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Sovraindebitamento: diritti dei creditori

21 aprile 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 21 aprile 2017



La legge salva suicidi n. 3/2012: diritti nei confronti dei coobbligati; l’effetto novativo dell’accordo; la revoca di diritto dell’accordo a tutela di particolari creditori.

Diritti dei creditori nei confronti dei coobbligati

Il legislatore ha disposto espressamente che “l’accordo non pregiudica i diritti dei creditori nei confronti dei coobbligati, fideiussori del debitore  e obbligati  in  via di regresso”.

La predetta previsione ha escluso ogni incertezza in relazione alla eventuale estensibilità degli effetti dell’accordo ai garanti e condebitori e ciò costituisce un forte incentivo all’adesione da parte di quei creditori (muniti di garanzie collaterali) che nell’incertezza sarebbero rimasti estranei per assicurarsi la persistenza  delle  stesse garanzie [1].

L’eventuale  effetto novativo dell’accordo

L’accordo, per espressa previsione normativa, non determina una novazione delle obbligazioni salvo che non sia diversamente stabilito. La previsione  esplicita esclude la novazione tacita.

In linea generale quindi le obbligazioni non sono novate con il raggiungimento dell’accordo se non diversamente stabilito dall’accordo medesimo come del resto previsto dall’art. 1230,  comma 2,  c.c., che dispone che «La volontà di estinguere l’obbligazione precedente deve risultare in modo non equivoco».

In  sostanza per novare un’obbligazione necessita un animus novandi [2].

La revoca di diritto dell’accordo a tutela di particolari creditori

Prima delle modifiche introdotte dal D.L. 179/2012, l’ultimo comma dell’art. 11 tutelava i crediti delle agenzie fiscali e degli enti previdenziali dispnendo la revoca di diritto dell’accordo in caso di mancato pagamento integrale dei debiti nei confronti di tali  soggetti  entro novanta giorni dalle scadenze previste.

L’espressione utilizzata dal legislatore non è tra le più chiare. Infatti non si comprendeva a quale scadenza facesse riferito il termine di novanta giorni concesso per eseguire i pagamenti, che devono essere integrali e non anche parziali, atteso che i predetti  creditori, non  potendo il soggetto che attiva la procedura disciplinata dalla legge 3/2012 accedere alla transazione fiscale ex art. 182ter  L.F. [3],  sono destinati a rimanere creditori estranei.

I debiti scaduti nei loro confronti pertanto non possono far parte  di  quelli da ristrutturare anche attraverso una rateizzazione.

Si riteneva che la conseguenza dovesse essere quella che ai debiti nei confronti dell’erario e degli enti gestori dei contributi previdenziali ed assistenziali non potesse applicarsi la disciplina della moratoria di cui all’art. 8,  comma 4 [4].

È opportuno ricordare il principio generale secondo cui i crediti erariali e previdenziali ed assistenziali sono indisponibili, principio che può essere derogato soltanto nel rispetto dell’iter procedurale previsto da specifiche  norme imperative [5].

Secondo alcuni, considerato che la moratoria prevista dal comma  4  dell’art. 8 non esclude che questa riguardi i debiti nei confronti dell’erario e degli istituti previdenziali, la scadenza del termine di novanta giorni per effettuare l’integrale pagamento debba essere riferito alla scadenza convenzionale o a quella eventualmente differita fino ad un anno. In  tal caso si ottengono due risultati: da una parte non si rende eccessivamente gravoso l’adempimento per il debitore costringendolo a destinare una parte delle risorse a soddisfare subito i creditori pubblici, dall’altra,  in  caso  di  mancato  pagamento  integrale  si  sanziona  il  debitore con  la revoca di diritto dell’accordo senza che i creditori debbano azionare i meccanismi  della  risoluzione [6].

note

[1] VELLA P., La formazione dell’accordo e i suoi effetti, in Sovraindebitamento e usura  (a cura di FERRO M.), cit.,  pag.  177.

[2] MOSCATI E., I modi di estinzione, in Trattato delle obbligazioni (a cura di BURDESE A. – MOSCATI E.), Padova 2008, pag.    465.

