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Lo sai che? Diritti e agevolazioni di chi fa la chemioterapia

Lo sai che? Pubblicato il 4 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 agosto 2017

Dal lavoro ai trasporti, dalla previdenza ai diritti in fase di ricovero: di seguito tutte le agevolazioni per i malati oncologici e per chi si sottopone a chemioterapia.

Essere malato oncologico significa sottoporsi a trattamenti terapeutici che, spesso, mettono a dura prova il soggetto e che gli sta attorno. Ecco perché è di fondamentale importanze essere consapevoli dei diritti e delle agevolazioni che la legge riconosce, delle tutele giuridiche e benefici economici che consentono al malato e alla sua famiglia di continuare a vivere dignitosamente, nonostante la malattia e le terapie.

In questo articolo chiariremo quali sono i diritti e le agevolazioni di chi fa la chemioterapia.

Diritto di informazione

Il malato di cancro ha il diritto di ricevere informazioni precise, chiare e comprensibili:

  • sul proprio stato di salute,
  • sul tipo di malattia diagnosticata,
  • sugli accertamenti ed esami richiesti;
  • sulle opzioni terapeutiche con relativi pro e contro;
  • sugli effetti collaterali della malattia e dei trattamenti e indicazioni sul modo in cui affrontarli.

I medici e le strutture presso cui il malato è in cura devono, quindi, fornire tutte le indicazioni affinchè egli possa ottenere sostegno socio-assistenziale e, se necessario, psicologico: ad esempio, dovranno informarlo sulla possibilità di scegliere terapie non convenzionali (diversa dalla classica chemioterapia, magari effettuate in via sperimentale), sugli strumenti di tutela del posto di lavoro e sul fatti che è possibile conciliare tempi di cura e di lavoro, sul fatto che le terapie potranno avere effetti più o meno incisivi sulla sua fertilità.

Diritti in ospedale

Se il malato, ricoverato in ospedale, o il medico che ne segue il decorso ritengono opportuno un consulto medico esterno alla struttura, il malato ha il diritto di ottenere una relazione medica dettagliata sulla sua situazione clinica, diagnostica e terapeutica. In altre parole, gli si dovrà consegnare copia della cartella clinica che può essere visionata non solo direttamente dal paziente ma anche dal suo medico di famiglia durante il ricovero. Nel dettaglio, se il malato o la persona da lui delegata ne richiedono la copia integrale, questa deve essere consegnata entro 30 giorni dalla richiesta o immediatamente in caso d’urgenza documentata. Se il malato non può ritirarla personalmente, è sufficiente una delega scritta a persona di fiducia cui deve essere consegnata in busta chiusa.

Esenzione dal ticket

Il malato di cancro ha diritto all’esenzione dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami per la cura del tumore da cui è affetto e delle eventuali complicanze, per la riabilitazione e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti. Nel caso in ci si riconosciuto invalido civile del 100% ha diritto all’esenzione totale dal pagamento dei ticket per farmaci e visite per qualsiasi patologia.

La relativa domanda di deve essere presentata alla Asl territorialmente competente, allegando i seguenti documenti:

  • tessera sanitaria;
  • codice fiscale;
  • documentazione medica, specialistica o ospedaliera attestante la malattia o il verbale rilasciato dall’asl/Inps da cui risulti il riconoscimento di un’invalidità civile del 100%.

La Asl, dopo aver valutato la domanda presentata, rilascia al malato un documento personale chiamato tessera di esenzione, al cui interno possono essere contenuti due codici:

  • codice 048 (patologie neoplastiche): in questo caso, la tessera di esenzione dà diritto a ricevere gratuitamente le prestazioni mediche e sanitarie (presso strutture pubbliche o convenzionate) e i farmaci correlati alla cura della patologia tumorale diagnosticata;
  • codice C01 (invalidità civile totale): dà diritto a ricevere gratuitamente le prestazioni mediche e sanitarie (presso strutture pubbliche o convenzionate) e i farmaci per qualsiasi patologia.

Prescrizione gratuita di protesi

Nel caso in cui a un soggetto sia stata riconosciuta una percentuale di invalidità superiore al 33%, il Servizio Sanitario Nazionale fornisce gratuitamente ausili e protesi. Ciò vale anche per le donne mastectomizzate (a cui, cioè, sono state asportate le mammelle a seguito della scoperta o dell’aggravarsi della malattia), per coloro che hanno subito amputazioni degli arti, ai laringectomizzati, anche se in attesa del riconoscimento di invalidità.

