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Lo sai che? Cosa comporta una querela per ingiuria

Lo sai che? Pubblicato il 24 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 aprile 2017

Un vicino di casa mi ha denunciato per ingiuria perché l’ho offeso e minacciato con varie parole forti. Quali sono le conseguenze a cui vado incontro?

Dall’anno scorso l’ingiuria non è più un reato [1], ma solo un illecito civile che viene punito a condizione che la vittima avvii una causa ordinaria innanzi al giudice civile (tribunale o giudice di pace a seconda che l’importo chiesto in risarcimento sia superiore o inferiore a 5mila euro). Pertanto, nel caso in cui una persona sporga una querela per ingiuria il procedimento verrà archiviato d’ufficio dalla Procura della Repubblica, senza dar corso neanche al processo o alle indagini.

Le conseguenze della depenalizzazione dell’ingiuria sono svariate. Innanzitutto, come appena detto, tutte le eventuali querele sporte contro il colpevole non danno più luogo a condanna penale. Eventuali processi in corso, anche se già terminato il primo o il secondo grado di giudizio, possono essere “rivisti” con conseguente assoluzione del colpevole.

La seconda importante conseguenza è che, per punire il colpevole di ingiuria, non è più possibile recarsi dai carabinieri o dalla polizia e sporgere denuncia, lasciando che siano poi le autorità a procedere: una soluzione questa che tornava utile a quanti non volevano sostenere le spese di avvio del giudizio. Ora l’ottica si ribalta: l’iniziativa del processo (civile) spetta alla vittima, che dovrà incaricare un avvocato e anticipare tutti i costi del giudizio.

La terza conseguenza è che, all’esito del giudizio, il colpevole non avrà più la “fedina penale macchiata”. Trattandosi di un processo civile, esso non viene indicato nel cosiddetto «casellario giudiziario».

Ancora. Con l’azione civile la vittima può chiedere, tutt’al più, il risarcimento del danno, danno che tuttavia dovrà essere dimostrato puntualmente. L’onere della prova è a carico di chi inizia la causa e, quindi, dell’offeso.

Al termine del giudizio, però, il giudice può condannare il colpevole a una sanzione pecuniaria da versare nelle casse dello Stato, che però nulla ha a che fare con quelle di natura penale. Tale sanzione va da 200 a 12mila euro.

Di tanto abbiamo già parlato nell’articolo Ingiuria non più reato: che succede al colpevole.

Altra conseguenza riguarda la prescrizione. Qui le cose si mettono a favore della vittima che ha cinque anni di tempo per intraprendere il giudizio contro l’ingiuria (mentre per la querela il termine era di 3 mesi).

Nel caso di specie narrato dal lettore, però, alla ingiuria si aggiungono anche le minacce. Qui le cose cambiano. Le minacce, infatti, rimangono un reato e, pertanto, in ordine a tale comportamento, la Procura potrà ugualmente agire. In altre parole, volendo sintetizzare cosa comporta una denuncia per ingiuria e per minacce potremmo dire che:

  • quanto alla parte della ingiuria, il procedimento viene archiviato e lasciata alla vittima la scelta tra l’agire o meno in sede civile;
  • quanto alla parte delle minacce, invece, il Pm avvierà le indagini e, se riterrà che sussistono elementi per formulare un’accusa, chiederà il rinvio a giudizio del colpevole. Con apertura del procedimento penale.

Leggi anche Ingiuria, la nuova multa e il risarcimento del danno.


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