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Reati su Facebook: diffamazione, molestie e furto di identità. Come difendersi


Reati su Facebook: diffamazione, molestie e furto di identità. Come difendersi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 ottobre 2012



Intervista a Elena Bassoli, autrice del libro “Come difendersi dalla violazione dei dati su internet”.

Quanti illeciti vengono quotidianamente commessi su Internet senza essere percepiti, dai rispettivi autori, come veri e propri crimini! E quante sono le vittime di tali condotte che non reagiscono solo perché non conoscono le tutele a loro disposizione, così restando completamente impotenti in questo mare di tecnologia!

“La Legge per Tutti” ha deciso di aprire una finestra ai suoi lettori, intervistando l’avvocato Elena Bassoli, di Genova, esperto in diritto dell’Internet, di recente curatrice di un ottimo volume edito dalla Maggioli Ed.: “Come difendersi dalla violazione dei dati su internet”.

La legge per tutti: Cara Elena, grazie per la tua disponibilità a questa intervista.

Avvocato, Presidente dell’ANGIF, docente universitario di diritto dell’informatica: chi meglio di te ci può aiutare a districarci nel mondo degli illeciti commessi tramite internet. Entriamo dunque nel vivo del problema.

Facebook ha aperto una porta nelle nostre case. Chiunque può vedere quello che facciamo, dove andiamo, chi sono i nostri familiari. Si moltiplicano le possibilità di illeciti, di ricatti, di stalking, di molestie e persecuzioni. Al di là dei filtri della privacy che consente il social network, come si può tutelare l’utente del social network che, tuttavia, voglia essere presente e vivere la piattaforma telematica in piena libertà?

Facciamo due casi ricorrenti: il furto di identità e i post diffamatori.

Elena Bassoli: Furto di identità e post diffamatori sono, in effetti, tra le grandi piaghe dei social network, strumenti potenti, invasivi, economici e rapidissimi per creare più di un danno agli altri utenti.

Il furto d’identità, ad esempio è più diffuso di quanto si possa immaginare.

Qui il problema principale consiste nella errata custodia delle credenziali di autenticazione, quando si tratta di profili già esistenti, o molto più facilmente nella creazione ex novo di “fake”, vale a dire profili falsi, il che integra quanto meno gli estremi del reato di “sostituzione di persona” ex art. 494 c.p. Nel primo caso, che è il meno frequente perché presuppone tecniche di social engineering o accessi abusivi a sistemi informatici e telematici (615-ter c.p.) al fine di carpire login e password al malcapitato, il rimedio consiste, come per tutti gli strumenti a nostra disposizione, nel custodire gelosamente le nostre password e nel non rivelarle a nessuno. Se mia figlia confida la sua password alla compagna di banco e tra un mese l’amica del cuore si trasforma nella più acerrima nemica, è inutile poi che mia figlia si lamenti che qualcuno le è entrato nel profilo.

Il caso più frequente è però quello della creazione ex novo di profili falsi che “impersonano” persone reali per gettare discredito sulla loro immagine e subito dopo aver raggiunto lo scopo vengono cancellati. È evidente che io non possa impedire a chicchessia di creare un profilo. Facebook non prevede alcun tipo di filtro in tal senso. Infatti esistono decine di profili corrispondenti a “Mario Rossi”.

Una volta poi che il profilo venga cancellato risulta del tutto inutile la richiesta agli uffici di Menlo Park di qualche informazione al fine di identificare l’impostore. La risposta è sempre la stessa: “una volta cancellato il profilo da noi non lascia traccia. Ci dispiace ma non possiamo esservi utili”.

Certo, esistono tecniche alternative e piuttosto costose, di cui mi sono servita in casi molto delicati, che permettono di risalire alla vera identità dell’impostore e portare la prova in dibattimento, ma non sono per tutti.

Per quanto riguarda i post diffamatori, siano essi diretta conseguenza o meno della creazione di “fake”, il problema resta anzitutto quello della individuazione del soggetto diffamante, il che può anche essere semplice quando costui sia così improvvido da lascarsi trasportare dall’impeto del momento e scriva direttamente alla sua cerchia di conoscenza sulla propria pagina Facebook. Ebbene, in questo caso mi sembra opportuno riportare la sentenza, proprio di questi giorni, che ha suscitato scalpore negli addetti ai lavori per l’innovatività della decisione. Il caso: una ex dipendente licenziata dal suo datore di lavoro, che carica di astio lo offende, ingiuria e diffama dalla propria bacheca Facebook. Il giudice di Livorno ha ravvisato in tale condotta gli estremi del reato di diffamazione a mezzo stampa, così di fatto equiparando la propria bacheca privata (per quanto privata possa dirsi ogni pubblicazione sui social network) alla pubblicazione su un quotidiano o su un sito editoriale. Al di là delle critiche sotto il profilo giuridico a tale impostazione (per anni la giurisprudenza è stata costante nel ritenere correttamente i blog o i social network non equiparabili alla stampa), è pur certo che tale condanna è destinata a far discutere ancora in futuro, avendo aperto la via a pesanti sanzioni di cui gli utenti dei social network non sono affatto consapevoli.

