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Pignoramento auto: che rischia il proprietario?

26 aprile 2017


Pignoramento auto: che rischia il proprietario?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 aprile 2017



Per il debitore che abbia subìto il pignoramento dell’auto è obbligatorio consegnare il mezzo all’Istituto Vendite Giudiziarie entro 10 giorni, altrimenti scatta il reato di mancata esecuzione di un provvedimento dell’autorità.

Il debitore cui sia stata pignorata l’auto ha l’obbligo di consegnarla immediatamente all’Istituto Vendite Giudiziarie (cosiddetto «Ivg») e, comunque, non oltre 10 giorni; diversamente commette il reato, previsto dal codice penale [1], di mancata esecuzione di un provvedimento del giudice. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [2]. Inoltre la polizia può fermarlo su strada, ritirargli la carta di circolazione e consegnare d’imperio il mezzo all’Ivg. Ma procediamo con ordine e vediamo, in caso di pignoramento auto, che rischia il proprietario.

Il pignoramento dell’auto: come avviene

Il pignoramento dell’auto non si fa più come una volta, con l’ufficiale giudiziario che si recava a casa del debitore e giocava alla caccia al tesoro alla ricerca del mezzo nascosto; con la conseguenza che, se non trovava la macchina nel giardino, nel garage o nelle vicinanze, la procedura aveva esito negativo.

Ora il pignoramento dell’auto avviene telematicamente, con l’iscrizione della misura sul pubblico registro automobilistico tramite un click del mouse fatto sempre dall’ufficiale giudiziario, ma dal proprio ufficio. Viene poi notificato il pignoramento vero e proprio al debitore; successivamente l’ufficiale giudiziario consegna l’atto al creditore pignorante perché provveda a trascriverlo nei pubblici registri. C’è comunque bisogno della collaborazione del debitore il quale, una volta ricevuta la notifica del pignoramento, è costretto a consegnare l’automobile all’Istituto Vendite giudiziarie entro 10 giorni. Per maggiori dettagli sulla procedura, leggi Pignoramento auto.

Con la notifica del pignoramento, l’ufficiale giudiziario ingiunge al debitore:

  • di astenersi dal vendere, donare e usare la propria automobile, di cui è nominato custode provvisorio (anche contro la sua volontà, e senza diritto al compenso),
  • di consegnarla quanto prima (e comunque non oltre 10 giorni) all’Istituto Vendite Giudiziarie che provvederà alle aste (secondo le date bandite dal giudice dell’esecuzione forzata).

Pignoramento auto: che succede se il debitore non consegna la macchina?

Se il debitore non consegna l’auto nei 10 giorni dalla notifica del pignoramento scattano, per lui una serie di conseguenze. Vediamo dunque, concretamente, cosa rischia il proprietario in caso di auto pignorata.

Innanzitutto, se il debitore viene fermato dalla polizia mentre circola su strada con l’auto pignorata, e sono decorsi 10 giorni dalla notifica del pignoramento, provvede al ritiro della carta di circolazione e di tutti gli altri documenti relativi alla proprietà e uso del bene (si ricorda che il certificato di proprietà è ormai in formato digitale). In secondo luogo provvede al ritiro dell’auto, sottraendola al proprietario, per consegnarla all’Ivg.

Infine la polizia segnala il debitore alla Procura della Repubblica per il procedimento penale. Infatti, il proprietario che circola con l’auto pignorata commette reato. A tanto è arrivata la Cassazione [2]. L’illecito contestato è quello di mancata esecuzione di un ordine del giudice, punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 516. Inoltre il pubblico ministero può disporre il sequestro dell’auto, considerata corpo del reato. Si può procedere sia su denuncia del creditore che dietro constatazione della polizia.

La Cassazione ricorda che, con il pignoramento, il debitore è costituito custode sino al momento della consegna del bene all’Ivg, che da tale momento subentra nella custodia del bene pignorato e ne dà immediata comunicazione al creditore pignorante.

Il procedimento penale non è l’unica cosa che rischia il proprietario dell’auto pignorata. Secondo una sentenza del tribunale di Mantova il giudice può [3]:

  • comminare al debitore, proprietario dell’auto, una pena pecuniaria [4] da euro 250 fino a euro 500
  • disporre la sostituzione del custode;
  • affidare all’Ivg l’incarico di stimare i beni pignorati, riservandosi in merito alla fissazione di udienza per la successiva vendita.

