Diritto e Fisco | Articoli

Come salvarsi dai troppi debiti?

18 maggio 2017


Come salvarsi dai troppi debiti?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 maggio 2017



Ho molto debiti, non riesco più a pagarli né a pagare il mutuo. Sono un dipendente pubblico che deve fare i conti con il blocco degli stipendi. Che fare?

Per ottenere l’ammissione alla procedura di composizione della crisi occorre soddisfare due tipi di requisiti: soggettivi ed oggettivi.

Quanto al primo requisito, si rappresenta che alla procedura in commento possono ricorrere tutti i soggetti, persone fisiche, società, enti, che non svolgono attività d’impresa (professionisti, artisti, altri lavoratori autonomi), nonché gli imprenditori commerciali non assoggettabili alla legge fallimentare, gli imprenditori o enti privati non commerciali, gli imprenditori agricoli e le start up innovative.

Il presupposto oggettivo, invece, è rappresentato dalla stato di sovraindebitamento definito come la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, tale da determinare una rilevante difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente.

È inoltre importante sottolineare che per essere ammessi alla procedura in questione il debitore deve aver assunto le predette obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.

Invece, le condizioni ostative all’accesso alla procedura sono l’essere soggetto a procedure concorsuali [1] nonchè l’essere ricorso (nei precedenti 5 anni) ai procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento, l’aver subito (per cause imputabili al debitore) l’impugnazione e la risoluzione dell’accordo e la revoca e la cessazione degli effetti dell’omologazione del piano del consumatore oppure l’aver presentato una documentazione che non consente di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale.

Alla luce di quanto fin qui esposto, si ritiene il lettore abbia i tutti requisiti, soggettivi e oggettivi, per accedere alla procedura in questione non riscontrandosi inoltre nella sua richiesta eventuali condizioni ostative.

Quanto ora alla procedura in senso stretto, si consideri che l’avvio del procedimento è lasciato all’esclusiva sua iniziativa (del debitore) con l’assistenza imprescindibile di un organismo di composizione delle crisi o di un professionista abilitato o società di professionisti abilitati (dottori commercialisti, avvocati, notai, ragionieri e ragionieri commercialisti) da lui scelto e che curerà poi l’intero iter della procedura. Si inizia con il deposito presso il tribunale del luogo di sua residenza di un dettagliato piano del consumatore (per la formulazione del quale sarà stato assistito dal predetto organismo o professionista) avente come oggetto la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti; completo di tutta la necessaria documentazione di supporto. Quindi, il tribunale dovrà verificare la corrispondenza dei requisiti di tale piano con quelli dettati dalla legge e, in caso positivo, provvedere alla relativa omologazione attuando i necessari passaggi previsti dalla normativa e consistenti, tra le altre cose, nella fissazione dell’udienza dei creditori entro 60 giorni dal deposito della documentazione. All’organismo o professionista, in questa fase della procedura, spetta ogni iniziativa funzionale all’omologazione del piano e alla buona riuscita dello stesso. Deve, infatti, intervenire allo scopo di garantire il raggiungimento dello stesso, ipotizzando anche compiti di “mediazione” con i creditori.

Dopo l’omologazione (che deve intervenire entro 6 mesi dal deposito del piano), dovrà infine adoperarsi per risolvere le eventuali difficoltà di esecuzione, per vigilare sul relativo adempimento e per comunicare ai creditori ogni eventuale irregolarità.

Comunque, rimane rimessa al giudice investito della procedura la definizione di tutte le eventuali contestazioni relative alla violazione di diritti. Per finire, evidenziati i tempi molto brevi previsti dalle legge per la conclusione della procedura in commento, è verosimile ritenere che l’attuazione pratica della stessa presso i tribunali competenti subirà in modo inevitabile un notevole ritardo considerate le notorie problematiche dell’amministrazione della giustizia italiana.

Concludendo, i costi della procedura sono di € 98 per contributo unificato più € 27 marca da bollo per diritti oltre ai costi per le necessarie comunicazioni e notificazioni cui vanno infine aggiunti gli onorari del professionista abilitato o dell’organismo prescelto.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Marescotti

note

[1] Diverse da quelle previste dalla l. n. 3 del 27.01.2012.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI