HOME Articoli

Lo sai che? Come fare col testamento di chi soffre di Parkinson

Lo sai che? Pubblicato il 24 aprile 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 24 aprile 2017

Mia nonna soffre di Parkinson e non riesce a scrivere in modo chiaro e comprensibile. Vorrebbe fare testamento ma non vuole spendere soldi per il notaio: posso aiutarla io sorreggendole e guidando la sua mano?

Chi fa testamento olografo – quello cioè “fai da te”, senza l’assistenza del notaio –  non può farsi aiutare da altri, amici o parenti che siano, nel redigere il testamento. Ciò vale anche se si tratta di una assistenza di mero “supporto”, come il farsi guidare la mano o stringere le dita. Quindi, anche chi soffre di Parkinson deve provvedere da solo a scrivere le ultime volontà, benché la propria mano sia tremula e la scrittura poco intellegibile. L’invalidità oggettiva del testatore non costituisce una ragione per farsi aiutare da altre persone.

Il codice civile stabilisce che il testamento debba essere integralmente redatto dal testatore di proprio pugno, dalla prima all’ultima lettera, ivi compresa firma e data. Non è consentito battere il testamento al computer e poi di firmarlo. Non è altresì concesso far scrivere a un’altra persona, sotto dettatura, le ultime volontà del testatore per poi limitarsi quest’ultimo alla semplice sottoscrizione. È questo il cosiddetto requisito della «autografia» che è elemento essenziale del testamento olografo.

Sul punto la Cassazione si è espressa già numerose volte stabilendo che, in presenza di aiuto e di guida della mano del testatore da parte di una terza persona, per la redazione di un testamento olografo, tale intervento del terzo, di per sé, non è consentito: sostenere la mano o stringere le dita dell’anziano impedisce di poter ritenere sussistente il requisito dell’autografia, indispensabile per la validità del testamento olografo. Non rileva neanche il fatto che il contenuto del testamento sia perfettamente corrispondente con la volontà del testatore. L’autografia è un requisito formale che va rispettato sempre e comunque.

C’è da dire, comunque, che la giurisprudenza non richiede, ai fini della validità del testamento, una grafia perfetta, purché sia univoca, ossia non vi siano dubbi sul significato dei segni sul foglio.

All’anziano che soffre di Parkinson e che pertanto non è in grado di scrivere da solo non resta che provvedere al testamento pubblico, quello cioè con il notaio.

note

[1] Cass. sent. n. 5505/2017. «La guida della mano del testatore da parte di una terza persona esclude, di per sé, il requisito dell’autografia, indispensabile per la validità del testamento olografo, a nulla rilevando l’eventuale corrispondenza del contenuto della scheda rispetto alla volontà del testatore ed essendo ultroneo verificare se la “mano guidante” sia intervenuta (come nella specie) su tutta la scheda testamentaria, trattandosi di condotta in ogni caso idonea ad alterare la personalità ed abitualità del gesto scrittorio e tale da condizionare l’accertamento della validità del testamento alla verifica di ulteriori circostanze – quali l’effettiva finalità dell’aiuto del terzo o la corrispondenza del testo scritto alla volontà dell’adiuvato – che minerebbero le finalità di chiarezza e semplificazione alla base della disciplina del testamento olografo».


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI