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Beni Immobili: dal 2017 cambia la definizione, ecco come

27 Dicembre 2016
Beni Immobili: dal 2017 cambia la definizione, ecco come

I Regolamenti UE cambiano la definizione di “bene immobile”: dal 2017 si introduce maggiore chiarezza, vengono inclusi finestre e ascensori: i dettagli.

A partire dal 1° gennaio 2017 cambiano le regole nazionali per il trattamento IVA delle prestazioni di servizi su beni immobili. La definizione stessa di “bene immobile”, difatti dovrà essere adeguata ai principi del diritto derivato UE [1].

Attraverso il provvedimento che citiamo in nota, si superano molti dei problemi interpretativi sino a qui sperimentati in fase di applicazione della normativa italiana, definendo in maniera chiara la lista dei casi in cui determinate prestazioni possono essere considerate come relative a beni immobili o meno.

La nuova definizione di “bene immobile”

La nuova definizione di bene immobile viene determinata in attuazione del citato regolamento UE. Sono beni immobili:

  • una parte specifica del suolo, in superficie o nel sottosuolo, su cui sia possibile costituire diritti di proprietà e possesso;
  • qualsiasi fabbricato o edificio eretto sul suolo o ad esso incorporato, sopra o sotto il livello del mare, che non sia agevolmente smontabile né agevolmente rimuovibile;
  • qualsiasi elemento che sia stato installato e formi parte integrante di un fabbricato o di un edificio e in mancanza del quale il fabbricato o l’edificio risulti incompleto, quali porte, finestre, tetti, scale e ascensori;
  • qualsiasi elemento, apparecchio o congegno installato in modo permanente in un fabbricato o in un edificio che non possa essere rimosso senza distruggere o alterare il fabbricato o l’edificio.

Caratteristica del bene immobile: fissità e permanenza

In breve è bene immobile tutto ciò che è fisso e permanente rispetto al suolo o al fabbricato a cui il bene stesso è asservito.

Si tratta di una definizione di fatto già in uso nella prassi dell’Agenzia delle entrate (si pensi al tema degli “imbullonati”, si legga al riguardo IMU 2016: terreni agricoli, terreni edificabili, esenzioni, sconti) ma che oggi, in forza di una previsione di legge chiara, permette di superare l’approccio “formalistico” che vincolava l’attribuzione della prestazione di servizio all’immobile ogni volta che il bene trattato avesse uno specifico accatastamento.

Sono beni immobili anche gli elementi architettonici complementari

In forza della nuova definizione sono da considerarsi parte dei beni immobili anche quegli elementi architettonici complementari che, sebbene necessari a completare l’immobile, sono teoricamente dotati di una loro individualità. Si pensi ad esempio alle finestre, agli ascensori, ai montacarichi. Tali beni sono tecnicamente dotati di loro autonomia, ma di fatto l’immobile non sarebbe fruibile allo stesso modo se non fossero presenti questi elementi.

Cosa cambia con la nuova definizione di bene immobile? 

Cosa cambia? Ci si chiederà. Ciò che cambia da un punto di vista fiscale è in primo luogo l’applicazione dell’IVA.

Stante che anche le finestre o gli ascensori sono da considerarsi beni immobili, ad esempio, anche gli interventi su tali elementi, dalla manutenzione, alla sostituzione, alla riparazione, saranno assoggettati all’aliquota IVA relativa.


note

[1] Regolamento 1042/2013.


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