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Truffa canone Rai: ecco come funziona

29 Dicembre 2016 | Autore:
Truffa canone Rai: ecco come funziona

Nuova truffa telematica, dopo il primo addebito ti azzerano il credito sulla carta, ecco i dettagli.

Anche il pagamento del canone genera la corrispondente truffa telematica. Come sempre più spesso accade si moltiplicano le mail truffa con le quali si chiede all’ignaro contribuente di eseguire il pagamento di un tributo o di una multa.

Negli ultimi mesi, spinta anche dalle notizie che raccontano di un buon successo delle procedure di riscossione del canone attraverso la bolletta elettrica – la cifra ha raggiunto difatti 2 miliardi di euro – i truffatori telematici si sono dedicati alla «riscossione alternativa» del canone Tv o, meglio, alla richiesta di pagamento per la trasmissione di dichiarazioni accessorie legate alla tassa. Ecco i dettagli.

Come si presenta la truffa del Canone

La truffa sul canone in questo caso non riguarda la riscossione della tassa stessa, ma la richiesta del pagamento di una commissione per l’invio di dichiarazioni di non possesso Tv e delle richieste di rimborso. Una volta eseguito il primo pagamento del servizio ai truffatori, con gli addebiti successivi il credito disponibile sul plafond della carta viene in pratica azzerato.

Tutti i servizi che abbiamo citato, ovviamente, sono invece gratuiti e per ciascuno di essi è disponibile un apposito modulo emesso dall’Agenzia delle Entrate e disponibile sul sito istituzionale dell’ente.

La truffa canone Tv ha avuto successo

Tanto efficace è stato quest’ultimo escamotage, che la stessa Agenzia delle Entrate si è sentita in dovere di emettere un comunicato sul proprio sito, con il quale si sottolinea che la trasmissione telematica delle dichiarazioni di non detenzione della Tv e delle richieste di rimborso, non sono soggette ad alcun tipo di pagamento.

Truffa canone Rai: cosa fare

Come sempre le istruzioni per difendersi sono semplici: mai inserire informazioni personali sul Web, non rispondere a richieste di pagamento che non arrivino attraverso canali ufficiali (dunque enti di riscossione o agenzia delle entrate) e non fornirei dati della propria carta di credito.

Nel caso in cui si dubiti di aver fornito i propri dati ad enti poco sicuri, si consiglia naturalmente di procedere con la denuncia alle autorità.

È bene inoltre ricordare che è sempre possibile richiedere il rimborso per le spese non riconosciute nel proprio estratto conto della carta di credito, maggiori dettagli su Carte di credito clonate: rimborso obbligatorio.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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