Diritto e Fisco | Articoli

Incidente: come fare per avere la provvisionale?

13 maggio 2017


Incidente: come fare per avere la provvisionale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 maggio 2017



Ho subito un incidente. Sono stato assolto in sede penale e ho avviato un processo civile, presentando richiesta di provvisionale. Che fare per accelerare il processo o avere diritto alla provvisionale?

Quello della irragionevole durata dei giudizi è una delle note disfunzioni e malfunzionamenti della nostra giustizia che può determinare, specie per quanto concerne il processo civile, l’emissione della sentenza anche dopo molti anni.

Va detto anche che il nostro codice di procedura civile non prevede strumenti che possano consentire di “accelerare” il processo se non rinunciando a compiere determinati atti processuali (ad esempio rinunciando alla ctu) che comprometterebbero, però, com’è ovvio, lo stesso esito della causa. L’unica soluzione ragionevole e, in una certa misura praticabile, sarebbe quella di rappresentare al giudice la vetustà della procedura e richiedere che i successivi rinvii della causa siano effettuati, compatibilmente con i ruoli di udienza, entro termini più ragionevoli. Come si capirà, si tratta non di far valere un diritto in giudizio quanto, piuttosto, di cercare una soluzione che possa venire incontro alle necessità del lettore ed a quelle dell’ufficio giudiziario.

Analogamente, avanzata la richiesta di provvisionale, il lettore non ha altra soluzione che quella di attendere il provvedimento del giudice. Potrebbe, con istanza scritta, sollecitarne la decisione ma, anche questa, è attività che non si ritiene consigliabile. Condannare i convenuti (in particolare l’assicurazione) al pagamento di una certa somma a titolo provvisionale, significa che il giudice deve aver già chiara l’esatta determinazione e ricostruzione delle dinamiche dell’incidente e le prove della responsabilità nella causazione del sinistro. Sollecitando, perciò, la decisione in merito alla richiesta di provvisionale si rischia di veder l’emissione di un provvedimento di rigetto motivato, appunto, dalla impossibilità allo stato degli atti della causa (perché, ad esempio, i testimoni non sono stati tutti escussi, la ctu non è ancora depositata, ecc…) di deciderla. Nell’atto di citazione, infatti, il lettore non si limita a richiedere la quantificazione dei danni patiti in conseguenza del sinistro (come pure avrebbe potuto fare) ma chiede anche di accertare i fatti e le responsabilità nella causazione del sinistro. Questa impostazione è non giuridicamente necessaria ma, in una certa misura opportuna per non presentare al giudice civile una situazione nella quale, in sostanza, il suo potere decisionale sarebbe ridotto al minimo.

In definitiva, allo stato si deve attendere lo svolgimento del processo sino all’emissione della sentenza di primo grado cercando, al più, di gestire, per quanto possibile, le udienze di rinvio nel modo che si è rappresentato.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI