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Lo sai che? Evasione fiscale, entro quanto tempo l’accertamento?

Lo sai che? Pubblicato il 23 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 aprile 2017

L’accertamento dell’Agenzia delle Entrate deve intervenire, ancora per poco, entro 4 anni a partire dall’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Hai dimenticato di indicare, nella dichiarazione dei redditi, un compenso riscosso da un cliente o un pagamento ricevuto per una vendita o un’altra attività che hai svolto? Non hai volutamente riportato, in uno dei tanti quadri della dichiarazione dei redditi, guadagni percepiti “sottobanco” nella speranza di non essere scoperto dal fisco? Come ben puoi immaginare, se non hai provveduto per tempo a regolarizzare la tua posizione, hai commesso un’evasione fiscale. E, come tutte le irregolarità tributarie, sei passibile di un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, cui si accompagneranno le relative sanzioni. C’è sempre, però, la possibilità di sperare nella prescrizione, salvezza per molti contribuenti. Anzi, sono in realtà ben due le prescrizioni che corrono in soccorso di chi ha commesso un’evasione fiscale: la prima riguarda il termine entro cui l’Agenzia delle Entrate deve notificare l’avviso di accertamento (che in verità, in termini tecnici, si chiama «decadenza» e che non può essere interrotta neanche con una diffida); la seconda è quella che decorre dalla notifica dell’accertamento fino all’arrivo della cartella di pagamento o dalla notifica della cartella sino all’eventuale pignoramento. Insomma, ci sono diverse strade che possono aiutare il contribuente a farla franca e a non pagare le irregolarità fiscali. Ma vediamo meglio quando scatta la prescrizione dell’evasione fiscale, il che in altri termini significa chiedersi «Quanto tempo ha l’Agenzia delle Entrate per accertare l’evasione fiscale?».

Nel caso in cui un contribuente commetta un’evasione fiscale, l’accertamento fiscale dell’Agenzia delle Entrate deve intervenire entro termini stabiliti dalla legge (cosiddetta prescrizione). Superata questa forbice temporale il contribuente può tornare a dormire sonni tranquilli e se anche in passato non ha indicato (per errore, dimenticanza o malafede) un reddito all’interno della propria dichiarazione dei redditi, nessuno potrà più dirgli nulla, tantomeno l’amministrazione finanziaria.

Vediamo allora quando scadono i termini per l’accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quando scadono i termini per l’accertamento fiscale

Ci sono due cose importanti da sapere prima di indicare entro quanto tempo l’Agenzia delle Entrate può accertare l’evasione fiscale. La prima: la disciplina è cambiata a partire dal 1° gennaio 2016. Dunque, per tutte le evasioni anteriori a tale data vale un termine diverso (più breve) rispetto a quelle successive. La normativa è, infatti, cambiata in senso sfavorevole al contribuente, dando più tempo al fisco per notificare gli accertamenti fiscali (ma, appunto, solo quelli successivi al 1° gennaio 2016).

Il secondo aspetto riguarda il tipo di illecito commesso dal contribuente: c’è il caso del compenso percepito e non indicato nella dichiarazione dei redditi, dichiarazione che, comunque, è stata regolarmente presentata all’Agenzia delle entrate entro i termini di legge; e c’è il caso invece di chi proprio abbia omesso di presentare l’intera dichiarazione dei redditi. Per come è facile immaginare, la seconda condotta è più grave della prima e, pertanto, i termini di prescrizione sono più ampi.

Quanto tempo ha l’Agenzia delle Entrate per accertare l’evasione fiscale?

Veniamo finalmente al cuore del problema: quando scatta la prescrizione dell’evasione fiscale o, in altri termini, quanto tempo ha l’agenzia delle Entrate per notificare l’avviso di accertamento? Operiamo le distinzioni di cui abbiamo appena parlato.

