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Ingegnere e insegnante: quante Casse di Previdenza devo pagare?

15 Maggio 2017


Ingegnere e insegnante: quante Casse di Previdenza devo pagare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Maggio 2017



Sono un ingegnere con un contratto presso una azienda con fatturazione. Vengo convocata per supplenze nelle scuole ma non posso farle per non cumulare Inps e Inarcassa. Come posso fare?

Il professionista non dipendente, che esercita in modo esclusivo e continuativo la libera professione è soggetto esclusivamente ad una contribuzione previdenziale presso Inarcassa [1]. Se il professionista esercita in modo non esclusivo la libera professione e, quindi, è anche dipendente, ad esempio docente, il proprio datore di lavoro corrisponde all’Inpdap (ora super Inps) i relativi contributi previdenziali.

La legge [2] prevede l’obbligo dell’iscrizione alla gestione separata per i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo e il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero le cui attività non sono soggette al versamento contributivo agli enti di diritto privato gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza. Sono salvi i versamenti effettuati antecedentemente al momento di entrata in vigore della disposizione di interpretazione autentica; nel precedente periodo, tiene ferma la disposizione che affida agli enti esponenziali a livello nazionale degli enti abilitati alla tenuta di albi od elenchi il compito di deliberare l’inclusione della categoria nella forma di previdenza obbligatoria. L’assoggettamento dei professionisti alla gestione separata Inps riguarda i soli soggetti appartenenti a categorie per le quali non esistano forme autonome di previdenza obbligatoria con riferimento al modello delineato dal decreto legislativo.

Secondo la posizione di Inarcassa è possibile raggruppare due tipologie di liberi professionisti:

  • Ingegnere-architetto (dipendente + professionista): un contributo integrativo pari al 4% dell’imponibile (a fondo perduto) e il 18% a gestione separata Inps per un totale del 22% (potendo usufruire solo del 79 % dei contributi versati ai fini pensionistici). In proiezione la gestione separata Inps prevede un prelievo del 24%, mantenendo il 4% integrativo;
  • Ingegnere-architetto libero professionista “puro”: un contributo integrativo pari al 4% dell’imponibile ed un contributo soggettivo pari all’11% corrispondendo a Inarcassa un totale del 15% (e potendo usufruire del 100% dei contributi versati ai fini pensionistici). In proiezione Inarcassa porterà il soggettivo al 14,5% + 4% integrativo.

Con riferimento a cosa conviene fare, si tratta certamente di una scelta di vita, ossia se dedicarsi totalmente all’insegnamento o continuare la carriera come libero professionista. Molti colleghi del lettore portano avanti entrambi i percorsi interrompendo il rapporto con Inarcassa a seguito dell’assunzione come docente per poi riattivarlo al termine del contratto. Logicamente, per verificare in maniera esatta i costi/benefici della scelta è necessario affidarsi ad un consulente del lavoro o commercialista esperto nella materia che, con calcolatrice alla mano, in base ai dati, possa predisporre un vero e proprio prospetto sul quale riflettere attentamente prima di prendere ogni tipo di decisione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta


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