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Disoccupazione e mobilità in ritardo, come sono tassate?

28 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 aprile 2017



Se l’Inps eroga la Naspi o la mobilità in ritardo, l’indennità sconta la tassazione ordinaria o separata?

 

L’Inps mi ha erogato la mobilità 2016 nel febbraio 2017: tutti i redditi andranno nel prossimo cud? Così avrò una tassazione altissima!

Teoricamente, l’indennità di mobilità erogata nell’anno successivo rispetto a quello di competenza dovrebbe rientrare nei cosiddetti redditi soggetti a tassazione separata: a prescindere dal fatto che la Cu (certificazione unica, il nuovo modello Cud) relativamente ai redditi 2016 sia rilasciata o meno, difatti, la mobilità 2016 non dovrebbe rientrare nei redditi del 2017, anche se erogata in tale anno, ma dovrebbe essere tassata separatamente, cioè a parte, senza sommarsi ai redditi del 2017.

Redditi assoggettabili a tassazione separata: quali sono

I redditi assoggettabili a tassazione separata, in particolare, sono indicati dal Tuir (Testo unico imposte sui redditi) [1] :

  • Tfr, trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato;
  • emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti;
  • indennità percepite per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (cococo);
  • indennità per la cessazione di rapporti di agenzia delle persone fisiche e delle società di persone;
  • indennità percepite per la cessazione da funzioni notarili;
  • indennità percepite da sportivi professionisti, al termine dell’attività sportiva;
  • indennità di mobilità;
  • prestazioni pensionistiche erogate in forma di capitale;
  • plusvalenze, realizzate mediante cessione a titolo oneroso di aziende possedute da più di cinque anni;
  • plusvalenze realizzate a titolo di cessione a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici;
  • somme conseguite a titolo di rimborso di imposte o di oneri dedotti dal reddito complessivo o per i quali si è fruito della detrazione in periodi di imposta precedenti.
  • redditi percepiti da eredi o legatari, ma maturati in capo al soggetto defunto.

Tra i redditi assoggettabili a tassazione separata, è dunque presente l’indennità di mobilità.

Tassazione separata

Lo scopo della tassazione separata, secondo quanto chiarito da una nota circolare ministeriale del 1997 [2], è attenuare gli effetti negativi che deriverebbero dalla rigida applicazione del criterio di tassazione per cassa.  Questo, perché tassare in un solo periodo d’imposta i redditi relativi a più anni, potrebbe comportare per il contribuente, a causa della progressività delle aliquote Irpef, un carico fiscale molto elevato. Per evitare proprio che i redditi formatisi in più anni siano assoggettati alle aliquote progressive applicabili nell’anno in cui sono percepiti, è stato individuato un criterio in base al quale tali redditi si considerano, ai fini della tassazione, separatamente dagli altri redditi posseduti nello stesso periodo d’imposta.

Ma l’indennità di mobilità può essere sempre assoggettata a tassazione separata?

Mobilità, disoccupazione e tassazione separata

Sulla questione relativa alla corretta applicazione della tassazione separata relativa alle indennità di mobilità corrisposte dall’Inps è stata posta una nota interrogazione [3], alla quale ha risposto il Sottosegretario all’Economia; la risposta è valida non solo in relazione all’indennità di mobilità, ma anche in relazione agli emolumenti di qualsiasi entità corrisposti dall’Inps in un anno d’imposta differente da quello cui si riferiscono.

Nel parere, si chiarisce innanzitutto che le indennità di mobilità costituiscono prestazioni sostitutive del reddito di lavoro dipendente, secondo il Tuir, e sono tassate in base alle regole di determinazione del reddito di lavoro dipendente presenti nel testo unico stesso.

Data la progressività delle aliquote dell’Irpef, come già esposto, per attenuare gli effetti negativi che sarebbero derivati da una rigida applicazione del criterio di cassa per i redditi percepiti in ritardo rispetto alla loro maturazione, il Tuir stabilisce che sono soggetti al regime di tassazione separata gli emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti ovvero per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti.

In pratica, come precisato in una nota circolare del Ministero delle Finanze, possono costituire «emolumenti arretrati» da tassare separatamente le somme:

  • che sono percepite dopo l’anno di maturazione a causa del sopraggiungere di norme legislative, di sentenze o di provvedimenti amministrativi;
  • che sono percepite dopo l’anno di maturazione per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti, che ricorrono ogni volta che oggettive situazioni di fatto impediscono il pagamento delle somme spettanti entro le tempistiche ordinarie.

Nella stessa circolare, ad esempio, sono state considerate «oggettive situazioni di fatto»  che legittimano l’applicazione della tassazione separata:

  • la sospensione totale del pagamento delle retribuzioni derivante da una accertata situazione di dissesto finanziario;
  • i ritardi amministrativi nella concessione e nel pagamento del trattamento di cassa integrazione guadagni.

Con una nota risoluzione del 2002 [5] è stata inoltre ritenuta una causa non dipendente dalla volontà delle parti, che giustifica l’applicazione della tassazione separata, anche l’insufficienza degli stanziamenti, qualora il pagamento avvenga dopo il 12 gennaio (a causa del principio di cassa allargato, per cui un emolumento da lavoro dipendente o assimilato percepito entro il 12 gennaio si considera ricevuto nell’anno precedente)dell’anno successivo a quello di riferimento.

Tassazione ordinaria

È stata, invece, confermata la tassazione ordinaria quando il pagamento avviene in un periodo di imposta successivo per cause «fisiologiche»: è considerato tale, ad esempio, il ritardo dovuto ai tempi tecnici occorrenti per l’erogazione degli emolumenti stessi, o dovuto alla complessità dell’iter burocratico di pagamento [6].

Per applicare correttamente la tassazione, secondo  l’Agenzia delle Entrate,  occorre dunque esaminare di volta in volta la concreta situazione del contribuente interessato.

Nel caso del lettore, non trattandosi di ritardo fisiologico ma di sospensione dell’attività del fondo, rientriamo in un’ipotesi analoga a quella dell’insufficienza degli stanziamenti: a parere della scrivente, dunque, il reddito deve essere assoggettato a tassazione separata.

Ci si chiede, a questo punto, come mai la tassazione separata sia più conveniente.

Tassazione separata: come si calcola

La tassazione separata è più conveniente non solo perché gli emolumenti erogati non si sommano agli altri redditi, ma anche perché questi sono tassati sulla base dell’aliquota media degli ultimi 2 anni: difatti, secondo il Tuir, l’imposta relativa alla tassazione separata viene determinata applicando all’ammontare ricevuto l’aliquota media, calcolata su un reddito figurativo composto dalla metà del reddito complessivo netto dichiarato nel biennio anteriore; qualora in uno dei due anni anteriori non vi sia stato reddito, si applica l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto dell’altro anno; se non vi è stato reddito imponibile in alcuno dei due anni, si applica l’aliquota stabilita per il primo scaglione di reddito vigente per l’anno in cui si deve determinare l’imposta (attualmente il 23%).

Il contribuente può comunque scegliere, se più leggera, ad esempio per la possibilità di applicare detrazioni, la tassazione ordinaria, dichiarandolo nel modello Redditi all’interno del quadro RM.

note

[1] Artt. 7,15,17 Tuir.

[2] Circ. n. 23/E/1997.

[3] lnterrogazione n. 5-04603.

[4] Min. Finanze, Circ. n. 23/1997.

[5] Ris. n. 90/E/2002.

[6] Ris. n.377/E/2008.

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