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Lo sai che? Giacenza postale: senza prova dell’avviso l’atto è annullato

Lo sai che? Pubblicato il 11 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 maggio 2017

La notifica postale: requisiti di validità. Quando mancano o non sono provati è nullo l’atto e anche quelli successivi.

Quando il cittadino deve ricevere un atto di accertamento dell’Agenzia delle Entrate oppure una cartella esattoriale, gli enti mittenti devono rispettare determinate regole. Non è consentito, quindi, inviare l’atto o la cartella in modo informale, ad esempio con una lettera semplice, ma è necessario che il contribuente sia avvisato nel rispetto delle forme e secondo le modalità prescritte dalla legge. In particolare, un atto di accertamento notificato a mezzo del servizio postale [1], a pena di invalidità, deve essere inviato con una raccomandata con avviso di ricevimento. In caso di assenza del destinatario, questi deve essere avvisato del deposito del plico presso l’ufficio postale. Se l’Agenzia delle Entrate non è in grado di dimostrare che le predette formalità e prescrizioni sono state rispettate l’atto notificato è annullabile.

La citata conclusione è stata fatta propria dalla Commissione Tributaria Regionale siciliana, sezione distaccata di Siracusa che, in una recente decisione [2], ha annullato l’atto impugnato (un avviso di presa in carico), poiché non era stato preceduto dalla regolare notificazione del precedente atto di accertamento: per meglio dire non è stata ritualmente dimostrata la detta regolarità, ma andiamo per ordine.

In caso di assenza, quando è valida la notifica postale?

Può accadere che il destinatario di un atto postale sia temporaneamente assente all’indirizzo di residenza. In questo caso, se l’atto di accertamento, ad esempio proveniente dall’Agenzia delle Entrate, è stato recapitato tramite il servizio postale, il plico in questione dovrà essere depositato presso l’ufficio postale territorialmente competente. Di tale deposito, il postino dovrà rilasciare avviso in cassetta, ma soprattutto dovrà essere inviato allo stesso destinatario un formale avviso di giacenza, con tanto di raccomandata con ricevuta di ritorno.

Se viene a mancare uno dei descritti elementi, la notifica è invalida e l’atto così notificato è annullabile. La descritta conseguenza produce i suoi effetti positivi, per gli interessi del contribuente, anche sugli atti successivi (ad esempio, una cartella esattoriale), i quali saranno inevitabilmente condizionati dall’invalidità del primo atto, tecnicamente definito atto presupposto.

In altri termini se è annullabile un atto di accertamento per invalidità della notifica dello stesso, saranno inevitabilmente viziati ed annullabili anche gli atti successivi che si basano su di esso.

Venendo al caso esaminato dalla citata Commissione Tributaria Regionale, essa ha riscontrato una mancanza nella documentazione prodotta dall’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima, infatti, ha provato che l’atto di accertamento era stato notificato a mezzo del servizio postale e che era ritornato al mittente per compiuta giacenza, stante la temporanea assenza del destinatario e stante il mancato ritiro del plico presso il corrispondente ufficio postale. Ciò che, invece, non era stata in grado di dimostrare era che il destinatario fosse stato ritualmente e formalmente avvisato della predetta giacenza, tramite una formale raccomandata con ricevuta di ritorno.

In altre parole, nella documentazione prodotta non c’era l’avviso di ricevimento (la cosiddetta cartolina) comprovante l’avvenuto invio della raccomandata informativa. Non potendosi, pertanto, ritenersi provata una circostanza fondamentale per affermare la validità della notifica dell’inviato atto di accertamento, la Commissione giudicante ha sancito la predetta invalidità e la conseguente annullabilità del successivo atto impugnato.

Tale conclusione si è rivelata in perfetta linea con tutta una serie di decisioni giurisprudenziali, comprese anche alcune della Suprema Corte di Cassazione, nelle quali si è affermato:

  • la necessità che la notifica postale al destinatario assente, debba essere caratterizzata dalle formalità descritte in precedenza (avviso in cassetta, ma soprattutto la raccomandata informativa della giacenza);
  • l’obbligo, per l’Agenzia delle Entrate di dimostrare nel corso del giudizio, la validità della notifica dell’atto originario, mediante deposito di idonea documentazione (ivi compresa la “cartolina” di ricevimento della cosiddetta raccomandata informativa).

note

[1] Ctr, sez. dist. di  Siracusa sent. n. 826/4/2017.


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