Per ottenere i dispositivi di cui si ha bisogno gli aventi diritto devono rivolgersi alla Asl territorialmente competente.

Agevolazioni assistenziali

I malati di cancro, a seconda del tipo di invalidità riconosciuta, hanno diritto alle seguenti prestazioni:

  1. pensione di inabilità;
  2. assegno di invalidità;
  3. indennità di accompagnamento;
  4. indennità di frequenza,

presentando domanda all’Inps esclusivamente per via telematica, dopo essersi muniti di un codice Pin che si richiede:

  • direttamente sul sito Inps seguendo le istruzioni per la registrazione;
  • attraverso il numero verde Inps 803164.

In alternativa, occorre essere in possesso di una Carta Nazionale dei Servizi (Cns): si tratta di un dispositivo (smart card o chiavetta usb) che contiene un “certificato digitale” di autenticazione personale. Serve per l’identificazione certa dell’utente in rete e permette di consultare i dati personali resi disponibili dalle pubbliche amministrazioni direttamente sul sito internet dell’ente che ci interessa: ad esempio, permette di accedere ai referti medici sul sito web della propria Asl. Viene rilasciata dalle Camere di Commercio.

Esaminiamo, ora, le varie tipologie di prestazioni assistenziali.

  1. Pensione di inabilità e assegno di invalidità civile

Lo Stato assiste i malati oncologici in condizioni economiche e di gravità della malattia attraverso il riconoscimento dell’invalidità civile. Le percentuali riconosciute possono essere dell’11%, 70% e 100%. Se il grado di invalidità civile è compreso tra il 74% ed il 99% ovvero è pari al 100% il malato ha diritto a determinati benefici socio-economici (assegno di invalidità o pensione di inabilità). Nel dettaglio, per un’invalidità civile del 100%, una persona in età lavorativa (18-65 anni) ha diritto:

  • alla pensione di inabilità, erogata per 13 mensilità. Per l’anno 2017 è pari a 279,47 euro mensili con limite di reddito annuo personale non superiore a 16.532,10 euro
  • all’esenzione dal ticket per farmaci e prestazioni sanitarie (cod. C01).

Se la percentuale di invalidità civile è pari o superiore al 74%, una persona in età lavorativa (18-65 anni) ha diritto all’assegno di invalidità, erogato per 13 mensilità. Per l’anno 2017 è pari a 279,47 euro qualora il reddito annuo personale non sia superiore a 4.800,38 euro.

  1. Indennità di accompagnamento

Se la malattia ha reso il soggetto invalido totale e permanente e determina problemi di deambulazione o se non è autonomo nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana, è possibile richiedere anche il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento [1] che è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

L’obiettivo di questa forma di sostegno è quello di incentivare l’assistenza domiciliare dell’invalido, evitandone il ricovero in ospedale.

La domanda va presentata all’Inps e a essa si dovrà allegare il certificato medico digitale con una delle seguenti indicazioni: «la persona è impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore» oppure «la persona non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita  senza assistenza continua».

L’assegno per l’accompagnamento spetta dal mese successivo alla presentazione della domanda e, all’atto del primo pagamento, l’Insp versa, in un’unica soluzione, gli arretrati e i relativi interessi, mentre i pagamenti successivi sono corrisposti mensilmente.

L’indennità di accompagnamento è erogata per 12 mensilità ed e pari a 515,43 euro mensili. Viene sospesa se il malato viene ricoverato in un istituto con pagamento della retta a carico di un ente pubblico.

  1. Indennità di frequenza

L’indennità di frequenza è riconosciuta ai minori affetti da patologie tumorali che siano iscritti o frequentino scuole di ogni ordine e grado (compresi gli asili nido), centri terapeutici, di riabilitazione, di formazione o di addestramento professionale; non è compatibile con l’indennità di accompagnamento o con qualunque forma di ricovero. In pratica, possono richiederne il riconoscimento i minori le cui condizioni siano meno gravi di quelle che danno diritto all’indennità di accompagnamento.

