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Le Guide Docenti, come abilitarsi e passare di ruolo

Le Guide Pubblicato il 11 maggio 2017

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> Le Guide Pubblicato il 11 maggio 2017

Fit, il nuovo percorso formativo per l’abilitazione e il passaggio di ruolo dei docenti: come insegnare nella scuola pubblica e privata.

 

Ho una laurea in ingegneria e vorrei insegnare: che cosa devo fare per abilitarmi?

Con l’entrata in vigore del “decreto legislativo di riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria”, cambia profondamente il percorso per diventare insegnante.

In particolare, ci si chiede quale sia il percorso per chi non si è abilitato: la strada da seguire per i non abilitati è piuttosto lunga e articolata, anche se è prevista una “scorciatoia” per chi si trova nella cosiddetta terza fascia (quella dei docenti non abilitati che attualmente effettuano supplenze) e supera 3 anni di servizio negli ultimi 8.

Vediamo, in questa breve guida, qual è il percorso da seguire, sia per chi si è appena laureato, sia per chi, non abilitato, ha già insegnato ma non raggiunge i 3 anni di servizio.

 

Fit: nuovo percorso di abilitazione all’insegnamento

Il percorso da intraprendere per diventare insegnanti, da non abilitati e con meno di 3 anni di servizio (negli ultimi 8 anni) alle spalle, si chiama Fit ed ha la durata di 3 anni. Al termine del primo anno si consegue il diploma di specializzazione, utile all’insegnamento nelle scuole paritarie. Dopo il terzo anno si passa di ruolo. Analizziamo le varie fasi del percorso nel dettaglio, considerando che, tuttavia, non sono ancora stati emanati i regolamenti attuativi, che forniranno maggiori specifiche.

Crediti formativi universitari

Per diventare insegnanti, si deve innanzitutto conseguire una laurea magistrale o a ciclo unico, corrispondente a quelle previste in una delle classi di concorso esistenti; per conoscerle nel dettaglio, si veda: le nuove Classi di concorso.

Se non già compresi nella propria laurea (ad esempio per i laureati in giurisprudenza o ingegneria), si devono poi conseguire 24 crediti formativi universitari  (cfu) in materie antropologiche, psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Bisogna, in particolare, garantire il possesso di almeno sei crediti in ciascuno di almeno tre dei seguenti quattro ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche.

Come conseguirli? Probabilmente ci si potrà iscrivere ai singoli esami universitari, oppure sarà previsto un percorso formativo ad hoc post-universitario, dato che il decreto parla di crediti sia curricolari che extra-curricolari.

Concorso-corso

Conseguita laurea e crediti, si dovrà affrontare un concorso, con 2 prove scritte e una orale, che verrà indetto ogni 2 anni:

  • la prima prova scritta ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato su una specifica disciplina, scelta dall’interessato tra quelle afferenti alla classe di concorso;
  • la seconda prova scritta ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulle discipline antropo-psico-pedagogiche e sulle metodologie e tecnologie didattiche;
  • la prova orale consiste in un colloquio che ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato in tutte le discipline facenti parte della classe di concorso;
  • c’è poi un’ulteriore prova per gli aspiranti docenti di sostegno.

Fit: come funziona

Superato il concorso, si avrà accesso al Fit, un percorso triennale finalizzato all’immissione in ruolo:

  • alla fine del primo anno, durante il quale si frequenterà la scuola di specializzazione (con costi a carico dello Stato) e si svolgerà il tirocinio, si conseguirà il diploma di specializzazione;
  • durante il secondo e il terzo anno il candidato, oltre a conseguire i crediti formativi necessari con la frequenza di seminari e lavoratori, svolgerà delle supplenze, che avranno una retribuzione crescente; tra il secondo e il terzo anno si svolgerà una valutazione intermedia;
  • alla fine del terzo anno, se la valutazione finale avrà esito positivo, il candidato passerà di ruolo.

Insegnamento nelle scuole private

Chi vorrà insegnare nelle scuole paritarie, comunque, senza superare il concorso, potrà iscriversi, conseguiti i 24 cfu, alla scuola di specializzazione, per ottenere il diploma di specializzazione, ossia il titolo che si consegue al termine del primo anno di Fit.

In pratica, è possibile accedere al 1° anno di Fit, senza attendere il concorso, ma dietro superamento di un test e con costi a carico proprio. Col diploma di specializzazione si può insegnare nelle scuole paritarie.


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