[3] Art. 182ter L.F.  – Transazione  fiscale

Con il piano di cui all’articolo 160 il debitore può proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi amministrati dalle agenzie fiscali e dei relativi accessori, nonché dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie e dei relativi accessori, limitatamente alla quota di debito avente natura chirografaria anche se non iscritti a ruolo, ad ecce- zione dei tributi costituenti risorse proprie dell’Unione europea; con riguardo all’imposta sul valore aggiunto ed alle ritenute operate e non versate, la proposta può prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento. Se il credito tributario o contributivo è assistito da privilegio, la percentuale, i  tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possono essere inferiori a quelli offerti ai creditori che hanno un grado di privilegio inferiore o a quelli che hanno una posizione giuridica ed interessi economici omogenei a quelli delle agenzie e degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie; se il credito tributario o contributivo ha natura chirografaria, il trattamento non può es- sere differenziato rispetto a quello degli altri creditori chirografari ovvero, nel caso di suddivisione in classi, dei creditori rispetto ai quali è previsto un trattamento più favorevole.

Ai fini della proposta di accordo sui crediti di natura fiscale, copia della domanda e della relativa documentazione, contestualmente al deposito presso il tribunale, deve essere presentata al competente concessionario del servizio nazionale della riscossione ed all’ufficio competente sulla base dell’ultimo domicilio fiscale del debitore, unitamente alla copia delle dichiarazioni fiscali per  le  quali  non  è  pervenuto l’esito dei controlli automatici nonché delle dichiarazioni integrative relative al periodo sino alla    data di presentazione della domanda, al fine di consentire il consolidamento del debito fiscale. Il concessionario, non oltre trenta giorni dalla data della presentazione, deve trasmettere al debitore una certificazione attestante l’entità del debito iscritto a ruolo scaduto o sospeso. L’ufficio, nello  stesso termine, deve procedere alla liquidazione dei tributi risultanti  dalle  dichiarazioni  ed  alla  notifica  dei  relativi avvisi di  irregolarità,  unitamente ad una certificazione attestante  l’entità  del  debito derivante da atti di accertamento ancorchè non definitivi, per la  parte non iscritta  a ruolo, nonché  da  ruoli  vi-  stati, ma non ancora consegnati al concessionario. Dopo l’emissione del decreto di cui all’articolo 163,     copia dell’avviso  di  irregolarità  e  delle  certificazioni devono  essere  trasmessi al Commissario giudiziale  per gli  adempimenti  previsti dall’articolo 171,  primo comma,  e  dall’articolo  172. In particolare, per i tributi amministrati dall’agenzia  delle dogane, l’ufficio competente a ricevere  copia  della  domanda con la relativa documentazione  prevista  al  primo periodo, nonché a rilasciare la  certificazione di cui al terzo periodo, si identifica con  l’ufficio che ha notificato al debitore gli atti di accertamento.

Relativamente ai tributi non iscritti a ruolo, ovvero non ancora consegnati al concessionario del servi- zio nazionale della riscossione alla data di presentazione della domanda, l’adesione o il diniego alla proposta di concordato è approvato con atto del direttore dell’ufficio, su conforme parere della competente direzione regionale, ed è espresso mediante voto favorevole o contrario in sede di adunanza dei creditori, ovvero nei modi previsti dall’articolo 178, primo comma.

Relativamente ai tributi iscritti a ruolo e già consegnati al concessionario del servizio nazionale della riscossione alla data di presentazione della domanda, quest’ultimo provvede ad esprimere il voto in sede di adunanza dei creditori, su indicazione del direttore dell’ufficio, previo conforme parere della competente direzione regionale.

[4] IVONE G., Il raggiungimento dell’accordo tra debitore e creditori, in Composizione della crisi da sovraindebitamento  (a  cura  di  DI  MARZIO  F.   –  MACARIO  F.   –  TERRANOVA  G.),  cit., 57

[5] MARENGO F.,  Il correttivo e la nuova transazione fiscale, in www.ilcaso.it.

[6] FABIANI  M.,  La  gestione  del  sovraindebitamento  del  debitore  “non  fallibile”  (D.L.  212/2011),  in www.ilcaso.it.

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