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Causa penale: chi paga l’avvocato?

28 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 aprile 2017



Se denunci una persona, o subisci una denuncia, devi pagare l’avvocato a meno che tu non possa chiedere il gratuito patrocinio.

Nel processo penale è sempre onere della parte (imputato, indagato, persona offesa) pagare il proprio difensore, sia che l’abbia scelto (avvocato di fiducia), sia che gli sia stato assegnato dallo stato (difensore d’ufficio): potrà non pagarlo solo se avrà i requisiti previsti dalla legge per beneficiare dell’ammissione al gratuito patrocinio. Un caso a parte è costituito da chi subisce un processo ed ottiene un’assoluzione perché, pur avendo dovuto anticipare le spese legali di tasca propria, potrà chiederne il rimborso.

Chi sono le parti del processo?

A seguito delle indagini, il pubblico ministero (che è parte necessaria del processo) attribuisce al soggetto che (secondo l’accusa) ha commesso il reato la qualifica di imputato; sino a quel momento il soggetto viene considerato persona sottoposta ad indagini preliminari ovvero indagato.

L’indagato assume la qualifica di imputato al momento:

  • della richiesta di rinvio a giudizio [1];
  • della presentazione della richiesta del pubblico ministero, se il reato prevede l’udienza preliminare [2];
  • della citazione diretta a giudizio, [3] per i reati con pena edittale massima non superiore ai quattro anni oltre ad altri espressamente previsti dalla legge [4].

All’imputato nel corso del processo, viene garantita l’assistenza di massimo due avvocati difensori: se non nomina un difensore di fiducia, ne verrà nominato uno d’ufficio [5].

Ulteriori parti processuali sono la persona offesa ed il danneggiato dal reato (se si pensa ad un omicidio, la persona offesa è la vittima, il danneggiato è rappresentato dai parenti della vittima): entrambi possono avvalersi dell’assistenza di un difensore, munito di procura speciale.

Chi paga l’avvocato?

L’avvocato deve essere pagato dal soggetto che gli conferisce l’incarico, cioè da chi firma la nomina fiduciaria (indagato, imputato o persona offesa, costituita o non parte civile) avvalendosi della difesa nel corso del processo.

I cittadini che hanno bisogno di un avvocato, ma che non hanno le possibilità economiche per pagarlo (perché hanno un reddito che non supera gli € 11.528,41), possono presentare una richiesta di patrocinio a spese dello stato e, se questa viene accolta, non dovranno pagare nulla all’avvocato di fiducia, neanche un minimo rimborso spese, perché sarà lo stato a pagare l’avvocato.

Attenzione che per poter ottenere il gratuito patrocinio:

  • si può avere un solo avvocato di fiducia;
  • il reddito va calcolato sommando anche i redditi degli altri familiari conviventi (moglie, figli o genitori che vivono ancora con voi e che magari percepiscono una pensione).

Le spese di giudizio e le spese legali

Nel procedimento penale l’indagato o imputato dovrà sempre sopportare le spese legali, anche quando è stato assolto.

In caso di reati procedibili su istanza di parte ovvero a querela, la procedura penale prevede che, in caso di assoluzione dell’accusato, il querelante possa essere condannato al rimborso delle spese legali (oltre che ad un risarcimento del danno) ma la norma trova rara applicazione nella pratica [6].

In caso di reati procedibili d’ufficio (in cui c’è stata comunque una denuncia da parte della persona offesa), non spetta alcun rimborso delle spese (né tantomeno un risarcimento) nemmeno nei confronti del denunciante.

Al di là delle spese di giudizio consistenti in un importo forfettario variabile a seconda della procedura oltre ad eventuali esborsi della procedura giudiziale (quali ad es. perizie, copie, intercettazioni telefoniche) il cliente deve pagare l’avvocato.

L’avvocato non ha alcun obbligo di assumere l’incarico, dato che egli è un libero professionista e, nel momento in cui lo fa, può (entro determinati limiti) chiedere il compenso che ritiene più congruo rispetto al suo operato, anche se il nuovo sistema prevede che le liquidazioni devono essere richieste secondo determinati paramentri [7].

I parametri considerano le fasi della procedura: nel penale ad esempio sono previste cinque fasi, cioè quella di studio, quella di introduzione del procedimento, quella  istruttoria, la fase decisoria e la fase esecutiva.

Per ogni fase viene predeterminato un valore medio di liquidazione, che può essere aumentato o diminuito in misura percentuale a seconda delle circostanze concrete (natura, complessità e gravità del caso) e del giudice competente (ovviamente il giudice di pace ha un valore di liquidazione diminuito, rispetto alla corte di assise per la quale sono previsti importi maggiori)

Al compenso pattuito o calcolato secondo i parametri vanno, poi, aggiunti i cd. oneri accessori.

Per oneri accessori si intendono:

  • gli esborsi (cioè le spese vive documentate);
  • il contributo per le spese generali pari al 15%;
  • le spese di trasferta;
  • il contributo previdenziale del 4%;
  • l’Iva al 22%.

I dipendenti pubblici

I dipendenti delle amministrazioni statali (ad es. agenti ed ufficiali di polizia di Stato, carabinieri, medici), a determinate condizioni e in caso di assoluzione, possono chiedere il rimborso delle spese legali (ritenute congrue) sopportate per procedimenti sorti durante l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali [8].

Le spese di difesa sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza le quali, sentita l’avvocatura dello Stato, possono anche concedere anticipazioni del rimborso.

note

[1] Art. 405 cod.proc. pen.

[2] Art. 416 cod. proc. pen.

[3] Art. 552 cod. proc. pen.

[4] Art. 550 cod. proc. pen.

[5] Art. 97 cod. proc. pen.

[6] Art. 542 cod. proc. pen.

[7] D.M. n. 55 del 10.3.2014.

[8] Art.18 L. 135 del 1997.

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