Diritto e Fisco | Articoli

Cumulo pensione di vecchiaia, i requisiti delle casse professionali


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 maggio 2017



Cumulo gratuito per la pensione di vecchiaia dei professionisti: valgono i requisiti più severi previsti dalle casse private.

Pensione a 68 anni per avvocati, commercialisti e ragionieri, a 67 anni per i consulenti del lavoro, a 67 anni e 6 mesi per i medici (68 dal prossimo anno), addirittura a 69 anni per i geometri; va meglio agli psicologi, ingegneri, architetti, attuari, agronomi, chimici e geologi, che possono invece pensionarsi con gli ordinari requisiti Inps, quindi con 66 anni e 7 mesi di età, in quanto le loro casse professionali prevedono, per la pensione di vecchiaia, dei requisiti più bassi rispetto a quelli ordinari stabiliti per gli iscritti ai fondi facenti capo all’Inps.

Questo è quanto emerge dalle circolari emanate da alcune casse professionali, tra le quali la Cassa forense [1] e, da ultima,  la cassa dei commercialisti (Cnpdac): le circolari confermano quanto disposto dalla normativa che regolamenta l’istituto del cumulo gratuito dei contributi [2], che stabilisce l’applicazione, per ottenere la pensione di vecchiaia, dei requisiti più severi tra quelli delle casse alle quali l’interessato è iscritto.

In buona sostanza, se l’interessato è iscritto, ad esempio, alla cassa degli avvocati, o dei commercialisti, e vuole ottenere la pensione di vecchiaia sommando gratuitamente i contributi versati all’Inps (molti professionisti possiedono contributi versati all’Inps, dovuti allo svolgimento di una seconda attività o accreditati a inizio carriera), non può ottenere la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi, ma deve applicare il requisito più severo previsto dalla cassa professionale alla quale è iscritto.

Se invece il requisito previsto dalla cassa professionale è più “leggero” rispetto a quello ordinario, come ad esempio nella cassa degli psicologi o degli ingegneri, bisogna applicare il più severo requisito di 66 anni e 7 mesi di età previsto dall’Inps.

Per quanto riguarda le varie pensioni di anzianità ottenibili nelle casse private, non è possibile applicare il cumulo per maturare queste prestazioni: è possibile ottenere, unicamente, la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne).

Ma procediamo per ordine e vediamo, innanzitutto, come funziona il cumulo dei contributi e quali sono i requisiti previsti per la pensione di vecchiaia previsti dalle singole casse professionali.

Cumulo gratuito dei contributi: come funziona

Il cumulo contributivo consiste nella facoltà, per il lavoratore che possiede contributi in casse diverse, di raggiungere i requisiti previsti per il pensionamento sommando gratuitamente tutti i contributi presenti nelle diverse gestioni. Dal 2017, grazie alla Legge di bilancio, è possibile raggiungere la pensione col cumulo anche nelle casse professionali.

Grazie al cumulo, nel dettaglio, è possibile ottenere:

  • la pensione di vecchiaia;
  • la pensione anticipata;
  • la pensione d’inabilità;
  • la pensione ai superstiti.

Il cumulo, però, non è l’unico modo di unire i contributi per ottenere la pensione: esistono difatti la ricongiunzione, che consente di versare tutti i contributi in un’unica cassa, ma è a pagamento, e la totalizzazione, che è gratuita ma comporta il ricalcolo col sistema contributivo di tutte le quote di pensione.

