Diritto e Fisco | Articoli

Conversione del pignoramento: come difendersi dai creditori

24 maggio 2017


Conversione del pignoramento: come difendersi dai creditori

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 maggio 2017



Ho chiesto la conversione del pignoramento in un processo esecutivo immobiliare con due creditori. All’udienza di comparizione delle parti come potrò difendermi dai creditori e insistere per l’assegnazione delle somme?

Alla prossima udienza la posizione della lettrice nei confronti dei creditori sarà la seguente.

Il creditore A ha rinunciato all’esecuzione depositando formale atto di rinuncia, ragion per cui, in questo procedimento, A non può più pretendere alcunché.

Il creditore B, invece, potrà partecipare alla distribuzione del ricavato secondo modalità diverse a seconda del momento in cui è intervenuto ed a seconda della circostanza che sia o meno un creditore privilegiato. Se il creditore B è intervenuto oltre la prima udienza fissata per l’autorizzazione della vendita, ma prima dell’udienza di audizione dei creditori iscritti nel progetto di distribuzione ed è un semplice creditore chirografario (non munito cioè di cause di prelazione come pegno o ipoteca), egli parteciperà alla distribuzione del ricavato che sopravanza dopo soddisfatti i diritti del creditore pignorante, di quelli intervenuti in precedenza e dei creditori i cui diritti di prelazione sui beni pignorati risultano da pubblici registri e di quelli privilegiati. Se, invece, il creditore B è munito di cause di prelazione (pegno o ipoteca) oppure sui beni pignorati vanta diritti di prelazione che risultano da pubblici registri, anche se fosse intervenuto dopo la prima udienza fissata per la vendita o assegnazione (ma sempre prima, però, dell’udienza di audizione dei creditori iscritti nel progetto di distribuzione), parteciperà alla distribuzione della somma ricavata in ragione del suo diritto di prelazione.

Ovviamente, tutte le ragioni di opposizione al credito vantato da B potranno espletarsi, ove esistenti, attraverso:

1) o una formale opposizione all’esecuzione [1] (se, ad esempio, il credito di B dovesse essere prescritto o già parzialmente o integralmente pagato), la quale opposizione può essere proposta fino alla pronuncia dell’ordinanza di distribuzione del ricavato della vendita o di assegnazione delle cose o dei crediti pignorati

2) oppure, ove si trattasse di opposizioni di natura formale (ad esempio, per vizi di forma dell’atto di intervento o per la tardività dello stesso) con una opposizione [2] che, però, deve esser proposta, a pena di inammissibilità, entro venti giorni dal compimento dell’atto che si ritiene viziato o dalla conoscenza legale che di esso ha l’opponente (la lettrice in questo caso).

Infine, avendo la lettrice già richiesto ed ottenuto la conversione del pignoramento, tale facoltà non è più esperibile.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Art. 615, co. 2, cod. proc. civ.

[2] Art. 617 cod. proc. civ.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI