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Lo sai che? Trovare lavoro, arriva l’assistente Jobot

Lo sai che? Pubblicato il 12 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 maggio 2017

Il  portale Cliclavoro si dota di un assistente smart, che dialoga con gli utenti per aiutarli nella ricerca di un impiego.

Sei alla ricerca di lavoro? Sei alle prime armi, oppure sei stanco di perdere la giornata tra motori di ricerca e siti di offerte d’impiego? Da oggi avrai una marcia in più, perché verrà in tuo aiuto una nuova creazione del Ministero del lavoro, Jobot.

Si tratta del nuovo assistente virtuale di Cliclavoro, il portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che offre agli utenti tutte le informazioni per supportare il network del lavoro. Anche il Ministero del lavoro, dunque, ha deciso di utilizzare un sistema di chatbot, le intelligenze artificiali in grado di dialogare con gli uomini, per supportare tutti gli utenti che hanno problemi di impiego.

Chatbot per trovare lavoro: come funziona

Ma che cos’è nello specifico un chatbot e quindi che cosa fa Jobot?

Un chatbot è un programma che, tramite un sistema di messaggistica, simula con ogni utente una conversazione personalizzata che si evolve nel tempo. Questo tipo di programma, in pratica, fa le veci di un operatore che conversa online o che risponde alle Faq (domande frequenti) di un sito.

Una modalità di aiutare l’utenza fortemente innovativa, legata alla tecnologia avanzata, che si affianca ai metodi più tradizionali di ricerca di lavoro.

Il Ministero offre dunque questa novità, dando la possibilità a tutti i cittadini, in cerca di impiego, di avere un assistente smart che conosce nei dettagli le caratteristiche personali e le aspirazioni lavorative di chi è alla ricerca di un lavoro o di un’opportunità formativa. Un assistente un po’ particolare che non parla ma interagisce con la scrittura e che darà una mano nell’incontro tra aziende e cittadini.

Jobot: come funziona

Ma come funziona nello specifico Jobot? Basta inserire i principali termini di ricerca, come il nome della città in cui si desidera lavorare, la professione, o anche la richiesta di un contratto di lavoro specifico, di un concorso, un bando, e Jobcot in tempo reale cercherà di rispondere alle richieste; si possono anche ricercare corsi di formazione e tirocini.

È fondamentale fornire a Jobot comandi molto semplici, senza cadere nelle complessità della lingua italiana: in caso contrario, Jobot potrebbe non capire, chiedendo all’utente di ripetere.

Il chatbot, infatti, è un sistema basato sul Natural Language Processing (NLP) che comprende il significato del linguaggio umano. Il linguaggio deve rimanere, però, sul livello più semplice d’interazione: lo stadio di sviluppo dei chatbot, in effetti, è ancora piuttosto basso, nonostante i grandi benefici che già derivano dal loro utilizzo; inoltre non ci si deve dimenticare che l’ambiente in cui esercita le proprie funzioni è una semplice piattaforma di messaggistica. Potremmo quindi cogliere alcune volte Jobot impreparato, per cui ci chiederà più volte di ripetere, ma via via nel tempo potrebbe migliorare ed imparare dalle conversazioni che sostiene con gli utenti, diventando così più “intelligente”.

Comunque, nonostante abbia ancora molto da imparare, Jobot è un vero e proprio strumento innovativo per la ricerca di lavoro che, dopo questa prima fase di prova, sarà lanciato su Messenger di Facebook e su Telegram (una recente app di messaggistica gratuita che protegge la privacy e ha funzioni ulteriori rispetto a Whatsapp).

Possiamo dunque dire che Jobot è il primo vero esperimento di chatbot nella pubblica amministrazione (va detto che il corpo dei Carabinieri ha reso, qualche tempo da, disponibile sul proprio sito un agente virtuale in grado di svolgere operazioni elementari). Finora, infatti, ad investire su questa tecnologia calda sono state soprattutto aziende private, per facilitare la relazione con i clienti ed essere il più possibile efficienti. Per una volta il sistema pubblico italiano ha sbaragliato la concorrenza mettendosi in prima linea nell’uso della tecnologia.


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