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Cos’è e come si dichiara la morte presunta?

9 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 maggio 2017



Cosa si intende per morte presunta? Quando va dichiarata e come? Che effetti produce? E se il presunto morto ritorna? Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

In una recente sentenza, il Tribunale di Gela [1] affronta il tema della dichiarazione di morte presunta. Essa non va confusa con la scomparsa o con l’assenza anche se può essere una conseguenza di queste [2].

Morte presunta: cos’è?

Quando sono trascorsi almeno dieci anni dal giorno a cui risale l’ultima notizia dell’assente è possibile ottenere dal tribunale una sentenza con cui si dichiara la morte presunta della persona.

Ma andiamo con ordine: quando non si hanno più notizie di una persona, se ne può far dichiarare l’assenza se la scomparsa duri da almeno due anni. La conseguenza di tale dichiarazione è data da una serie di vantaggi per coloro che potrebbero essere i successori dello scomparso o dell’assente. L’obiettivo della dichiarazione di assenza, infatti, è proprio quello di conservare il patrimonio dell’assente.

Quando, però, la scomparsa dura da molti anni, è necessario far cessare questa situazione d’incertezza e di temporaneità. Per farlo, la legge prevede, appunto, l’istituto della morte presunta, consentendo ai soggetti interessati di rivolgersi al tribunale per ottenere una sentenza che dichiari la morte presunta dello scomparso. Facile comprendere che si parla di morte “presunta” proprio perchè non si è riusciti ad ottenere la prova della morte naturale del soggetto.

È quanto successo nel caso oggetto della sentenza del Tribunale di Gela: Tizio chiedeva che venisse dichiarata la morte presunta del figlio Caio, scomparso dalla sua abitazione sin dal luglio 1991. Per ottenere ciò, Tizio esibiva al giudice un estratto della sentenza con cui era stata accertata la responsabilità penale di alcuni uomini per l’omicidio del figlio, i cui resti erano stati ritrovati e sui quali era stata espletata perizia medico-legale.

Morte presunta: come si ottiene la dichiarazione?

Per poter ottenere la dichiarazione di morte presunta dal tribunale:

  • devono essere trascorsi almeno dieci anni dal giorno in cui risale l’ultima notizia dell’assente;
  • occorre che il pm o i soggetti legittimati (eredi, legatari, donatari e tutti quelli ai quali spetterebbero diritti dipendenti dalla morte dello scomparso ma anche coloro che, per effetto della morte dell’assente, sarebbero liberati da obbligazioni quali debiti ecc…) presentino un’istanza al tribunale competente con la quale si chieda la dichiarazione di morte presunta.

A pronunciare la sentenza è il tribunale del luogo dell’ultima residenza o dell’ultimo domicilio dello scomparso, indipendentemente dalla dichiarazione di assenza.

Morte presunta: che effetti produce?

Una volta dichiarata la morte presunta:

  • coloro che hanno ottenuto il possesso temporaneo dei beni della persona assente, in seguito alla dichiarazione di assenza, possono disporne;
  • se esistevano soggetti obbligati nei confronti dello scomparso sono definitivamente liberati: in sostanza se Mevio aveva debiti nei confronti di Tizio, dichiarato presunto morto, non dovrà più pagarli, nemmeno agli eredi;
  • il coniuge dello scomparso, dopo la dichiarazione di morte presunta, può contrarre un nuovo matrimonio (si legga, in proposito, Annullamento del matrimonio);
  • se la dichiarazione di morte presunta non è stata preceduta sa una dichiarazione di assenza del tribunale (e quindi non c’è stata la immissione nel possesso temporaneo nel patrimonio dell’assente), i soggetti legittimati possono esercitare il pieno esercizio dei diritti sui beni dell’assente.

Come si intuisce, la dichiarazione di morte presunta produce gli stessi effetti della morte naturale. Con una sola differenza non da poco: Pirandello insegna – quanti di voi hanno letto Il fu Mattia Pascal ? – che il presunto morto può sempre ritornare o, comunque, si può provare che è ancora in vita. Cosa accade in questi casi? La persona ritornata recupera i suoi beni nello stato in cui si trovano; può chiedere l’adempimento delle obbligazioni che si sarebbero estinte a causa della sua morte (in pratica Mevio deve saldare il suo debito, nell’esempio prima fatto); se la moglie del presunto morto ha contratto un nuovo matrimonio, questo è nullo, non è – cioè – più valido e non produce più effetti.

note

[1] Trib. Gela sent. n. 2 dello 09.03.2017.

[2] Una persona si considera scomparsa quando si è allontanata dal suo ultimo domicilio o residenza e di lei non si hanno più notizie. Non deve trattarsi di un allontanamento volontario ma, affinché si possa parlare di persona scomparsa, ci deve essere una situazione di incertezza sulla sua sorte. Alla scomparsa può seguire l’assenza che, invece, è dichiarata dal tribunale su richiesta dei soggetti legittimati quando sono trascorsi almeno due anni dall’ultima notizia della persona scomparsa.

 

Fonte della sentenza: lesentenze.it

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