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Opposizione a richiesta di archiviazione: come fare la memoria difensiva?

26 maggio 2017


Opposizione a richiesta di archiviazione: come fare la memoria difensiva?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 maggio 2017



Opposizione a richiesta di archiviazione: il Gip ha fissato l’udienza camerale. Intendo agire da solo, presentando una memoria integrativa all’opposizione stessa. Come si fa?

La redazione di una memoria difensiva richiede profonda attenzione poiché è lo strumento attraverso il quale, prima dell’udienza preliminare, la parte (nel caso del lettore la persona offesa dal reato) può sollecitare l’attenzione del giudice su aspetti della propria linea difensiva che possono rivelarsi determinanti e che dovranno poi essere ribaditi nel corso dell’udienza camerale.

È bene premettere che l’atto difensivo in sè non ha struttura né un contenuto prestabiliti, di conseguenza la parte è libera di svilupparne il contenuto nel modo che ritiene più adeguato. Tuttavia, è opportuno seguire alcune indicazioni di sicura utilità. In primo luogo, la memoria difensiva deve essere redatta in modo chiaro e con un linguaggio il più possibile semplice e scorrevole: un linguaggio troppo forbito o strutture logiche complesse avrebbero come unico effetto quello di stancare il giudice e, molto probabilmente, di fargli perdere attenzione nella lettura. È, inoltre, utile individuare con precisione gli elementi che la persona offesa ritiene fondamentali ai fini della propria linea difensiva: l’obiettivo, infatti, è quello di richiamare l’attenzione del giudice su quei fatti che si ritengono rilevanti ai fini di poter dimostrare la sussistenza del reato e non quello di stancare il giudice. A tale scopo è conveniente suddividere la memoria in paragrafi esponendo preliminarmente il fatto e, successivamente, approfondendo in ciascun paragrafo gli elementi individuati a sostegno della propria tesi. Tra gli argomenti difensivi può rientrare la contestazione delle tesi sostenute dalla controparte: a tale scopo è indispensabile la piena conoscenza del fascicolo d’ufficio, dei motivi della richiesta di archiviazione nonché di eventuali memorie e documenti depositati dalla difesa dell’imputato. È importante indicare nel dettaglio le indagini suppletive ed i relativi elementi di prova: non è infrequente, infatti, che l’atto di opposizione all’archiviazione contenga la richiesta generica di prosecuzione delle indagini, mentre il codice penale prevede che l’opponente deve indicare in modo specifico quali siano le ulteriori indagini che si vuole vengano svolte e su quali elementi di prova si basa la richiesta. La genericità dell’atto di opposizione è motivo di inammissibilità della stessa. Altro motivo potrebbe essere quello relativo alla configurabilità dei presupposti del reato: ai fini della configurabilità del reato di stalking è, infatti, necessaria una condotta abituale, cioè è indispensabile che lo stalker abbia posto in essere almeno due condotte moleste. È, inoltre, essenziale che le molestie abbiano ingenerato nella vittima una delle seguenti conseguenze:

  • un perdurante e grave stato d’ansia o di paura;
  • un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di una persona legata alla vittima da relazione affettiva;
  • costringere la persona offesa ad alterare le proprie abitudini di vita.

Tali ipotesi si pongono in rapporto di alternatività tra loro per cui, ai fini della contestazione del reato, è sufficiente che si sia verificata anche una sola delle conseguenze indicate. Ovviamente nella memoria difensiva sarà bene porre l’accento su almeno uno degli elementi su indicati corredandolo da documentazione probatoria. In ultimo, è bene indicare nel modo più dettagliato possibile tutte le molestie subite allegando i relativi elementi di prova al fine di dimostrare la sussistenza dei presupposti che potrebbero legittimare il rinvio a giudizio.

La memoria dovrà essere depositata presso la cancelleria del giudice designato entro il termine di cinque giorni prima dell’udienza.


Memoria integrativa: fac simile

TRIBUNALE PENALE DI…

GIUDICE PER L’UDIENZA PRELIMINARE

Dott. …

Proc. pen. n. R.G.N.R. – n. R.G. G.I.P.

Memoria ex art. 127, co. 2, c.p.p.

Il sottoscritto sig. …, nella qualità di persona offesa nel procedimento indicato in epigrafe,

PREMESSO

– che (breve riassunto della vicenda);

– che (indicare gli elementi difensivi suddividendoli per singoli punti);

Tutto ciò premesso, il sottoscritto sig. … insiste nell’opposizione all’archiviazione ai sensi dell’art. 410 c.p.p. e

CHIEDE

che il giudice per le indagini preliminari voglia disporre le prosecuzione delle indagini (indicare specificamente le indagini che si vuole vengano svolte).

Luogo e data

Firma

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo

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