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Il disabile ha diritto a restare in azienda?

1 maggio 2017


Il disabile ha diritto a restare in azienda?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 maggio 2017



Aggravamento delle condizioni di salute: se non è possibile il cambio di mansioni scatta il licenziamento.

Si può licenziare un lavoratore invalido se, dopo l’assunzione, il suo problema si aggrava e non è più in grado di svolgere le mansioni che gli sono state assegnate? Non è così facile come sembra: il licenziamento deve seguire un previo accertamento di inidoneità ad essere adibito ad altre mansioni, accertamento che deve fare la commissione medica integrata presso l’unità sanitaria locale. È quanto stabilito dalla Cassazione con una recente sentenza [1]. Ma procediamo con ordine.

Leggi anche Si può licenziare un invalido?

Se hai letto il nostro articolo Se il lavoratore non può più svolgere una mansione che succede? saprai già che l’intervenuta inabilità fisica a svolgere determinate mansioni non fa scattare in automatico il licenziamento; tale misura può essere intimata solo nel caso in cui l’azienda non abbia la possibilità di ricollocare il dipendente in altre mansioni o se questi non sia in grado di svolgerne di ulteriori.

Quando, invece, si parla di disabili esiste una normativa speciale [2]. In generale, la legge – per come sintetizzata dalla Suprema Corte – stabilisce che, se le condizioni di salute del disabile peggiorano e la «commissione medica integrata» accerta l’impossibilità di ricollocazione all’interno dell’azienda può scattare il licenziamento. Ma vediamo, più nel dettaglio, cosa stabilisce la norma.

Il datore di lavoro non può chiedere al disabile una prestazione lavorativa non compatibile con le sue minorazioni.

Nel caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative variazioni dell’organizzazione del lavoro, il disabile può chiedere che venga accertata la compatibilità delle mansioni a lui affidate con il proprio stato di salute. Nelle medesime ipotesi il datore di lavoro può chiedere che vengano accertate le condizioni di salute del disabile per verificare se, a causa delle sue minorazioni, possa continuare ad essere utilizzato presso l’azienda.

Qualora si riscontri una condizione di aggravamento incompatibile con la prosecuzione dell’attività lavorativa, o tale incompatibilità sia accertata con riferimento alla variazione dell’organizzazione del lavoro, il disabile ha diritto alla sospensione non retribuita del rapporto di lavoro fino a che l’incompatibilità persista. Durante tale periodo il lavoratore può essere impiegato in tirocinio formativo.

Gli accertamenti medici sono effettuati dalle unità sanitarie locali mediante le commissioni mediche, integrate da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare, in servizio presso le unità sanitarie locali.

La richiesta di accertamento e il periodo necessario per il suo compimento non sospendono il rapporto di lavoro.

L’azienda può licenziare il disabile solo quando, anche attuando i possibili adattamenti dell’organizzazione del lavoro, la predetta commissione medica integrata accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all’interno dell’azienda.

In sintesi, la risoluzione del rapporto di lavoro del disabile (in altri termini il suo licenziamento) può essere disposto solo previo accertamento della commissione medica presso l’unità sanitaria locale dell’impossibilità di reinserire il lavoratore all’interno dell’azienda. Con la conseguenza che il datore non può licenziare il disabile solo sulla base di un giudizio di inidoneità alle mansioni espresso dal medico senza attivare la procedura prevista dalla legge e di cui abbiamo appena parlato.

note

[1] Cass. sent. n. 10576/17 del 28.04.17.

[2] Art. 10, co. 3, legge n. 68/1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili).

Autore immagine: 123rf com

LA MASSIMA

«Il datore di lavoro può risolvere il rapporto di lavoro dei disabili obbligatoriamente assunti, nel caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative variazioni dell’organizzazione del lavoro, solo nel caso in cui la speciale commissione integrata di cui all’articolo 10, comma 3, della legge 68/99, accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all’interno dell’azienda, anche attuando i possibili adattamenti dell’organizzazione del lavoro, non essendo all’uopo sufficiente il giudizio di non idoneità alla mansione specifica espresso dal medico competente nell’esercizio della sorveglianza sanitaria effettuata ai sensi del decreto legislativo 81/2008».

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