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Mantenimento diretto ai figli maggiorenni: che fare se l’ex non lo versa?

30 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 aprile 2017



2 anni fa ho divorziato consensualmente, ma da un po’ di tempo il mio ex marito, che aveva ottenuto di versare direttamente il mantenimento per i nostri 2 figli maggiorenni , non sta versando più regolarmente. Cosa posso fare?

La legge attribuisce al giudice la possibilità di disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico [1] da versarsi direttamente a questi ultimi anziché, come spesso avviene, al genitore col quale i figli convivono.

Mantenimento diretto ai figli maggiorenni: chi deve agire per il recupero del credito?

Ove ciò avvenga, tuttavia, in caso di inadempimento da parte del genitore tenuto al versamento sono solo i figli i soggetti legittimati ad agire giudizialmente per il recupero delle somme non versate.

Onde evitare, perciò, la spiacevole circostanza che i ragazzi debbano agire in via diretta contro il genitore che non versa l’assegno possono esserci due possibilità:

– o quella che i due figli rilascino alla madre, in quanto genitore convivente, una procura speciale per agire in loro luogo al fine di recuperare le somme dovute a titolo di mantenimento

– oppure che la donna faccia al giudice, col consenso dei figli, una preventiva istanza di modifica delle condizioni di divorzio per la parte che prevede il mantenimento diretto ai ragazzi.

Qualora, infatti, sopravvengano giustificati motivi, dopo la sentenza di divorzio, il tribunale può, su istanza di parte, disporre la revisione delle condizioni di divorzio riguardanti non solo l’affidamento dei figli, ma anche di quelle relative alla misura e alle modalità dei contributi da corrispondere a questi e al coniuge [2].

In pratica, rivolgendo questa domanda al giudice in ragione del mancato adempimento e rispetto degli accordi da parte del suo ex marito, la lettrice potrà chiedere di essere d’ora in poi la beneficiaria dell’assegno destinato ai bisogni dei suoi figli.

Mantenimento diretto ai figli maggiorenni: come recuperare le somme non versate?

Ciò detto, vediamo sul piano dello stretto recupero del credito come sarebbe meglio procedere nel caso di specie.

A riguardo va detto che mentre in sede civile anche alcuni giorni di ritardo sono ritenuti sufficienti per far dubitare della futura regolarità dell’adempimento e legittimare il ricorso ad alcuni strumenti di recupero del credito (decreto ingiuntivo, pignoramento, ecc), al contrario, in sede penale, il semplice ritardo, di norma ritenuto come “inadempimento non grave”, esclude il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Ciò posto, avendo già in mano il titolo giudiziario (ossia la sentenza di divorzio), è consigliabile inviare una diffida al genitore inadempiente (preferibilmente tramite un avvocato), ricordandogli l’importo dovuto e non versato da quest’ultimo, nonché rinnovando l’invito a provvedere entro un termine (ad esempio 15 giorni).

In seguito, sulla base della risposta ottenuta dal genitore inadempiente, si potrà decidere che passi ulteriori compiere.

Nel caso di specie, poiché la lettrice riferisce che l’ex marito ha un lavoro dipendente presso una ditta con partita iva, ritengo che l’azione più utile potrebbe essere costituita dalla richiesta di pagamento diretto al datore di lavoro.

In ogni caso, il consiglio per la lettrice è sempre quello di procedere inizialmente nella ricerca di una soluzione bonaria per indurre l’ex marito ad un adempimento spontaneo. Solo nel caso in cui questa non dovesse trovare riscontro, decidere (insieme al proprio legale) quale dei rimedi su esposti possa essere più utile al proprio caso.

A riguardo, è anche possibile che, in questo frangente, l’uomo segnali la oggettiva difficoltà ad adempiere correttamente a quanto stabilito dal giudice del divorzio; in tal caso, si potrebbe anche valutare di proporre congiuntamente all’ex coniuge una domanda di modifica dei precedenti accordi prevedendo, oltre che sia l’ex moglie d’ora in poi la diretta destinataria dell’assegno (sempre con il consenso dei figli), anche la riduzione dell’importo dovuto, se ritenuto più rispondente alle effettive possibilità del padre, sì da consentire l’adempimento futuro in modo costante. Tale domanda non farebbe comunque venir meno il diritto agli arretrati ad oggi maturati per i quali, salvo espressa rinuncia, le parti potranno trovare un nuovo accordo.

note

[1] Art 337 sexies.

[2] Ai sensi degli artt. 5 e 6 L. 898/1970.

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