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Lo sai che? Se sposto la residenza dalla mia fidanzata cosa rischia?

Lo sai che? Pubblicato il 9 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 maggio 2017

Devo spostare la residenza nella casa della mia fidanzata perché altrimenti col mio reddito graverei sulle tasse di mio padre e mia madre invalidi; sono divorziato. Come fare per non avere problemi?

Il lettore teme che a causa di suoi debiti personali (collegati o meno alla sua precedente vicenda matrimoniale) possano venire aggrediti alcuni beni di proprietà della madre della sua fidanzata o della sua fidanzata (o di terzi).

Diciamo innanzitutto che per quel che riguarda beni immobili o autoveicoli o anche pensioni o stipendi, non c’è alcun pericolo: infatti, qualsiasi creditore del lettore non potrà aggredire né beni immobili né pensioni o stipendi o autoveicoli che siano di proprietà esclusiva di altre persone. Ed anche per i beni mobili di proprietà della madre della sua fidanzata o della sua fidanzata o di terze persone, non vi sono rischi elevati nel caso egli abbia debiti con la sua ex moglie per vicende legate al divorzio (ad esempio, mancato pagamento dell’assegno di mantenimento). In tal caso, infatti, la sua ex moglie agirebbe con ogni probabilità utilizzando rimedi che non andrebbero in alcun modo a mettere in pericolo beni mobili di proprietà di altre persone; con ogni probabilità, infatti, agirebbe o chiedendo che il giudice ordini che sia pagato a lei ciò che il datore di lavoro paga come stipendio al suo ex marito, oppure per gli altri crediti (ad esempio se il lettore avesse depositi bancari e simili) utilizzando la procedura del pignoramento presso terzi (cioè pignorando tali somme direttamente in banca). È assai raro, invece, che una ex-moglie agisca con un pignoramento mobiliare per recuperare somme che il suo ex marito le deve a titolo di mantenimento (ed il pignoramento mobiliare, come verrà detto fra poco, può mettere a rischio i beni mobili di terze persone).

Nel caso, invece, che i debiti del lettore fossero stati contratti con altri soggetti diversi dalla sua ex moglie, sarebbero sicuramente più elevati i rischi per i beni mobili di proprietà di terze persone. In tal caso, infatti, è più probabile che un suo creditore tenti il pignoramento mobiliare (o il sequestro conservativo) in uno qualsiasi dei luoghi in cui il creditore stesso sappia che il lettore abiti. E da cosa nasce il rischio per i beni mobili di proprietà di terze persone quando viene attivata la procedura di pignoramento mobiliare? Il rischio nasce dal fatto che la procedura prevede che l’ufficiale giudiziario che accede (per conto del creditore) in uno qualsiasi dei luoghi in cui dimori il debitore, possa pignorare qualsiasi bene mobile (anche non del debitore) che venga trovato in quel luogo a meno che non gli venga dimostrato che il bene mobile da pignorare non sia di proprietà del debitore: ma la dimostrazione che il bene non sia di proprietà del debitore può essere data soltanto esibendo all’ufficiale giudiziario un atto scritto che abbia data certa precedente al pignoramento (la data certa è quella, ad esempio, che è impressa sull’atto al momento in cui viene registrato presso l’Agenzia delle Entrate). Se questo atto scritto avente data certa precedente al pignoramento (che dimostri che il bene è di altri e non è di proprietà del debitore) non esistesse, l’ufficiale giudiziario potrà comunque pignorare qualunque bene mobile (anche se effettivamente non fosse di proprietà del debitore). E a quel punto, per evitare che il bene mobile pignorato sia poi messo all’asta, l’effettivo proprietario di questo bene non potrà fare altro che proporre opposizione davanti al tribunale (con azione chiamata “opposizione di terzo[1]): ed in questo giudizio occorrerà comunque dimostrare, per evitare che il bene mobile pignorato sia messo all’asta, che esso non è di proprietà del debitore, ma di un terzo e la prova di ciò dovrà comunque essere data, anche nel processo, sempre con atto scritto che abbia una data certa anteriore al pignoramento (la legge, infatti, vieta di fornire la prova della proprietà del bene pignorato con testimoni o con altre semplici presunzioni). Questo in sostanza è il rischio che possono correre i beni mobili di proprietà della madre della fidanzata o della fidanzata del lettore o di terze persone, se tali beni si trovino nell’appartamento dove egli abita o risiede nel momento in cui dovesse accedervi l’ufficiale giudiziario per tentare il pignoramento mobiliare.

Si tenga comunque presente che la legge esclude sempre che possano essere pignorati il letto, il tavolo da pranzo con le relative sedie, il guardaroba, il frigorifero, le stufe, le cucine anche elettriche, la lavatrice, gli utensili di casa, salvo il caso che si tratti di pezzi di pregio. Il consiglio pratico, quindi, qualora il lettore tema un futuro pignoramento di beni mobili presso il recapito dove egli andrà ad abitare o già abita, è quello di spostare i beni mobili (almeno quelli che gli servono maggiormente) e che appartengano ad altre persone in altro luogo in cui egli non si reca e in cui non dimora nemmeno occasionalmente. Lo spostamento dei beni mobili, però, dovrà avvenire prima che il pignoramento temuto si perfezioni (dopo il pignoramento, infatti, lo spostamento costituirebbe un reato). In questo modo il lettore sottrarrà questi beni ad un possibile pignoramento. Tenga conto, infine, che il pignoramento mobiliare è un atto che non avviene all’improvviso, ma è usualmente preannunciato dalla notifica di un decreto ingiuntivo e poi dalla notifica del precetto (se trattasi di debiti con privati). Nel caso di debiti con il Fisco, invece, il pignoramento di beni mobili (anche se assai raro) anticipato dalla notifica della cartella di pagamento e, poi, dalla intimazione di pagamento (se dalla data di notificazione della cartella è passato più di un anno).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Art. 619 cod. proc. civ.


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