Il debitore può poi essere chiamato a rispondere degli eventuali danni provocati al mezzo.

Infine, chiarisce sempre il tribunale di Mantova [5] (leggi Se il mezzo non viene dato all’Ivg), a prescindere dalle conseguenze penali per il debitore, il pignoramento viene comunque chiuso con esito negativo. Non essendo stato possibile, infatti, recuperare la disponibilità materiale dell’auto pignorata, nessuno vorrà comprarla all’asta.

In buona sostanza, se è vero che il debitore avrà ottenuto il risultato sperato – quello cioè di sottrarre l’auto alla vendita forzata – avrà però riportato conseguenze ben peggio come, appunto, il procedimento penale, la sanzione e il sequestro del mezzo.

note

[1] Art. 388 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 19412/2016: « Integra il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, previsto dall’art. 388 cod. pen., la condotta del debitore esecutato che, divenuto custode – ai sensi dell’art. 521 bis cod. proc.civ. – dopo la notifica del pignoramento di un bene mobile registrato, omette di consegnare la cosa entro il termine di dieci giorni all’istituto vendite giudiziarie, continuando a trattenerla ed ad utilizzarla. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi l’ordinanza del tribunale del riesame di conferma del sequestro preventivo di un’autovettura)».

[3] Trib. Mantova, sent. del 13.10.2015.

[4] Ex art. 67, comma 1, cod. proc. civ.

[5] Trib. Mantova, ord. del 26.05.2015.

Autore immagine: 123rf com

Cassazione penale, sez. VI, 22/04/2016, (ud. 22/04/2016, dep.10/05/2016), n. 19412

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1.Con l’ordinanza impugnata il Tribunale di Udine ha rigettato l’istanza di riesame proposta da A.M. avverso il decreto del 3 agosto 2015 con il quale il Procuratore della Repubblica presso lo stesso Tribunale aveva disposto in relazione al reato di cui all’art. 388 c.p. la perquisizione dell’abitazione dell’indagato ed il sequestro dell’autovettura targata (OMISSIS) di proprietà dello stesso, in quanto corpo di reato.

L’iniziativa ablatoria originava dalla denuncia sporta da P. A., creditore dell’indagato, che con atto di precetto aveva ottenuto il pignoramento dell’autovettura del debitore, eseguito dall’ufficiale giudiziario il 20 aprile 2015; l’ A., nominato custode con intimazione a consegnare il veicolo entro dieci giorni presso l’istituto vendite giudiziarie, non aveva ottemperato, continuando a trattenere e ad utilizzare l’autovettura.

Respingendo le obiezioni difensive, il Tribunale ha ritenuto sussistente il fumus del reato ipotizzato, in quanto il debitore era custode del bene pignorato anche in mancanza di una esplicita accettazione dell’incarico conferitogli, atteso che l’art. 521 bis c.p.c., introdotto in sede di conversione del D.L. n. 132 del 1914 dalla L. n. 162 del 2014, ha previsto una disciplina specifica per il pignoramento dei veicoli ed al comma 2 della norma citata stabilisce che con il pignoramento il debitore è costituito custode dei beni pignorati e di tutti gli accessori, senza diritto a compenso: non essendo prevista la sottoscrizione del processo verbale di pignoramento e di accettazione dell’incarico, imposto per legge, l’indagato aveva assunto la qualifica di custode nel momento della notifica dell’atto ed avrebbe dovuto provvedere alla consegna del bene pignorato nel termine intimatogli.

Il Tribunale ha, altresì, escluso che la violazione dell’obbligo di consegna sia sanzionato in via amministrativa, in quanto l’art. 521 bis c.p.c., comma 4, sanziona in via amministrativa la circolazione del veicolo e non l’omessa consegna del bene all’IVG decorso il termine di 10 giorni dalla notifica del pignoramento, contenente l’intimazione a consegnarlo, che, pertanto, integra il reato contestato, che si consuma nel momento in cui è spirato detto termine.

Ritenuto legittimo il sequestro dell’autovettura, costituente il corpo del reato contestato, il decreto di perquisizione e sequestro è stato confermato.

