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Lo sai che? Cartella esattoriale senza indicazione tassi di interesse: come impugnare?

Lo sai che? Pubblicato il 9 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 maggio 2017

Come ricorrere su una cartella esattoriale che non riporta il tasso di interesse su debito? Devo anche presentare ricorso per cassazione, per mancata applicazione delle sentenze sugli studi di settore. Ma come?

In linea generale una cartella di pagamento relativa a tasse o tributi può essere impugnata nel termine perentorio di giorni sessanta dalla notificazione al contribuente e dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale territorialmente competente.

Pertanto, se la cartella di pagamento fu notificata al lettore nel lontano 2008 è oggi inammissibile qualsiasi impugnazione. In ogni caso, per quel che concerne l’omessa indicazione del criterio di calcolo degli interessi, la Corte di Cassazione [1] confermò l’annullamento di una cartella, affermando che nella cartella viene riportata solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza essere indicato come si è arrivati a tale calcolo, non specificando le singole aliquote prese a base delle varie annualità che nella fattispecie, vale sottolinearlo, essendo l’accertamento riferito all’anno d’imposta 1983, sono più di 23 anni calcolati. Tuttavia, sempre la Cassazione rilevò che qualora vengano richiesti interessi e sovrattasse per ritardato od omesso pagamento, il contribuente si trova già nella condizione di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa fiscale, con l’effetto che l’onere di motivazione può considerarsi assolto dall’Ufficio mediante mero richiamo alla dichiarazione medesima [2].

Se cioè la cartella fa seguito ad un avviso di accertamento in cui venne contestato al lettore un pagamento di imposte omesso o ritardato, è sufficiente che nella cartella successiva si sia richiamato il precedente avviso senza dover analiticamente indicare i tassi applicati.

Il lettore afferma, poi, di voler presentare ricorso per cassazione. Il ricorso per cassazione presuppone che egli abbia impugnato un atto dinanzi al giudice competente in primo grado e che la causa sia poi proseguita con l’appello (cioè con il secondo grado di giudizio) proposto dal suo avversario o dal lettore stesso. Infine, per poter presentare il ricorso per cassazione, occorre che sia stata depositata sentenza di secondo grado e non siano decorsi i termini massimi per ricorrere (sessanta giorni dalla notificazione, al procuratore costituito, della sentenza, oppure, in assenza di notificazione della sentenza, sei mesi dal deposito in cancelleria della sentenza di appello). Ovviamente il ricorso per cassazione necessita dell’assistenza di un legale iscritto all’albo degli avvocati abilitati al patrocinio dinanzi alle magistrature superiori.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Cass. sent. n. 4516 del 21.03.2012.

[2] Cass. sent. n. 10033 dello 06.05.2011.


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