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Caduta nel supermercato: gestore sempre responsabile?

4 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 agosto 2017



Se si inciampa nel tappeto di un supermercato, non si può dare la colpa al gestore se la caduta è dovuta alla nostra disattenzione.

Potrebbe sembrare strano ma cadere in un supermercato non è una cosa tanto rara: vuoi perché il pavimento è spesso liscio e scivoloso, specie se è stato appena lavato e non ci sono avvisi, vuoi perché sono spesso presenti residui di frutta e verdura, vuoi perché i consumatori sono distratti a guardare gli scaffali. Il problema, in questi casi, è capire di chi è la responsabilità: in altre parole, in caso di caduta nel supermercato, è sempre responsabile il gestore? Secondo il Tribunale di La Spezia [1] tutto dipende dalle circostanze concrete in cui l’incidente si è verificato: se, ad esempio, un cliente cade a causa di un tappeto, il danno è stato provocato dallo stesso comportamento disattento del danneggiato, per cui il gestore di un supermercato non può essere chiamato a rispondere [2]. Spieghiamoci meglio.

La vicenda

Una donna faceva causa ad un supermercato chiedendo il risarcimento dei danni; mentre si trovava nel reparto ortofrutta, infatti, per una delle pieghe che si erano formate lungo il tappeto collocato al bordo degli espositori di alimenti, cadeva, riportando lesioni.

Caduta nel supermercato: chi risarcisce?

In un precedente articolo, Caduta al supermercato: il titolare deve risarcire i danni, si è detto che il titolare del supermercato deve risarcire i danni del cliente che cade a causa del pavimento scivoloso, indipendentemente dal fatto che egli abbia tenuto o meno un comportamento distratto. Ciò perché il gestore del supermercato, essendo custode degli oggetti presenti sul posto e, quindi, del pavimento e dell’intero negozio, è considerato – per questa sua qualità – responsabile per legge ed è tenuto a rispondere dei danni subiti a causa delle cose sottoposte alla suo controllo ed alla sua vigilanza: per intenderci, se il pavimento è bagnato e non si è provveduto a segnalarlo, se il cliente cade, la responsabilità è del gestore che, come custode di quel pavimento, avrebbe dovuto informare il cliente del pericolo che correva.

Nel caso esaminato dalla sentenza in questione, invece, sembra che il giudice abbia preso una decisione contraria a quanto appena detto, dal momento che ha rigettato la domanda della donna. In realtà, così non è e vediamo subito perché.

Nel decidere se concedere o meno il risarcimento, bisogna, per prima cosa, capire se il bene che avrebbe provocato il danno è effettivamente una cosa pericolosa. Vogliamo dire che tanto meno la cosa è intrinsecamente pericolosa, tanto più un determinato soggetto può essere capace di prevedere il pericolo e superarlo, adottando le normali cautele che si richiedono in casi di questo genere. Pertanto, se l’incidente si verifica, la causa è il comportamento imprudente del danneggiato e ciò basta a escludere la responsabilità del custode [3]. Facciamo un esempio: immaginiamo che uno degli addetti agli scaffali, nel sistemare i flaconi del detersivo piatti, ne abbia aperto accidentalmente uno versandone il contenuto sul pavimento che, quindi, è diventato scivoloso. Mette, così, un cartello per segnalare questa circostanza ai clienti e fare in modo che non si verifichino incidenti in attesa di pulirlo. Ipotizziamo, ora, che Maria, intenta a parlare al cellulare con un’amica, non si accorga del cartello e scivoli sul detersivo. In questo caso, Maria non potrà certo dare la colpa al gestore sull’esercizio dato che, se fosse stata più attenta, non le sarebbe successo nulla. Per dirla in termini giuridici, in ipotesi come questa, si è verificato il cosiddetto fortuito incidentale che interrompe il collegamento causale tra la cosa ed il danno stesso: in parole povere, Maria non cade per il detersivo presente sul pavimento ma perché intenta a parlare al telefono.

Nella sentenza esaminata, la donna cadeva su un tappeto plastificato e con superficie rasa in acrilico. In particolare, la caduta veniva attribuita alla presenza di una piega dovuta al passaggio presumibile degli altri utenti nel supermarket. Questo basterebbe per ipotizzare una responsabilità del gestore del supermercato in quanto custode. Ad un esame più approfondito, però, le cose emergono in maniera diversa: la donna, infatti, aveva 89 anni, non vedeva bene e camminava in modo incerto. Non solo: si era anche allontanata dalla nipote che la accompagnava. Considerato che il gestore, proprio per evitare incidenti, aveva installato un tappeto antiscivolo, non si può fare a meno di concludere che non era il tappeto ad essere pericoloso. È la donna a non aver prestato la dovuta attenzione e ciò basta ad escludere la responsabilità del gestore.

note

[1] Trib. La Spezia sent. n. 73 dello 09.02.2017.

[2] Art. 2051 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 20317 del 20.10.2005 e Cass. sent. n. 584 del 17.01.2001.

Fonte della sentenza: lesentenze.it

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