Cumulo, ricongiunzione e totalizzazione

Confrontando questi tre istituti emerge che:

  • la ricongiunzione è onerosa: il costo dipende da molteplici fattori, come la differenza tra il trattamento di pensione con e senza l’accredito dei contributi provenienti da altre casse, l’età del lavoratore, l’ammontare dei contributi da trasferire; permette, però, di ottenere tutte le prestazioni previste dalla cassa in cui sono ricongiunti i contributi, sussistendo i requisiti, compresa la pensione di anzianità; la ricongiunzione tiene inoltre conto di tutti i contributi posseduti dal lavoratore, come se fossero sempre stati accreditati nella gestione di destinazione; se la ricongiunzione è effettuata in una cassa non facente capo all’Inps, si deve applicare il metodo di calcolo previsto dalla gestione che liquida la prestazione;
  • la totalizzazione, invece (tramite la quale si ottiene la pensione di vecchiaia con 65 anni e 7 mesi di età più 20 anni di contributi e la pensione di anzianità con 40 anni e 7 mesi di contributi, applicando, nel primo caso, una finestra di attesa di 18 mesi e nel secondo caso una finestra di 21 mesi), comporta il ricalcolo contributivo a tutte le quote di pensione appartenenti alle diverse gestioni: dato che il sistema contributivo è penalizzante, rispetto al retributivo, perché non si basa sugli ultimi redditi ma sui contributi effettivamente accreditati, dal punto di vista dell’ammontare della pensione la totalizzazione è la meno conveniente; inoltre, con la totalizzazione i contributi non sono riuniti in un’unica cassa, ma restano nel fondo di appartenenza; rispetto alla ricongiunzione, ha però il vantaggio di essere gratuita;
  • anche il cumulo è gratuito, come la totalizzazione, non comporta il trasferimento dei contributi da una gestione a un’altra; non si applica, tuttavia, il ricalcolo contributivo, ma ogni ente calcola la sua quota in base al metodo tipico della gestione in cui sono versati i contributi; secondo la legge istitutiva del cumulo [2], nonostante le quote di pensione siano liquidate separatamente, per l’applicazione del metodo di calcolo si deve contare l’anzianità complessiva: ad esempio, se Tizio possiede 2 anni di contributi nell’Inps e 17 anni nella Cassa forense versati prima del 1995, superando complessivamente 18 anni di contributi ha diritto al calcolo retributivo dei contributi Inps sino al 31 dicembre 2011.

Cumulo: requisiti di accesso

Con il cumulo, come anticipato, chi possiede contributi in una cassa professionale e presso l’Inps, e vuole ottenere la pensione di vecchiaia, deve applicare i requisiti più severi tra quelli Inps e quelli dell’ente previdenziale privato. Ma quali sono i requisiti più severi? Vediamone una breve carrellata.

Cumulo: pensione di vecchiaia cassa avvocati

L’avvocato per ottenere la pensione di vecchiaia utilizzando il cumulo, deve possedere i seguenti requisiti:

  • nel biennio 2017-2018, almeno 68 anni di età e 33 di contributi: si tratta dei requisiti utili alla pensione di vecchiaia retributiva (cioè il cui calcolo è effettuato con il metodo retributivo, che si basa su una media dei redditi migliori rivalutati);
  • almeno 68 anni di età e dai 5 ai 32 anni di contributi: si tratta dei requisiti utili alla pensione di vecchiaia contributiva (cioè il cui calcolo è effettuato con il metodo contributivo, che si basa sui contributi effettivamente versati).

La cassa ha precisato che il cumulo può essere richiesto anche se è stata già domandata la totalizzazione, purché entro la data del 31 dicembre 2016 e purché il relativo procedimento sia ancora in corso; non può, invece, essere revocata la procedura di ricongiunzione in corso, perché la normativa non prevede, a differenza dei lavoratori dipendenti e delle gestioni speciali degli autonomi gestite dall’Inps, la restituzione di quanto versato.

Cumulo: pensione di vecchiaia cassa commercialisti

Nella Cassa dei commercialisti (Cnpdac) la pensione di vecchiaia si ottiene con 68 anni di età e 33 anni di contributi oppure, in alternativa, con 70 anni di età e 25 anni di contribuzione; sono dunque questi i requisiti utili per chi vuole ottenere la pensione di vecchiaia col cumulo.