LLPT: Cosa deve fare l’utente che veda il suo profilo clonato? A quale autorità deve rivolgersi? Può fare tutto senza l’avvocato? Nel tempo che intercorre tra la denuncia e la punizione del colpevole, ci sono mezzi d’urgenza per far cessare l’attività illecita?

E.B.: L’utente col profilo clonato deve anzitutto conservare le evidenze digitali che possano provare la condotta illecita a suo discapito. Deve cioè precostituirsi le prove. Contrariamente a quanto comunemente si crede, non è però sufficiente “catturare la schermata” della pagina incriminata, né tantomeno fare la stampa su cartaceo. Queste prove sono facilmente confutabili in giudizio da controparte che potrebbe difendersi asserendo che sono state manipolate, falsificate, create ad hoc per “incastrarlo”. Per precostituirsi la prova occorre infatti farlo secondo le Best Practices internazionali di Digital Forensics, sancite all’interno della Convenzione di Budapest del 2001 e recepite nel nostro ordinamento dalla L. 48/2008, dove si parla di strumenti e tecniche che garantiscano la inalterabilità e l’originalità della prova. Sono tecniche come dicevo prima, di nicchia che in Italia solo pochissimi esperti sono in grado di mettere in atto e piuttosto costose, che tuttavia possono garantire ottimi margini di riuscita, proprio perché garantiscono la genuinità della prova e “inchiodano” il colpevole. Naturalmente per fare questo la vittima deve conservare ogni traccia e non cancellare nulla. Se è vero che la cattura della schermata non può essere considerata una valida prova in giudizio, tuttavia salvare sul proprio disco fisso le pagine incriminate o le e-mail generate automaticamente dal sistema di Facebook, può certamente essere di aiuto agli esperti nel ricostruire la prova, quella si, producibile in giudizio.

La prima autorità alla quale rivolgersi è senz’altro la Polizia Postale e delle Comunicazioni, che consiglierà per il meglio. Se l’illecito vuole poi essere portato in giudizio ai fini della condanna del colpevole o anche solo per il risarcimento del danno in sede civile, la presenza dell’avvocato diventa indispensabile, ma non di un qualsiasi avvocato, bensì di quelli, e fortunatamente in Italia ce ne sono diversi, che sappia come muoversi nel mondo digitale, magari con un’esperienza ventennale, che abbia cioè avuto modo di seguire l’evolversi della materia e sia al corrente delle ultime novità legislative e giurisprudenziali. Naturalmente occorrerà anche che lo Studio legale sia affiancato da un eccellente staff tecnico in grado di effettuare quelle operazioni di acquisizione della prova digitale di cui si è detto prima. Nel frattempo se il profilo diffamatorio è ancora attivo occorre segnalare l’illecito a Facebook che provvederà a “congelarlo”. Solo dopo si può pensare a un ricorso cautelare d’urgenza per ottenere l’inibitoria del comportamento illecito.

LLPT: Mettiamo che domani una persona che mi voglia danneggiare decida di commentare una mia foto in modo diffamatorio o scrivere qualche post su Facebook al solo scopo di denigrarmi. Che strumenti di tutela ho? Cosa posso fare nell’immediato per tutelarmi? È necessario anche in questo caso sporgere querela?

E.B.: La prima cosa è conoscere bene gli strumenti che Facebook stesso mette a disposizione, e quindi bloccare la persona, eliminare il post o il tag dalla foto, e segnalare il tutto a Facebook. Poi, come detto prima, rivolgersi alla Polizia Postale che ormai è ferratissima in materia, affrontando centinaia di casi al giorno.

Naturalmente il modo migliore per evitare in radice che accadano cose di questo genere è stare bene attenti a selezionare le amicizie e sfruttare le opzioni che Facebook mette a disposizione. Io personalmente adotto la tecnica di suddividere prudentemente i miei contatti in Amici stretti, Amici, Conoscenti, e Contatti con restrizioni. Inoltre sto bene attenta a tenere chiusa la mia bacheca dai commenti esterni e a sottoporre alla mia autorizzazione la pubblicazione di elementi postati da terzi.

