| Editoriale

Sottosuolo e spazio sovrastante il suolo


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 aprile 2017



I limiti del diritto di proprietà sopra e sotto il suolo: l’articolo 840 del codice civile.

Articolo 840 cod. civ.

Sottosuolo e spazio sovrastante al suolo.

[I]. La proprietà del suolo si estende al sottosuolo, con tutto ciò che vi si contiene, e il proprietario può fare qualsiasi escavazione od opera che non rechi danno al vicino. Questa disposizione non si applica a quanto forma oggetto delle leggi sulle miniere, cave e torbiere. Sono del pari salve le limitazioni derivanti dalle leggi sulle antichità e belle arti, sulle acque, sulle opere idrauliche e da altre leggi speciali.

[II]. Il proprietario del suolo non può opporsi ad attività di terzi che si svolgano a tale profondità nel sottosuolo o a tale altezza nello spazio sovrastante, che egli non abbia interesse ad escluderle.

La norma vuole garantire l’equilibrio tra l’assolutezza del diritto di proprietà e le prerogative dei consociati. La prima sfera si manifesta con la misurazione del diritto: la proprietà del suolo si estende al sottosuolo, con tutto ciò che vi si contiene; mentre le prerogative dei consociati emergono in sede di disciplina dei possibili atti di disposizione del bene: il proprietario può fare qualsiasi escavazione od opera che non rechi danno al vicino. Il pregiudizio alla sfera giuridica altrui mette un confine virtuale alla proprietà o meglio agli atti di disposizione della stessa. Piace sottolineare fin da ora che anche la disciplina delle distanze incide proprio sulla disciplina degli atti di disposizione dei beni oggetto del diritto di proprietà.

Tornando alla disposizione ora in esame (articolo 840 codice civile) va sottolineato che il termine vicino va inteso nel senso di soggetto che entri nel campo di azione del titolare del diritto di proprietà. Il vicino, la cui sfera è giuridicamente protetta da azioni dannose, è in primo luogo il titolare del diritto di proprietà sull’immobile confinante.

Bisogna, però, leggere la norma in ottica evolutiva e considerare “vicino” qualsivoglia soggetto dell’ordinamento che entri nel raggio di azione fisico dell’agente.

Questa la parte dell’articolo 840 in cui viene delineata una posizione attiva del proprietario del fondo. Vi è poi una parte della disposizione che descrive una posizione passiva del proprietario: il secondo comma dell’articolo 840 disciplina un “pati” a carico del proprietario poiché il proprietario del suolo non può opporsi ad attività di terzi che si svolgano a tale profondità nel sottosuolo o a tale altezza nello spazio sovrastante, che egli non abbia interesse ad escluderle.

In ogni caso, qualunque attività dannosa potrà essere neutralizzata sia in via cautelare che nel merito (anche  con risarcimento dei  danni).

Una recente applicazione di questi concetti ha messo in evidenza che non si ha interesse ad escludere l’attività di terzi, quando la stessa intervenga ad un’altezza tale da non pregiudicare alcun legittimo interesse del proprietario del fondo  in relazione alle concrete possibilità di utilizzazione di tale spazio aereo (Cassazione civile, sez. II, 20 agosto 2002, n. 12258). Beninteso la colonna d’aria sovrastante un’area appartiene al proprietario del suolo e quest’ultimo può chiedere la tutela del proprio diritto anche in via cautelare.

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