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News Bonus nido da 1000 euro, in arrivo nuovi aiuti

News Pubblicato il 8 maggio 2017

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> News Pubblicato il 8 maggio 2017

Presto operativo il bonus da 1000 euro per la frequenza degli asili nido e per l’assistenza domiciliare per i nati dal 1° gennaio 2016.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo relativo al bonus nido, previsto dalla Legge di bilancio 2017: il decreto rende operativa una nuova misura, consistente in un voucher del valore di 1000 euro annui per la frequenza degli asili nido e per l’assistenza domiciliare, per i bambini affetti da gravi patologie.

Il buono nido sarà erogato dall’Inps e parametrato su 11 mensilità.

Buono nido: come funziona

Il buono nido 2017, come anticipato, è un voucher, del valore massimo di 1.000 euro l’anno, che viene erogato per 11 mensilità (quindi pari a circa 91 euro al mese) riconosciuto per i primi tre anni del bambino, per affrontare il costo della retta degli asili nido pubblici e privati. Il buono nido consiste dunque in un aiuto, pari a 1000 euro per 11 mensilità (quindi a circa 91 euro mensili), per la frequenza di un asilo nido pubblico o privato, erogato per 3 anni.

Per i bambini affetti da gravi patologie, il contributo serve per garantire l’assistenza domiciliare, cioè per favorire l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione.

Buono nido: chi ne ha diritto

Potranno richiedere il bonus nido i genitori italiani, comunitari e stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno. Non sono previsti limiti di reddito per ottenere il contributo, a differenza di altre prestazioni, collegate a determinati limiti Isee (si tratta di un indice che “misura la ricchezza” delle famiglie).

Il buono nido dovrà essere richiesto all’Inps in via telematica, attraverso il portale servizi per il cittadino. Ancora non è disponibile la procedura operativa per accedere al contributo, in quanto deve essere emanata un’apposita circolare da parte dell’Inps.

Il bonus nido 2017 non deve essere confuso e non è compatibile con i voucher baby-sitter e asilo nido, in quanto le misure hanno finalità simili.

Voucher babysitter e asilo-nido

Ricordiamo che i voucher per il pagamento della babysitter e della retta dell’asilo nido sono due misure riconosciute al posto della fruizione del congedo parentale. In pratica, sono delle prestazioni alle quali la madre lavoratrice ha diritto se, al posto di chiedere il congedo parentale, ha scelto di affidare il bambino a una babysitter o a un asilo nido.

I voucher ed i contributi hanno un valore pari a 600 euro mensili e sono riconosciuti per un massimo di 6 mesi (3 mesi, per le lavoratrici autonome e per le libere professioniste iscritte alla Gestione separata dell’Inps); per le lavoratrici part time, i contributi sono ridotti proporzionalmente all’orario di lavoro.

Il contributo per l’asilo nido, da non confondersi col bonus nido, viene erogato direttamente dall’Inps alla struttura prescelta, mentre i voucher, o buoni lavoro per il pagamento della babysitter, sono a carico dell’Inps ma devono essere richiesti dalla lavoratrice, che deve retribuire la babysitter utilizzando i buoni.


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