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Detrazioni per la badante dell’invalido

23 Aprile 2017


Detrazioni per la badante dell’invalido

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Aprile 2017



Come funzionano le agevolazioni fiscali per chi si fa carico delle spese in favore del genitore anziano e disabile che necessita di una badante.

De Crescenzo una volta scrisse che la nostra società ha pensato ad allungare la vita senza tuttavia pensare ad allargarla. Parole che ritornano alla mente se si riflette sulle condizioni di molti pensionati. Sono sempre più numerosi gli anziani che, pur avendo raggiunto una ragguardevole età, vivono in condizioni precarie, non solo in assenza di redditi sufficienti a mantenersi, ma anche di assistenza sociale e familiare. A questo problema tenta di rimediare la legge stabilendo delle detrazioni fiscali per la badante in favore dell’invalido. In che termini è possibile, per una persona che sostiene tutti i costi per la gestione e la cura del genitore anziano e disabile – anche se non a suo carico – scaricare dalle tasse queste spese e, in particolare, quelle relative alla badante? Il Testo Unico Imposte sui Redditi prevede la detraibilità IRPEF del 19% delle spese sostenute:

  • per gli addetti all’assistenza personale (cosiddette “badanti“);
  • nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

La detrazione, quindi, non si applica nei casi di assistenza a soggetti autosufficienti.

Ma procediamo con ordine e vediamo meglio quali sono le detrazioni fiscali per la badante.

Detrazioni fiscali per la badante

Attualmente la legge prevede delle agevolazioni per l’assistenza personale di soggetti con disabilità. Si tratta di misure fiscali dal carattere assistenziale che, di certo, sebbene non particolarmente generose, sono comunque un sostegno per chi sostiene a volte spese assai ingenti tra badanti, medicinali e case di cura. Vediamo dunque quali sono le detrazioni fiscali per la badante dell’anziano invalido.

Due sono le agevolazioni Irpef fruibili per l’assistenza di anziani con disabilità:

  • deduzione dal reddito complessivo degli oneri contributivi (fino all’importo massimo di 1.549,37 euro) versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare [1];
  • detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, da calcolare su un importo massimo di 2.100 euro, a condizione che il reddito complessivo del contribuente non sia superiore a 40.000 euro (nel cui limite va compreso anche il reddito dei fabbricati locati assoggettato al regime della cedolare secca) e che il soggetto disabile sia in condizione di “non autosufficienza” nel compimento degli atti della vita quotidiana [2].

Il contribuente che sostiene i costi della badante per l’anziano invalido può cumulare le due detrazioni fiscali appena viste. Tuttavia, la deduzione degli oneri contributivi può essere fruita solo dal datore di lavoro o dal familiare di cui lo stesso risulti fiscalmente a carico. Quindi, se l’anziano invalido non è nello stato di famiglia del parente che si prende cura di lui sostenendo dette spese, la detrazione non spetta più.

Limite di reddito complessivo

La detrazione spetta a condizione che il reddito complessivo del contribuente non superi l’importo di 40.000 euro.
Ai fini in esame:

  • nel “reddito complessivo” devono essere ricompresi anche i redditi dei fabbricati assoggettati alla “cedolare secca sulle locazioni” ;
  • occorre tenere conto anche dell’agevolazione ACE utilizzata.

Limite massimo di spesa detraibile

Le spese per le “badanti” sono detraibili al 19% su un importo massimo di 2.100 euro, limite che prescinde dal numero dei soggetti cui si riferisce l’assistenza.

Ad esempio: se un contribuente ha sostenuto spese per sé e per il coniuge, l’importo sul quale calcolare la detrazione non può comunque essere superiore a 2.100 euro.

La detrazione massima ottenibile è quindi pari a 399 euro (19% di 2.100 euro).
Qualora più contribuenti sostengano spese per assistenza riferita allo stesso familiare, l’importo massimo previsto deve essere suddiviso tra coloro che hanno sostenuto la spesa.
Ad esempio: se due figli hanno sostenuto, in misura uguale, spese per la “badante” del proprio padre, ciascuno di essi può beneficiare del 50% della detrazione.

Chi sono le persone «non autosufficienti»?

Sono considerati “non autosufficienti” i soggetti che sono incapaci di svolgere almeno una delle seguenti attività:

  • assunzione di alimenti;
  • espletamento delle funzioni fisiologiche e dell’igiene personale;
  • deambulazione;
  • indossare gli indumenti.

In alternativa, sono considerati “non autosufficienti” i soggetti che necessitano di sorveglianza continuativa.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che:

  • lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica;
  • la detrazione non compete per le spese di assistenza sostenute a beneficio di soggetti per i quali la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie (es. bambini non portatori di handicap).

Come ottenere le detrazioni fiscali per la badante dell’anziano invalido

Per ottenere la detrazione fiscale per la badante dell’anziano invalido è necessario presentare la seguente documentazione:

  • certificazione medica dalla quale risulti la «non autosufficienza» dell’anziano;
  • ricevute firmate dall’addetto all’assistenza con indicazione del codice fiscale e dei dati anagrafici di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza, nonchè degli estremi anagrafici e del codice fiscale del familiare assistito.

Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta debitamente firmata, rilasciata dal soggetto che presta l’assistenza.
La documentazione deve contenere gli estremi anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e di quello che presta l’assistenza; se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

Per le prestazioni rese da una casa di cura o di riposo, i corrispettivi per l’assistenza personale devono essere certificati distintamente rispetto a quelli riferibili alle altre prestazioni fornite dall’istituto ospitante

Prestazioni rese da case di cura e di riposo e da cooperative di servizi

La detrazione spetta anche per le prestazioni di assistenza rese a favore di un soggetto ricoverato presso una casa di cura o di riposo, anche qualora l’assistenza sia resa da parte di una cooperativa di servizi.

Deducibilità dei contributi previdenziali per badanti

Sono deducibili dal reddito complessivo Irpef gli oneri contributivi versati per gli addetti all’assistenza personale o familiare, tra cui quindi anche le badanti.
La deducibilità in esame non è vincolata a limiti reddituali né alla situazione di “non autosufficienza”, ma è ammessa nel limite massimo di 1.549,37 euro annui.
Sono deducibili anche i contributi previdenziali sostenuti per una “badante” assunta tramite un’agenzia interinale, rimborsati all’agenzia medesima e a condizione che quest’ultima rilasci una certificazione attestante gli importi pagati, gli estremi anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento (utilizzatore) e del lavoratore.

note

[1] Art. 10, co. 1, lett. e, Tuir (Testo Unico sulle Imposte sui redditi).

[2] Art. 15, co. 1, lett. i-septies, Tuir.

Autore immagine: 123rf com


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