La prestazione, a differenza dell’assegno di invalidità civile, è concessa sino ad un massimo di 12 mensilità annue con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello di effettivo inizio della frequenza fino al mese successivo a quello di cessazione della frequenza. L’importo per il 2017 ammonta a 279,47 € al mese. Al pari dell’assegno di invalidità civile i beneficiari devono rispettare determinati limiti reddituali personali che, per l’anno 2017, non possono eccedere il valore di 4.800,38 euro.

Agevolazioni e diritti sul lavoro

Se la persona che ha ricevuto la diagnosi di tumore non ha ancora un lavoro, l’accertamento della disabilità da parte della Commissione Medica della Asl è utile ai fini di una futura assunzione. Imprese e enti pubblici, infatti, sono obbligato ad assumere un determinato numero (proporzionale alle dimensioni dell’impresa o ente) di persone con invalidità superiore al 46% e fino al 100% iscritte nelle liste speciali del collocamento obbligatorio [2].

Il lavoratore del settore pubblico o privato cui sia stato riconosciuto lo stato di handicap “grave” ha diritto di essere trasferito alla sede di lavoro più vicina possibile al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso. Analogo diritto è riconosciuto al familiare che lo assiste.

Dal punto di vista delle mansioni lavorative, il lavoratore disabile ha il diritto di essere assegnato a quelle adeguate alla sua capacità lavorativa. Se le sue condizioni di salute si aggravano con conseguente riduzione o modifica della capacità di lavoro, egli ha il diritto di essere assegnato a mansioni equivalenti o anche inferiori, purché compatibili con le sue condizioni, mantenendo in ogni caso il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza. Se non può essere assegnato a mansioni confacenti al suo stato di salute, il datore di lavoro può risolvere il rapporto di impiego, comunicandolo entro 10 giorni agli uffici competenti per assumere un nuovo lavoratore disabile.

Il lavoratore malato di cancro può, inoltre, chiedere di non essere assegnato a turni di notte presentando al datore di lavoro un certificato attestante la sua inidoneità a tali mansioni. Il lavoratore già addetto a un turno notturno che diventi inidoneo a tali mansioni per il peggioramento delle sue condizioni di salute può chiedere, e ottenere, di essere assegnato a mansioni equivalenti in orario diurno, purché esistenti e disponibili.

Se, invece, egli intenda continuare a lavorare nonostante la malattia, potrà farlo usufruendo di forme di flessibilità per conciliare i tempi di cura con il lavoro come ad esempio il tempo parziale. Analogo diritto è riconosciuto, in forma attenuata, ai familiari lavoratori. In questa stessa ottica è previsto il telelavoro, presentando richiesta al datore la quale, se accolta, deve essere formalizzata in un accordo scritto nel quale devono essere riportati le attività da espletare e le modalità di svolgimento, le mansioni, gli strumenti di telelavoro, i rientri periodici in ufficio e le riunioni cui presenziare, l’eventuale termine della modalità di telelavoro e la relativa reversibilità con il rientro in ufficio su richiesta del datore di lavoro o del dipendente.

Il lavoratore che non sia in grado di espletare le sue mansioni a causa della malattia e delle sue conseguenze ha diritto di assentarsi per il periodo necessario per le cure e terapie fino alla guarigione, conservando posto di lavoro (per un periodo di tempo, il periodo di comporto, superato il quale il lavoratore può scegliere di mettersi in aspettativa non retribuita) e percependo un’indennità commisurata alla retribuzione. Proprio per questo, la legge prevede che anche il lavoratore malato oncologico debba rendersi reperibile al domicilio comunicato nel caso in cui il datore di lavoro o l’Inps richiedano eventuali visite fiscali. Le fasce di reperibilità per la visita fiscale sono le seguenti:

  • dipendenti pubblici: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 di tutti i giorni, inclusi domenica e festivi;
  • dipendenti privati: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 di tutti i giorni, inclusi domenica e festivi.

I permessi e i congedi dal lavoro di cui possono usufruire i lavoratori riconosciuti invalidi o con handicap grave e i familiari che li assistono sono regolamentati da norme specifiche.