LLLP: Sappiamo che la polizia postale riesce a individuare gli indirizzi IP degli autori di illeciti su Internet, e quindi anche eventuali soggetti che abbiano commesso condotte illecite a mezzo Facebook. Ma ci si può rivolgere alla polizia postale autonomamente o bisogna prima aver sporto querela alla procura della repubblica? Quanto tempo impiega la polizia postale a individuare il responsabile? Dopo che sia stato individuato il responsabile, cosa si deve fare per far cessare la molestia?

E.B.: Ci si può rivolgere alla Polizia Postale autonomamente, che può raccogliere direttamente la querela, o presentarla alla Procura della Repubblica. I tempi di individuazione del responsabile da parte della Polpost variano in relazione alla tipologia di illecito commesso e in relazione alle sue modalità di esecuzione. Ad esempio, un profilo cancellato richiede senz’altro più tempo di un profilo attivo. Un illecito riguardante la pedopornografia sarà considerato più rilevante di una diffamazione. Possono passare settimane o mesi prima che le indagini volte ad individuare il responsabile portino ad esiti soddisfacenti. Ma ciò non deve indurre a disinteressarsi della propria reputazione in Internet. Una volta individuato il responsabile, infatti, sarà possibile agire sia in sede civile, sia penale, al fine di far cessare la molestia e ottenere la condanno e il risarcimento del danno.

In ogni caso, comunque, per rimuovere le pagine dal social network, sarebbe necessario agire tramite rogatoria internazionale che deve essere richiesta dalla magistratura: il server su cui gira Facebook è a Menlo Park, e dunque l’Italia non può intervenire direttamente. Si può invece chiedere alla società americana, grazie agli accordi di collaborazione, la chiusura della pagina in tempi rapidi. Ma se ciò non è accompagnato dalla richiesta di sequestro preventivo, si perdono tutti i dati relativi alla pagina stessa e dunque risulterebbe impossibile poi risalire all’utente che l’ha realizzata.

Grazie Elena per i tuoi suggerimenti. I nostri lettori te ne saranno certamente grati.

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49 Commenti

  1. buonasera avvocato ,vorrei sapere cosa e possibile fare visto qualcuno deve essere entrato nel mio profilo facebook ne sono sicuro di questo , ma le mie credenziali sono le solite e la password che uso è sempre la stessa però sono sicuro che qualcuno ha letto le mie cose anche se non ho trovato nessuna minaccia inviata a nessuno niente di niente nemmeno inviti a nome mio o messaggi privati ..nulla… forse mi hanno cancellato dalla lista delle amicizie che non ritrovo più credo una trentina grazie !

    1. Questa è una risposta automatica.
      La ringraziamo per la Sua richiesta.

      L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale ed in tempi certi.

      Per acquistare il “ticket” online è necessario collegarsi a un pagina qualsiasi del nostro portale https://www.laleggepertutti.it. In calce ad ogni articolo, o subito prima della prima parola, troverà un banner con scritto: “Richiedi una consulenza”. Quindi dovrà effettuare il pagamento attraverso Paypal. Per maggiori informazioni ci telefoni o chieda l’IBAN dello Studio Associato.

      Si tratta di un’operazione molto semplice (euro 28.00 iva compresa o, per le consulenze telefoniche, 50 euro iva compresa) che ci consente così di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

  2. salve signor AVVOCATO UNA PERSONA HA CLONATO IL MIO PROFILO FECEBOOK HO ESPOSTO DENUNCIA PRESSO LA POLIZIA POSTALE .MA CHI HA CLONATO IL MIO PROFILO UTILIZA DELLE MIE FOTO E SOPRA CI HA SCRITTO QUESTO E IL MIO NUMERO DI CELLULARE . NON SO COME MA E IL MIO VERO NUMERO E SI SPACCIA PER PROSTITUTA ED IN PIU MI DIFAMA COME DONNA DI MAFIOSI METENDO MIO NUMERO E PRENDENDO APPUNTAMENTI CON UOMINI SPACIANDOSI PER ME . AME MI ARRIVAVANO CHIAMATE DICENDOMI QUANTO TI PRENDI PER TUTTE LA NOTTE E CEDERA E CEDERA . MI STA CREANDO GRAVI DANI . IO LA PROSTITUZIONE LO SEMPRE COMBATUTTA INSIEME A POLIZIA E CARABINIERI . HO ANCHE SCRITTO E PUBLICATO LIBRI CONTRO LA TRATTA DI ESSERI UMANI . HO GIRATO LE TELEVISIONI DA ANNI A DIRE CHE RIBELLARSI AL RACKET DELLA PROSTITUZIONE SI PUO . MI STA CREANDO DANNO DI IMAGINE REPUTAZIONE MI STA DIFAMANDO MI STA CALUGNANDO E FINGE DI ESSERE ME CHI HA CLONATO IL MIO PROFILO . IO E DA ANNI CHE MI IMPEGNO NEL SOCIALE E QUESTA COSA MI HA FATTO STARE MALE . SONO STATA COSTRETTA CAMBIARE NUMERO DI TELEFONO ED E DAL GIORNO 30 CHE NON RIESCO NE DORMIRE NE LAVORARE … SONO MOLTO AGITATA PERCHE E TERRIBILE PER ME CHE SI SPACCIANO PER ME COME PROSTITUTA ..