2.Avverso l’ordinanza propone ricorso il difensore dell’indagato, che ne chiede l’annullamento per tre motivi:

– violazione di legge, in particolare del combinato disposto dell’art. 388 c.p., comma 5, artt. 521 e 521 bis c.p.c.: si deduce che, pur avendo correttamente ritenuto che il reato contestato è un reato proprio del custode, il Tribunale ha erroneamente attribuito tale qualifica al ricorrente indipendentemente dalla formale nomina ed accettazione della stessa da parte dell’indagato, ritenendo che l’art. 521 bis c.p.c. sia norma speciale rispetto alla norma generale, contenuta nell’art. 521 c.p.c. e che la nomina a custode del debitore escusso avverrebbe ope legis. Si reputa errata detta ricostruzione, in quanto l’art. 521 bis cit. deroga alla norma generale solo per le parti escluse dall’applicazione del principio di specialità, tra le quali non rientra la necessità di accettazione dell’incarico. Si evidenzia che il pignoramento dei beni mobili registrati si perfeziona con l’ultimo atto della procedura ovvero con la trascrizione del pignoramento nei pubblici registri, atto sconosciuto al debitore, che sarebbe costretto a verificare quotidianamente il completamento della procedura per sapere quando assume la qualità di custode nè è dato comprendere come potrebbe il debitore custodire un bene, per esempio, affidato a terzi per operazioni di manutenzione;

– violazione di legge ed omessa, illogica e contraddittorietà della motivazione: si deduce che la motivazione è apparente in ordine alla dedotta imputabilità del dovere di consegna al debitore e non al custode ed in ordine alla non cogenza del termine di dieci giorni per la consegna, con conseguente mancata consumazione del reato omissivo;

– violazione di legge, segnatamente del combinato disposto degli art. 309 comma 9 e 324 c.p.p. per avere il Tribunale ritenuto che esulerebbe dalla sua cognizione l’applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 9 in quanto non richiamato nei motivi di riesame, trascurando la natura pienamente devolutiva del riesame.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.Il ricorso è manifestamente infondato e reitera censure già sottoposte al Tribunale, che le ha disattese con motivazione congrua e corretta.

E’ infatti, corretta l’interpretazione della norma speciale dettata per il pignoramento e la custodia degli autoveicoli e degli altri beni mobili registrati, che deroga alla norma generale prevista dall’art. 521 c.p.c. invocata dal ricorrente.

E’ vero che il pignoramento si completa con la trascrizione dell’atto al PRA, ma è pacifico che con il pignoramento il debitore è costituito custode sino al momento della consegna del bene all’IVG, che da tale momento assume la custodia del bene pignorato e ne dà immediata comunicazione al creditore pignorante; eseguita la notificazione, l’ufficiale giudiziario consegna l’atto di pignoramento al creditore pignorante perchè provveda a trascriverlo nei pubblici registri.

Pertanto, è evidente che con la notifica del pignoramento al debitore questi diventa custode per espressa previsione normativa ed assume l’obbligo di custodire e consegnare il bene entro 10 giorni all’IVG: decorso tale termine, il reato si consuma.

E’ altresì, corretta la risposta del Tribunale all’obiezione difensiva in ordine alla natura amministrativa dell’omessa consegna, atteso che l’art. 521 bis c.p.c., comma 4, riguarda la circolazione del veicolo in violazione del vincolo di indisponibilità: infatti, prevede che, decorso il termine di 10 giorni, se gli organi di polizia accertano la circolazione del veicolo pignorato, procedono al ritiro della carta di circolazione nonchè dei documenti e dei titoli di proprietà dei beni e consegnano il bene pignorato all’IVG, provvedendo all’adempimento dell’obbligo di consegna in luogo del debitore-custode inadempiente al fine di assicurare l’esecuzione forzata e la vendita del bene.

Conseguentemente è corretta l’esclusione di operatività della L. n. 689 del 1981, art. 9 trattandosi di fattispecie diverse – fermo amministrativo del veicolo pignorato, di cui gli organi di PG accertino la circolazione dopo 10 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento ed omessa consegna del bene pignorato da parte del custode -, con conseguente esclusione del dedotto rapporto di specialità.

Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al pagamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende, che si stima equo determinare in Euro 1.500,00.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 1.500,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Così deciso in Roma, il 22 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 10 maggio 2016

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1 Commento

  1. Una domanda, ma se io ho un procedimento di fermo amministrativo da 5 anni, mi è stata pignorata casa e tolta la residenza, dove dovrebbero notificarmi l’atto essendo un senza fissa dimora?

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