Cumulo: pensione di vecchiaia cassa ingegneri e architetti

Le pensioni che possono essere ottenute dagli iscritti Inarcassa sono:

  • pensione di vecchiaia unificata: il trattamento può essere raggiunto con almeno 65 anni e 9 mesi di età e 31 anni e 6 mesi di contributi (esiste una deroga che prevede solo 20 anni di versamenti  per chi ha versato il primo contributo antecedentemente al 29 gennaio 1981, se matura 65 anni di età e 20 anni di contributi alla data del 19 novembre 2015);
  • pensione di vecchiaia unificata anticipata: in questo caso, è possibile pensionarsi, nel 2016, con 63 anni di età e 31 anni e 6 mesi di contributi; nel 2017, con 63 anni di età e 32 anni di contributi; nel 2018, con 63 anni di età e 32 anni e 6 mesi di contributi; nel 2019, con 63 anni di età e 33 anni di contributi; si è però soggetti a una penalizzazione percentuale che diminuisce al crescere dell’età;
  • pensione di vecchiaia posticipata: il pensionamento è possibile a 70 anni di età, senza requisito di contribuzione minimo, ma l’assegno è calcolato col sistema interamente contributivo, senza la quota retributiva; la quota di retributivo spetta solo a chi ha oltre 30 anni di contributi, oppure a chi ha raggiunto almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012;
  • pensione contributiva: è una pensione che spetta a chi compie 66 anni di età entro il 2017, se possiede almeno 5 anni di contribuzione.

Nei casi in cui il requisito di età appaia più leggero rispetto a quello Inps, è dunque quest’ultimo a dover essere applicato, pari a 66 anni e 7 mesi di età. Resta però il dubbio riguardo agli anni di contribuzione, in quanto all’Inps bastano 20 anni di contributi, mentre Inarcassa, escluso il caso della pensione contributiva, ne richiede almeno 31 e 6 mesi: è opportuna, dunque, una circolare che chiarisca con precisione i requisiti utili alla pensione di vecchiaia con cumulo.

Cumulo: pensione di vecchiaia cassa consulenti del lavoro

L’Enpacl, la cassa previdenziale dei consulenti del lavoro, eroga la pensione di vecchiaia al compimento del 70° anno di età (a regime nel 2025) e in presenza di 5 anni di iscrizione e contribuzione. La prestazione decorre dal momento in cui si perfezionano i requisiti.

Nel periodo transitorio (fino a tutto il 2024) il requisito dell’età è così articolato:

  • sino al 31 dicembre 2018: 67 anni;
  • dal 1/1/2019 al 31/12/2021: 68 anni;
  • dal 1/1/2022 al 31/12/2024: 69 anni;
  • dal 2025: 70 anni.

Affinché venga riconosciuta la pensione nel periodo transitorio (in età inferiore a 70 anni), l’importo del trattamento non deve risultare inferiore a 5 volte l’ammontare del contributo soggettivo minimo stabilito nell’anno di maturazione del diritto.

Anche in questo caso, considerato il requisito contributivo più leggero e l’ulteriore requisito dell’ammontare del trattamento, è opportuno che vengano forniti dei chiarimenti sui requisiti utili alla pensione di vecchiaia con cumulo. Ad ogni modo, secondo quanto disposto dalla Legge di bilancio 2017, non è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con cumulo con meno di 20 anni di contributi.

Cumulo: pensione di vecchiaia dei geometri

Nessun dubbio, invece, sui requisiti da soddisfare per la pensione di vecchiaia con cumulo nella Cassa geometri: la Cipag, infatti, prevede la pensione di vecchiaia, per l’anno 2017, con un minimo di 69 anni di età (69 anni e 6 mesi nel 2018, 70 anni dal 2019) e 35 anni di contributi.

Cumulo: pensione di vecchiaia psicologi, agronomi, attuari chimici e geologi

Requisiti Inps, infine, per quanto concerne la pensione di vecchiaia di psicologi, agronomi, attuari chimici e geologi: i loro enti, difatti, prevedono requisiti più leggeri, sia in merito agli anni di contributi, sia in merito all’età.

note

[1] Cassa Forense, Circ. n. 1/2017.

[2] L.228/2012.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI