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Imu: entro quanto tempo deve arrivare la cartella?

26 aprile 2017 | Autore:


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La cartella di pagamento avente ad oggetto Imu non pagata deve essere notificata entro il terzo anno successivo a quello in cui è stato fatto l’accertamento.

La cartella di pagamento emessa in seguito a un accertamento Imu deve essere notificata entro il termine di decadenza stabilito dalla legge. Tale termine coincide con il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento Imu è diventato definitivo. La cartella, notificata oltre questo termine, è nulla e può essere contestata per ottenerne l’annullamento da parte del giudice.

Con accade prima che arrivi la cartella Imu?

L’Imu, la cosiddetta imposta municipale propria, è il tributo dovuto ai Comuni per il possesso di fabbricati, aree e edificabili e terreni agricoli.

Viene accertata direttamente dal Comune nel quale si trovano gli immobili interessati. Quindi è lo stesso Comune che invia al contribuente ad esempio:

  • un avviso di accertamento per la mancata dichiarazione Imu;
  • un avviso di accertamento per l’omesso o il parziale pagamento dell’Imu dovuta.

Dopo aver ricevuto l’avviso di accertamento, il contribuente deve decidere se:

  • pagarlo entro il termine di sessanta giorni dalla notifica. In tal caso il procedimento si chiude qui;
  • impugnarlo facendo ricorso, se l’accertamento è illegittimo;
  • non fare nulla. In questa ipotesi quindi il contribuente decide di attendere la notifica di un atto successivo, per esempio perché non ha liquidità per pagare l’avviso di accertamento.

Quando arriva una cartella Imu?

Dopo la notifica dell’accertamento, il contribuente deve aspettarsi la notifica della cartella di pagamento Imu nei seguenti casi:

  • quando viene fatto ricorso. Infatti, anche se viene presentato ricorso, la procedura di riscossione va avanti per l’intero importo. In altre parole nella materia dei tributi locali, qual è l’Imu, non esiste la cosiddetta riscossione frazionata in pendenza di giudizio;
  • quando si è deciso semplicemente di aspettare. In questo caso il debito, che non è stato contestato dal contribuente, viene iscritto a ruolo, ossia trasmesso dal Comune all’Agente di riscossione.

La cartella di cartella di pagamento non viene inviata dal Comune, ma direttamente dall’Agente di riscossione, incaricato di riscuotere i debiti per conto del Comune.

La cartella è l’unico atto per riscuotere l’Imu?

Nel caso dell’Imu e in generale dei tributi locali, il Comune può richiedere il pagamento delle somme, in precedenza oggetto di un accertamento, mediante due diversi atti:

  • la cartella di pagamento, che viene inviata anche per le imposte dello Stato, tipo Irpef e Iva. La cartella per ora viene formata e notificata da Equitalia. Dal 1° luglio 2017 se ne occuperà invece l’Agenzia delle Entrate-Riscossione [1]. Sulla chiusura di Equitalia ti suggeriamo di leggere l’articolo Arriva Agenzia delle Entrate-Riscossione: cosa cambia;
  • l’ingiunzione fiscale, avente valore analogo alla cartella, notificata dai concessionari diversi da Equitalia [2].

In entrambi i casi, l’atto notificato al contribuente ha il valore di un titolo esecutivo. In altre parole, è l’ultimo atto con cui viene richiesta l’Imu prima che inizi l’espropriazione forzata, cioè prima che venga notificato un pignoramento.

Qual è il termine per notificare una cartella avente ad oggetto Imu?

La legge prevede un termine specifico per la notifica della cartella di pagamento o dell’ingiunzione fiscale avente ad oggetto l’Imu, così come per gli tributi locali [3].

Tale termine è il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento Imu è diventato definitivo.

Si tratta di un termine di decadenza. Quindi, affinché la procedura esattoriale sia regolare, è necessario che la notifica avvenga entro tale termine. Se non rispetta tale termine, il Comune non può più pretendere il pagamento dell’Imu da parte del contribuente moroso.

Come si calcola il termine di decadenza per la notifica di una cartella Imu?

Come detto, il termine di decadenza per la notifica di una cartella avente ad oggetto l’Imu è il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento Imu è diventato definitivo.

Concretamente, per calcolare il termine di decadenza, bisogna:

  • verificare la data di notifica dell’avviso di accertamento, emesso dal Comune;
  • calcolare sessanta giorni dalla notifica. Infatti, in mancanza di impugnazione, l’accertamento diventa definitivo decorso il termine per impugnare, cioè decorsi appunto sessanta giorni [4];
  • verificare qual è l’anno in cui l’accertamento diventa definitivo. Facciamo alcuni esempi: un accertamento – notificato il 20 aprile 2016 – diventa definitivo il 19 giugno dell’anno 2016; un accertamento – notificato il 9 dicembre 2016 – diventa definitivo il 7 febbraio dell’anno 2017;
  • calcolare il 31 dicembre del terzo anno successivo. Quindi, se l’accertamento diventa definitivo nell’anno 2016, la cartella deve essere notificata entro il 31 dicembre 2019.

In ogni caso è bene ricordare che l’Agente della riscossione rispetta il termine di decadenza se la notifica parte prima o al massimo il 31 dicembre. A nulla importa che l’atto venga materialmente consegnato al contribuente nel gennaio successivo. In pratica il termine si sdoppia per chi notifica e per chi deve ricevere l’atto notificato.

Quindi, per ipotesi, la cartella è tempestiva se è stata consegnata all’agente postale per la relativa notifica il 30 dicembre, anche qualora dovesse arrivare all’indirizzo del destinatario diversi giorni dopo (apparentemente oltre il termine).

Che fare se non si conosce la notifica dell’accertamento Imu?

Generalmente il contribuente conosce esattamente la data di notifica dell’accertamento emesso per l’Imu, poiché ha ricevuto la notifica ma ha comunque deciso di non pagare.

Se per qualsiasi ragione non si è a conoscenza della notifica dell’accertamento (ad esempio lo abbiamo smarrito), che costituisce il presupposto della cartella, si può comunque leggere attentamente la stessa cartella avente ad oggetto l’Imu.

Infatti generalmente la data di notifica dell’accertamento, emesso dal Comune, viene indicata nella seconda pagina della cartella di pagamento, nella sezione «dettaglio degli importi dovuti fornito dall’ente che ha emesso il ruolo».

Si tratta di una informazione necessaria, perché, solo conoscendo la data di notifica dell’accertamento, il contribuente può verificare che la cartella sia arrivata per tempo [5].

Se questa informazione dovesse mancare, possiamo fare un accesso agli atti presso il Comune, per chiedere che ci venga esibita la relata di notifica dell’accertamento. In ogni caso questa istanza non sospende il termine per impugnare la cartella.

Se infine siamo certi di non aver mai ricevuto l’accertamento Imu, la cartella è sicuramente viziata. Infatti il Comune è obbligato a notificare al contribuente l’avviso di accertamento, quando l’Imu non è stata pagata o è stato pagato un importo inferiore al dovuto. In mancanza, tutta la procedura è nulla. In altre parole, la mancata notifica dell’accertamento fa cadere, a catena, anche gli atti successivi come la cartella di pagamento. Dunque, in questo caso, la cartella può essere impugnata per la mancata notifica dell’atto presupposto.

Come contestare la cartella Imu notificata oltre il termine di decadenza?

Se la cartella di pagamento avente ad oggetto Imu non pagata viene notificata oltre il termine di decadenza, può essere presentato ricorso. Infatti la decadenza è un vizio che rende nulla la procedura di riscossione e, prima di tutto, la stessa cartella.

Nel caso in generale dei tributi locali, tra i quali rientra l’Imu, il ricorso contro la cartella va presentato davanti alla Commissione tributaria.

Il termine per presentare ricorso è di sessanta giorni dalla notifica [6]. Se il ricorso viene presentato oltre tale termine, la conseguenza è la sua inammissibilità. In questo caso peraltro, anche se la decadenza è palese perché la cartella è arrivata molti anni dopo il termine, il giudice non potrà rilevare d’ufficio il vizio della cartella.

Quindi la decadenza va sempre contestata dal contribuente, facendo ricorso tempestivamente.

Contro chi va fatta la causa per la decadenza della cartella emessa per Imu?

L’attività di notifica della cartella per Imu, come abbiamo detto sopra, non viene svolta dal Comune, ma è di competenza dell’Agente della riscossione.

Infatti l’ente locale, dopo aver accertato il mancato pagamento dell’imposta, trasmette all’Agente della riscossione l’elenco dei contribuenti debitori, il cosiddetto ruolo [7].

Dunque il ritardo nella notifica della cartella, inviata dopo il termine di decadenza, è errore imputabile all’Agente della riscossione. Per tale motivo è corretto presentare il ricorso nei soli confronti dell’Agente della riscossione.

Tuttavia va considerato ammissibile anche il ricorso presentato contro il Comune che ha accertato precedentemente l’Imu. Infatti la giurisprudenza [8] ha affermato che, a causa della decadenza per tardiva notifica della cartella, viene meno proprio il diritto di credito, ovvero, in sostanza, viene meno il diritto del Comune al quale spetta, in ultima analisi, l’Imu riscossa dall’Agente della riscossione.

note

[1] Si tratta della cartella di pagamento disciplinata dall’art. 25 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.

[2] L’ingiunzione fiscale è ancora disciplinata dal vecchio R.D. 14.04.1910 n. 639.

[3] Questo termine è previsto dall’art. 1 comma 163 L. 27.12.2006 n. 296, cosiddetta Finanziaria 2007, che testualmente prevede «Nel caso di riscossione coattiva dei tributi locali il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo».

[4] L’accertamento diventa definitivo in quanto, trascorsi sessanta giorni dalla notifica, non si può più proporre un ricorso per contestare eventuali vizi dell’atto di accertamento. Tali vizi, in mancanza di opposizione, vengono quindi di fatto sanati.

[5] Una cartella sprovvista di questa informazione potrebbe essere viziata da un difetto di motivazione. Infatti lo Statuto dei diritti del contribuente (legge 27.07.2000 n. 212) stabilisce all’art. 7 che sul titolo esecutivo, ovvero sulla cartella di pagamento, va riportato il riferimento all’eventuale precedente atto di accertamento ovvero, in mancanza, la motivazione della pretesa tributaria.

[6] Art. 21 D.Lgs. 31.12.1992 n. 546.

[7] Per la definizione del ruolo consulta gli articolo 10, 11 e 12 del D.P.R. D.P.R. 29.09.1973 n. 602.

[8] Il principio generale è stato espresso, seppur con riferimento a tributi erariali, da Cass. sent. n. 7278/2017 del 22.03.2017.

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