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La chiusura del fondo

28 Aprile 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 28 Aprile 2017



Il proprietario può, in qualunque tempo, chiudere ossia impedire ad estranei l’ingresso al proprio fondo, costruendo recinti o mura.

Ai sensi dell’articolo 841 codice civile il  proprietario  può  chiudere  in qualunque  tempo  il fondo.  La norma mira ovviamente a risolvere i rapporti tra i privati e nulla dice in ordine alla disciplina edilizia e urbanistica. Una prerogativa della proprietà è l’esclusione di terzi dall’accesso al fondo. Non che la proprietà si esaurisca in questo. Tale aspetto, tuttavia, è fondamentale: l’esclusione di turbative esterne è la premessa per poter disporre attivamente del bene.

La realtà anche giuridica in materia di diritti reali prevede la possibilità di sovrapposizione sullo stesso bene di diritti spettanti a diversi soggetti. Così una proprietà può essere gravata da servitù. La compresenza di diritti ha spinto la giurisprudenza a dover considerare i rapporti tra i titolari di diritti reali sul medesimo bene anche ai fini della prerogativa di chiusura del fondo.

Nell’ipotesi di fondo gravato da servitù di passaggio, l’esercizio, da parte del proprietario, della facoltà riconosciutagli dall’articolo 841 codice civile di chiudere in qualunque tempo il proprio fondo per proteggerlo dall’ingerenza di terzi, deve essere esercitato in modo tale che non ne derivi limitazione al contenuto della servitù. Inoltre devono essere adottati mezzi idonei a consentire al titolare della servitù la libera e comoda esplicazione delle prerogative ad essa inerenti. Tutt’al più l’ordinamento può ammettere un disagio minimo e trascurabile. Così di volta in volta la giurisprudenza ha ritenuto sufficiente o meno per il proprietario la consegna delle chiavi nel caso di cancello apposto a chiusura del fondo servente.

La Cassazione in merito si è premurata di indicare i parametri del bilanciamento  tra le due opposte esigenze ugualmente riconosciute come diritti dall’ordinamento:

— il diritto di chiudere il fondo in ogni tempo;

— il diritto a un esercizio libero e comodo della servitù. In proposito si dovrà considerare il contenuto della specifica servitù, le modalità del suo esercizio, lo stato e la configurazione dei luoghi (Cassazione civile, sez. II, 18 dicembre 2001, n. 15977).

Così la posizione defilata del fondo servente, la mancanza di un impianto citofonico o  di altro meccanismo di apertura a distanza, e anche le turbative del proprietario del fondo servente hanno convinto il giudice di legittimità a dichiarare leso il titolare della servitù cui pure erano state consegnate le chiavi del cancello apposto a chiusura (Cassazione civile, sez. II, 11 novembre 2002, n. 15796).

Anche le pronunce favorevoli al proprietario finiscono per ribadire il concetto generale per cui deve essere garantito un transito libero e comodo (Cassazione civile, sez. II, 13 aprile 2001, n. 5564).


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