  3. Salve!Io e il mio fidanzato siamo iscritti entrambi a Facebook.Ultimamente un mio contatto accusa il mio fidanzato di aver infastidito una persona su Facebook creando un profilo falso e usando delle sue foto(foto del mio contatto)inoltre lo accusa di aver usato anche il mio numero di cellulare(cosa impossibile perchè il cellulare in questione è sempre con me)
    Volevo sapere come fa questa persona a conoscere il mio numero di cellulare e se posso denunciarli per diffamazione e appropriazione di informazioni personali.
    Sono sicura al 100% che nè io nè il mio fidanzato(essendo noi SEMPRE insieme )abbiamo MAI molestato nessuno.Questo contatto dice poiché il mio fidanzato è indagato dalla procura di Bologna per questo fatto.È possibile questo senza avere delle “prove”?
    Inoltre ci ha insultato pubblicamente su Facebook e privatamente.Sono preoccupata perchè sa dove abito e non vorrei (non indirizzo ma con nome e cognome puó risalirvi)avere brutte sorprese.Grazie in anticipo.Saluti,Franca

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  4. Egregio Avvocato,
    le foto di mio figlio di 3 anni sono state inserite su un pagina facebook dell rappresentante di classe in una sezione dedicata all’asilo di suo figlio. Le premetto che io non ho facebook e non ho potuto consultare le immagine che mi dice l’insegnate sono scaricabili dal profilo della signora.
    Intanto la maestra mi ha consegnato un cd di foto che ritraggono i bambini durante una festa di classe, le stesse che poi in parte sono state inserite nella pagina della signora in questione. Ora all’inizio dell’anno scolastico ho duvuto esonerare-autorizzare l’istituto qualora fossero fatte foto ai” fini scolastici”, ma devo meglio verificare (…). Mi chiedo cosa posso fare oltre a chiedere l’immediata cancellazione della foto in cui si ritrae mio figlio, ed avere la certezza che anche FACEBOOK non la lasci in memoria- visto che il genitore del minore NON HA DATO nessuna autorizzazione in tal senso. Rivolgermi alla polizia postale? La ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione. Daniela

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  5. Salve a tutti , sono una donna di affari internazionali e sono inscritta su LINKEDIN ( sito per lavoro) . Una persona fuori dall’Italia mi scrive dicendomi che vuole lavorare con me e inizia le proposte indecenti dicendomi che tra 2 giorni vera nella mia città . Come è possibile che questa persona sappia molto di me ? Io non ho fornito alcun dato , e vuole avere rapporti intimi dicendomi che mi vuole pagare e che mi ha già acquistato anche un regalo .Qualcuno mi può dire dove dovrei andare a denunciare il caso ? A quali autorità ? Ho un figlio di 8 anni è francamente ho paura per lui. Visto che abitiamo nella maggior parte da soli . Qualcuno mi può dare qualche dritta ? Grazie mille !

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  6. salve un utente ke ho bloccato nel mio profilo ke mi dava fastidio adesso e’ riuscito a contattare mio marito sul suo profilo dicendogli ke un altro utente ci provava cn me…cosa posso fare per nn farmi piu’ creare problemi? ne vale della mia vita vita matrimoniale…grazie

    1. Prova a segnalare l’abuso a Facebook. Oltre a una mail dedicata (abuse@facebook.com) c’è anche un sistema attraverso l’icona a forma di rotellina sotto il nominativo.

