla strada: quando il risarcimento è escluso?

Se si resta vittima di un incidente causato da una buca sulla strada, l’automobilista o il pedone che pensano di essere risarciti in automatico si sbagliano di grosso. Se, infatti, un danno c’è stato ma è dipeso non dalla buca in sè e per sé ma da una loro disattenzione o negligenza, non possono sperare in nessuna forma di indennizzo. In altre parole, se prendiamo con la ruota una buca per disattenzione (ad esempio stiamo parlando al telefonino), la responsabilità sarà tutta nostra. Il pedone che cade in una fossa sull’asfalto e si fa male perché si è distratto vedendo passare una bella ragazza non potrà poi fare causa al Comune. Per dirla in termini ancora più chiari, è vero che gli enti locali devono tenere le strade in buon stato di manutenzione ma è anche vero che non si può camminare con la testa fra le nuvole. Ciò significa che se la fossa è chiaramente visibile (se, ad esempio, ben segnalata o se, di notte, appositamente illuminata) o se chi la percorre conosce bene lo stato dell’asfalto – pensiamo a colui che percorre lo stesso tragitto ogni giorno per andare al lavoro o all’università – un risarcimento “facile” non è ipotizzabile; l’utente deve sempre avere un comportamento diligente in modo da evitare danni facilmente prevedibili.

Buca sulla strada: quando si può chiedere il risarcimento?

Ma, allora, quando effettivamente si può chiedere un risarcimento? Come fare a capire se una richiesta dal genere sarà accolta? Un avvocato ci direbbe che il pericolo deve presentare i caratteri dell’insidia e del trabocchetto. In parole povere, non deve trattarsi di un pericolo visibile e prevedibile, neppure con l’ordinaria diligenza: per essere ancora più chiari, tanto più è illuminato il tratto di strada, tanto meno possibilità di ottenere il risarcimento ci sono. Facile capire che molto dipende anche dalle condizioni fisiche e di età del danneggiato: l’anziano col bastone, che si muove con estrema difficoltà, per quanto disattento, potrà sperare di ottenere un risarcimento più facilmente rispetto a un giovane spericolato alla guida.

Buca sulla strada: cosa provare per ottenere il risarcimento?

La Pubblica Amministrazione, quando si tratta di pagare, non è sempre disponibile nei confronti del cittadino, soprattutto a fronte di pretese risarcitorie “facili”. Vogliamo dire che, prima di scrivere lettere di diffida, interpellare i migliori avvocati e prepararsi a una dura battaglia in tribunale, la vittima dovrebbe cercare e fornire prove certe di quanto sostiene. Foto dell’auto nell’avvallamento, verbali della polizia municipale o delle forze dell’ordine che è sempre bene chiamare in casi di questo genere, testimoni (ad esempio, l’amico che era in macchina con noi), non solo rafforzeranno la sua tesi ma aiuteranno anche il giudice a decidere con certezza se sussiste il nesso di causalità: se, cioè, il danno è stato determinato solo e unicamente dalla presenza della buca e non da altre cause come, ad esempio, i lacci slacciati della scarpa del pedone. Da dimostrare sono anche:

  • i danni materiali (ad esempio quelli riportati dalla macchina): saranno utili, a tal fine, le fatture dell’officina dove il mezzo è stato riparato;
  • i danni fisici, quelli cioè riportati dalla vittima in prima persona: in caso di fratture e contusioni, quindi, meglio conservare il certificato del pronto soccorso e le fatture dello specialisti che ci hanno curato.

Se il danneggiato riesce a dimostrare tutti questi elementi, a questo punto la rogna passa al Comune a cui non resta che provare la colpa esclusiva o concorrente della vittima. In altre parole, la Pubblica amministrazione dovrà far vedere che l’evento si è verificato per un caso fortuito, cioè per un fatto imprevedibile e inevitabile: ad esempio, per il comportamento dello stesso conducente che, inviando un sms con il telefonino, senza accorgersi della buca, ha contribuito in prima persona a causare il danno. In un’ipotesi simile, come dice il proverbio, “chi è causa del suo mal, pianga sé stesso!”.

note

[1] Trib. Forlì sent. n. 307 del 23.03.2017.

Fonte della sentenza: lesentenze.it

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