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Il vicino chiede di abbattere un muro di contenimento: che fare?

18 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 agosto 2017



Se si costruisce un muro per evitare lo smottamento di un terrapieno non occorre rispettare le regole sulle distanze minime di tre metri dal confine del vicino.

Se si ha necessità di costruire un muro per contenere il terreno che, altrimenti, potrebbe franare (il cosiddetto terrapieno), non occorre rispettare le regole sulle distanze minime dal confine del vicino e questo perché il muro di contenimento non si può considerare una vera e propria «costruzione» per come intesa dal codice civile [1]. Il terrapieno, di conseguenza, non è sottoposto alle regole relative alle distanze tra terreni confinanti. Lo ha stabilito il Tribunale di Latina [2]. Tipico esempio è quello del proprietario di un piccolo orto che fa uno sbalzo di mezzo metro vicino al terreno del vicino e che, per evitare smottamenti, decide  di costruire un muro di contenimento. Che fare se il vicino gli chiede di abbattere quel muro di contenimento? Chi ha ragione? Dipende tutto dalla natura del terrapieno. Vediamo.

La vicenda

Due coniugi sostenevano si di essere proprietari di un terreno confinante con quello di proprietà di un vicino, da loro accusato di aver edificato un muro trasversale dell’altezza di circa 3 metri a sostegno di un terrapieno; inoltre, in aderenza a tale muro, aveva realizzato una scala in muratura che collegava il piano seminterrato del suo immobile al primo solaio, realizzando una specie di impalcatura di cemento armato che costituiva il pianerottolo. Il tutto violando la distanza minima di 5 metri prescritta dalla legge.

Il vicino si difendeva dicendo che aveva costruito il muro per contenere un terrapieno naturale che, comunque, non raggiungeva la quota di tre metri.

Muro di contenimento: quando rispettare le distanze legali?

Il terrapieno è un terreno che, in mancanza di un muro di contenimento, potrebbe franare. Per questo la legge dice che se si costruisce un muro con questa funzione – evitare lo smottamento del terrapieno o di un terreno a ridosso di un dislivello – non occorre rispettare le regole sulle distanze minime dal confine del vicino. Ciò in quanto il muro di contenimento non si può considerare una vera e propria costruzione così come intesa dal codice civile e, dunque, non è sottoposto al rispetto delle distanze tra terreni confinanti. Quindi, se – ad esempio – occorre costruire un parapetto in cemento o in muratura per contenere il terreno a ridosso di un dislivello con la strada o con un altro terreno per evitare che questo scivoli al di sotto non è necessario rispettare le distanze minime previste dalla legge. Discorso diverso, invece, ad esempio, se si costruisce una veranda per chiudere uno spazio aggregato a quello dell’edificio principale.

In parole povere, è possibile costruire dei sostegni al terreno anche a meno di tre metri dalla proprietà del vicino, a patto che non si tratti di terrapieni artificiali. In quest’ultimo caso, infatti, si dovranno rispettare le distanze imposte dalla legge.

Tutto dipende dalla natura del terrapieno, quindi:

  • se è naturale, adempiendo il muro anche ad una funzione di sostegno e di contenimento, esso non sarà considerato costruzione ai fini dell’osservanza delle distanze legali;
  • invece, se viene costruito dall’uomo, allora il terrapieno e il relativo muro vanno considerati come vere e proprie costruzioni in senso tecnico-giuridico e, quindi, devono rispettare la distanza dal confine.

. Non solo: se un muro viene costruito per contenere un dislivello naturale ma si innalza dal fondo sovrastante:

  • la parte di muro che effettivamente “contiene” il terrapieno non è soggetta alle regole sulle distanze,
  • la parte di muro che si innalza dal fondo sovrastante (e che, quindi, non ha funzione di contenimento) è obbligata al rispetto delle distanze del confine.

Sulla base di queste regole appena spiegate, nella sentenza che stiamo esaminando il problema è capire se se il terrapieno sostenuto dal muro di cui costruito dal vicino sia naturale o sia stato creato artificialmente. Il consulente tecnico nominato dal Giudice ha aderito a questa seconda tesi: quindi, il vicino avrebbe dovuto attenersi alla disciplina della distanze proprio per la sua funzione di sostegno, anche considerando il fatto che il muro in questione non solo sostiene il terrapieno ma costituisce anche l’appoggio della scala realizzata per raggiungere più agevolmente il suo immobile.

note

[1] Agli effetti della disciplina di cui all’art. 873 cod. civ.

[2] Trib. Latina sent. n. 614 del 20.03.2017.

 

Fonte della sentenza: lesentenze.it

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