Evasioni commesse prima del 1° gennaio 2016

  1. se la dichiarazione dei redditi è stata presentata ma in essa è stato omessa l’indicazione di un compenso o un corrispettivo percepito, l’accertamento fiscale deve intervenire entro massimo il 31 dicembre del 4° anno successivo alla presentazione della predetta dichiarazione. Se l’accertamento viene notificato dopo tale data, è illegittimo perché si è formata la prescrizione;
  2. invece nel caso di dichiarazione omessa (o nulla), l’accertamento deve arrivare entro massimo il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata la predetta dichiarazione.

Evasioni commesse dopo il 1° gennaio 2016

  1. se la dichiarazione dei redditi è stata presentata ma in essa è stato omessa l’indicazione di un compenso o un corrispettivo percepito, l’accertamento fiscale deve intervenire entro massimo il 31 dicembre del 5° anno successivo alla presentazione della predetta dichiarazione. Se l’accertamento viene notificato dopo tale data, è illegittimo perché si è formata la prescrizione;
  2. invece nel caso di dichiarazione omessa (o nulla), l’accertamento deve arrivare entro massimo il 31 dicembre del 7° anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata la predetta dichiarazione.

Il termine è rispettato se l’Agenzia delle Entrate richiede la notifica dell’atto entro la scadenza ed indipendentemente dal momento in cui l’atto perviene al destinatario.

Entro gli stessi termini, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza possono esercitare i poteri istruttori (accessi, ispezioni, verifiche e acquisizioni in genere di dati, elementi e notizie che, pertanto, non possono riguardare periodi d’imposta per i quali è scaduto il termine per l’accertamento.

Che può fare il contribuente se riceve un accertamento fuori termine?

Chi riceve un accertamento fiscale oltre i predetti termini lo può impugnare davanti al giudice, essendo l’atto radicalmente nullo. Ma attenzione: il ricorso va presentato sempre entro 60 giorni dalla notifica. Difatti, la nullità deve essere tempestivamente eccepita dal contribuente nel ricorso introduttivo del giudizio non potendo essere rilevata d’ufficio dal giudice. Se però il contribuente non agisce l’accertamento diventa definitivo e bisognerà pagare le imposte con le sanzioni.

Che può fare il contribuente se riceve un accertamento fuori termine?

Anche in questo caso, se il contribuente riceve una cartella fuori termine può impugnarla, entro 60 giorni dalla sua notifica, innanzi alla Commissione Tributaria, per far valere la prescrizione. Se non lo fa, però, la cartella diventa definitiva e andrà pagata.

 

La prescrizione della cartella di pagamento

Abbiamo detto che le prescrizioni su cui può fare affidamento il contribuente sono due. Della prima abbiamo appena parlato. La notifica dell’accertamento fiscale interrompe i termini di prescrizione per l’accertamento medesimo, ma dal giorno successivo inizia a decorrere un ulteriore termine di prescrizione: quello per la riscossione esattoriale, ossia entro cui l’Agente della riscossione (Equitalia o la stessa Agenzia delle Entrate per il periodo successivo al 1° luglio 2017) possono procedere a notificare la cartella esattoriale e ad eseguire il pignoramento nei confronti del contribuente.

Ora, riguardo a questo secondo termine di prescrizione si è detto e scritto molto. Secondo l’orientamento tradizionale la prescrizione si verifica dopo 10 anni. Secondo un più recente pensiero, sottolineato da alcune commissioni tributarie di primo e secondo grado, il termine è di 5 anni. Al di là delle ragioni tecniche che sorreggono quest’ultima tesi, a noi interessa l’effetto pratico. Cosa succede se, dopo dieci anni (o cinque, secondo la diversa tesi) dalla notifica dell’accertamento il contribuente non riceve altro atto o cartella di pagamento? Anche in questo caso è salvo perché si è prescritto il diritto alla riscossione. Stesso discorso nel caso in cui il contribuente abbia ricevuto la notifica della cartella di pagamento, ma dopo di questa il fisco non si sia fatto più vivo (non abbia avviato cioè il pignoramento).


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1 Commento

  1. dall’articolo si legge che gli accessi, ispezioni e verifiche non possono essere più fatti dopo la scadenza dei termini per l’emissione dell’avviso di accertamento, qual’è la normativa che regola la decadenza di accessi, ispezioni e verifiche?

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