  7. salve,
    il mio del mio marito è sntrato dal mio faccebook e stampato tutto la mia conversazione privato senza consenso è ho rischiato di rovinare la mia famiglia …come devo fare a sua figlio vede che lui mi ha stampato il mio conversazione privati senza il mio consenso è addirittura a salvarlo a casa sua tutti è mei messaggi

    1. L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale ed in tempi certi.

      Per acquistare il “ticket” online è necessario collegarsi al portale https://www.laleggepertutti.it. Sul menu di sinistra troverà, sotto la voce rossa “servizi”, l’opzione “Richiedi consulenza”.
      Lo stesso risultato si può raggiungere cliccando sulla scritta, posta sopra ogni articolo, “Richiedi consulenza su questo argomento”.

      A quel punto, il sistema La guiderà nel pagamento attraverso carta di credito, Paypal o Postepay.

      Si tratta di un’operazione molto semplice e dal modico prezzo (euro 29,00 iva compresa) che ci consente di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

  8. salve avvocato volevo sapere se dopo un anno dal reato 494 di un profilo falso durato 5 giorni a inizio maggio l’anno scorso con profilo gia cancellato e di non ricevere nessuna comunicazione della polizia postale fino oggi è possibile che sia stata una archiviazione? dopo quanto tempo posso stare tranquillo e quanto durano le indagine 6 mesi? grazie

  9. Salve. . Vorrei una delucidazioni su una cosa accaduta a mio fratello. . Si e trovato il suo scuter sul sito subito con tanto di numero telefonico a sua insaputa come si deve comportare .. premetto che e tartassato di chiamate sul cellulare che chiedono dello scuter.. grazie x il consiglio. . Cordiali saluti Anna

  10. Gentile Avv. Bassoli,
    Io sono una ragazza che oggi si è vista recapitare un decreto di citazione in giudizio dalla Procura (a seguito di una querela sporta da una parente), la quale una volta terminate le indagini preliminari mi contesta i seguenti reati:
    1) Sostituzione di persona su Facebook 494 cp
    2) Accesso abusivo a sistemi informatici 615 ter cp
    3) Diffamazione aggravata 595 cp
    La querelante si presenta come titolare di un unico profilo FB (creato da poco più di un mese), quando in realtà ne possiede più di uno (attivi) con nick differenti e le diffamazioni per le quali vengo accusata sono indicate nella querela senza un link URL, cioè vengono prese alla lettera le sue parole senza approfondimenti.
    La procura, tramite un decreto ha acquisito i files log in di FB e Microsoft, dove risultano accessi dalla chiavetta internet, telefono cellulare, una linea adsl Business dove avevano accesso diverse persone e 2 accessi da una postazione dell’Università soggetta a delle credenziali di accesso.
    La PG non ha sequestrato nessun apparecchio.
    Con questi elementi in mano alla Procura, secondo un Suo parere professionale, sono sufficienti a determinare la mia colpevolezza?
    Grazie in anticipo, Michela

  11. Salve avvocato
    Mio marito è andato via di casa senza spiegazioni…gli ho fatto la denucia …con una separazione in atto.prima di andarsene ha lasciato l’account di fb apero e adesso minaccia di denunciarmi… per violazione di privacy lo può fare?

  12. buona sera avvocato mi chiamo Piera .. mi hanno rubato 2 foto dal profilo facebook e anno aperto un altro profilo con le mie foto e il mio nome …ora ho fatto la denuncia alla polizia postale .. ma volevo chiederle se per avere giustizia devo interpellare il mio avvocato perche questo malfattore o malfettrice deve essere punito dalla legge ..

  13. Buongiorno Avvocato, ho il sospetto che sul mio profilo Facebook sia presente uno di quegli script che riescono ad entrare anche nella chat privata.
    C’è un modo di scoprirlo? e se così dovesse essere a chi mi devo rivolgere per denunciare il fatto? cosa rischia chi ha fatto questo?

  14. Buongiorno Avvocato, vorrei x favore che leggesse questo commento ed aiutarmi. Ho accettato l’amicizia di una persona che mi ha inviato una richiesta con falso nome, praticamente con il nome di un mio amico.Cosa posso fare?Adesso non riesco ad eliminare la richiesta ne tanto meno ad aprire il suo profilo. Le porgo
    anticipatamente i miei ringraziamenti. Tantissimi auguri

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  16. La mia inquilina é andata via dall’appartamento intestandosi la bolletta del gas e ha messo sulla cassetta della posta – recapito delle bollette – l’etichetta originaria con il nostro nome di famiglia. Come devo fare per ripristinarmi il servizio?.. grazie x il consiglio, cordiali saluti

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