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Lo sai che? Come difendersi da un decreto ingiuntivo?

Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2017

Il Comune mi ha chiesto di riparare una tubatura non mia posta nel suolo pubblico. Ho chiesto dei controlli ma niente. La società che gestisce la rete idrica mi ha notificato decreto ingiuntivo. Come comportarmi?

Innanzitutto è importante sapere che dinanzi al giudice di pace il cittadino può difendersi senza necessità dell’assistenza di un avvocato solamente se il valore della causa non supera gli euro 1.033. Nel caso, invece, in cui il valore della causa superi gli euro 1.033 (come nel caso del lettore), il cittadino può chiedere nella prima udienza al giudice l’autorizzazione a difendersi senza assistenza di un legale: toccherà al giudice, poi, decidere se concedere o meno al cittadino tale facoltà tenuto conto della natura ed entità della causa medesima.

Ciò premesso, se il lettore deciderà di non affidarsi fin da adesso ad un legale ed in attesa che poi sia il giudice a valutare se consentirgli di difendersi da solo, si tenga conto che l’opposizione a decreto ingiuntivo deve essere proposta entro quaranta giorni dalla data in cui il decreto ingiuntivo è stato recapitato all’indirizzo del lettore; entro tale termine (cioè al massimo il quarantesimo giorno successivo alla data in cui il decreto ingiuntivo gli è stato consegnato) il lettore deve consegnarlo in duplice copia (un originale ed una copia entrambe da lui sottoscritte) al messo del giudice di pace perché lo notifichi alla società che gestisce la rete idrica (presso la sede legale di essa che tocca al lettore individuare ed in persona del legale rappresentante pro tempore). Ovviamente sono a suo carico le spese della notificazione.

Si tenga conto che dal giorno in cui il messo del giudice di pace consegnerà l’atto di opposizione (che il lettore gli avrà consegnato) fino alla data di prima udienza (che il lettore dovrà avere già inserito nell’atto) dovranno trascorrere almeno 45 giorni. Successivamente (dopo circa dieci giorni), il lettore dovrà tornare dal messo del giudice di pace e ritirare una delle due copie che gli avrà consegnato (l’altra copia, ovviamente, il messo l’avrà nel frattempo consegnata alla società che gestisce la rete idrica). Con la copia ritirata dal messo, il lettore dovrà poi recarsi nella cancelleria del giudice di pace e iscrivere a ruolo la sua causa consegnando alla cancelleria la copia dell’atto ritirata dal messo, un’altra copia dello stesso atto (una semplice fotocopia) ed i documenti che egli intende allegare al suo ricorso. L’iscrizione della causa a ruolo presso la cancelleria del giudice di pace potrà avvenire fino al giorno di udienza che il lettore avrà indicato nell’atto: in tale occasione egli dovrà anche consegnare una marca da bollo da euro 27,00 ed un contributo unificato di euro 98,00 (entrambi può richiederli presso le ricevitorie abilitate). Il contributo unificato di euro 98,00 è imposto per legge per le cause di valore fino ad euro 5.200,00: se la causa superasse tale valore (valore che il lettore può determinare facilmente essendo quello dell’importo complessivo che gli viene chiesto di pagare con il decreto ingiuntivo), il contributo unificato da versare sarebbe di euro 237,00.

Successivamente dovrà aver cura di informarsi (contattando la cancelleria che non ha alcun obbligo di avvisarlo) in quale giorno effettivamente si svolgerà la prima udienza della sua causa. In tale data, il lettore si presenterà dinanzi al giudice e chiederà innanzitutto di essere autorizzato a difendersi senza assistenza di un legale: toccherà al giudice, poi, concederle o meno questa possibilità.

Ovviamente, tutte le formalità indicate per notificare e iscrivere a ruolo la causa legale.

Ciò premesso e venendo al merito della vicenda, la giurisprudenza ha sancito, nel solo caso di consumi fuori norma ed eccedenti da quelli ordinariamente addebitati, l’obbligo dell’erogatore del servizio idrico di fornire la prova del corretto funzionamento del contatore. È, quindi, quella la giurisprudenza da evidenziare per poter ottenere dal giudice l’annullamento del decreto ingiuntivo; si consiglia, infine, di evidenziare con maggiore precisione la sproporzione fra i consumi ordinariamente addebitati e quelli che formano oggetto del decreto ingiuntivo che il lettore intende opporre, allegando alla sua opposizione anche i bollettini e le richieste di pagamento relativi ai periodi in cui i consumi furono nella norma al fine di dimostrare al giudice l’evidente abnormale fatturazione di consumi che hanno condotto alla richiesta ed all’emissione del decreto ingiuntivo.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte


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