In particolare sono previsti:

  • permessi lavorativi;
  • permessi lavorativi per eventi e cause particolari;
  • congedo per cure agli invalidi;
  • congedo straordinario biennale retribuito al coniuge convivente del malato oncologico portatore di handicap grave. Solo a certe condizioni, può essere riconosciuto ad altre persone di diverso grado di parentela col malato oncologico (genitori, figli conviventi, fratello o sorella);
  • congedo biennale non retribuito per gravi motivi familiari: in tale periodo il lavoratore conserva il posto di lavoro, ma non ha diritto alla retribuzione e non può lavorare. Spetta al lavoratore dipendente, sia pubblico che privato. Per ottenerlo, è necessario presentare una domanda al datore di lavoro documentando i gravi motivi familiari.

Se il lavoratore è autonomo – iscritti alla gestione separata Inps – o un libero professionista iscritto alle rispettive casse previdenziali, nel caso in cui sia costretto a sospendere anche solo temporaneamente l’attività lavorativa a causa della patologia e delle terapie oncologiche, ha diritto a forme diverse di assistenza economica.

Pensionamento anticipato

Il malato con invalidità civile riconosciuta superiore al 74% ha diritto al beneficio di due mesi di contribuzione figurativa, utile ai fini pensionistici, per ogni anno di servizio effettivamente prestato come invalido.

Contrassegno di libera circolazione e di sosta

Il Comune di residenza riconosce al malato di cancro in terapia il diritto ad ottenere il contrassegno di libera circolazione e sosta: è nominativo e può essere utilizzato solo quando l’auto è al servizio del malato intestatario del permesso.

 

Agevolazioni fiscali

La legge riconosce al malato di cancro specifiche agevolazioni fiscali:

  • la detrazione delle spese mediche in misura del 19%;
  • la deduzione dei contributi previdenziali versati per colf/badanti (con un tetto massimo annuale) accessibili a tutti i contribuenti.

Nella maggior parte dei casi, può usufruire delle agevolazioni fiscali non solo il malato, ma, in alternativa, anche il familiare cui sia fiscalmente a carico.

Benefici e agevolazioni per il trasporto pubblico

Le Regioni spesso prevedono per i malati oncologici degli sconti per l’acquisto dei biglietti dei trasporti pubblici locali.

Gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento possono viaggiare in treno con un accompagnatore pagando un unico biglietto. Per ottenere il beneficio è necessario richiedere la Carta Blu rilasciata dalle Ferrovie dello Stato, rilasciata direttamente nelle stazioni ferroviarie.

Agevolazioni per l’acquisto di un autoveicolo

Le persone alle quali è stato riconosciuto uno stato di handicap e il cui grado di invalidità comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti hanno il diritto ad alcune agevolazioni per l’acquisto di un autoveicolo nuovo o usato. Esse consistono in un’aliquota Iva agevolata del 4% (invece di quella ordinaria); esenzione dal pagamento dell’imposta provinciale di trascrizione (Ipt) sui passaggi di proprietà; detrazione Irpef del 19% del costo del veicolo; esenzione dal pagamento del bollo auto. L’autoveicolo deve essere intestato direttamente al disabile o a un familiare che lo ha fiscalmente a carico.

Agevolazioni fiscali per l’acquisto della parrucca

Chi si sottopone a chemioterapia può inserire le spese sostenute per l’acquisto di una parrucca tra le spese sanitarie detraibili. A tal fine, al momento della dichiarazione dei redditi si deve presentare il documento fiscale (fattura o scontrino fiscale) che attesti l’acquisto della parrucca. Sul documento fiscale dovranno essere riportati sia la voce “vendita parrucca”, sia il codice fiscale della persona che deve usare la parrucca; la certificazione dello specialista che attesti che la persona stessa è in cura con chemioterapia.

note

[1] L’indennità di accompagnamento può essere concessa anche ai malati terminali, come stabilito da Cass. sent. n. 7179 del 10.05.2003, n. 10212 del 27.05.2004, n. 1268 del 21.01.2005.

[2]  Secondo l’art. 3 l. 68 del 12.03.1999, tali percentuali, che costituiscono le cosiddette quote di riserva, sono fissate nelle seguenti misure:

  • datori di lavoro con più di 50 dipendenti: 7% dei dipendenti;
  • datori di lavoro con 36-50 dipendenti: 2 invalidi;
  • datori di lavoro con 15-35 dipendenti: 1 invalido;
  • datori di lavoro con meno di 15 dipendenti: non è previsto alcun obbligo.

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