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Editoriali “Dammela a me Carfagna” è diffamazione: condannata Sabrina Guzzanti

Editoriali Pubblicato il 10 ottobre 2012

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> Editoriali Pubblicato il 10 ottobre 2012

Il Tribunale di Roma ha condannato la Guzzanti per il reato di diffamazione ai danni dell’ex ministro Carfagna.

«Osteria delle ministre, le ministre son maestre e se a letto son portento, figuriamoci in parlamento, dammela a me Carfagna, pari opportunità».

È stato questo l’incipit dell’intervento satirico di Sabrina Guzzanti al “No Cav Day” dello scorso 2008 a Roma e che è appena costato alla comica romana ben 40 mila euro di risarcimento.

Il Tribunale di Roma ha condannato la Guzzanti per il reato di diffamazione ai danni dell’ex ministro Carfagna, sebbene l’intervento, come la stessa Guzzanti chiarisce sul proprio blog, era principalmente indirizzato contro Berlusconi. Una parodia a cui poi avevano fatto seguito allusioni sessuali su presunti rapporti tra l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l’ex ministro ora deputata Pdl.

Il riconoscimento, da parte della Guzzanti, della propria colpa è certamente indice di un fair play cui non siamo abituati (“Questa frase è stata ritenuta [dal Tribunale, n.d.r.] offensiva. E lo è, non ci piove!”, si legge sul suo blog). Ma sarebbe lecito allora chiedersi perché la poliedrica artista, proprio perché baciata da tanta consapevolezza, abbia deciso di resistere in giudizio e non abbia invece, spontaneamente, prima ancora della causa, consegnato le armi al nemico. Le aule dei tribunali servono per dirimere controversie, per disciplinare posizioni tra loro contrapposte e non, invece, concordi nel qualificare (come lecita o illecita) la condotta in discussione.

Così, a termine di una causa durata quattro anni, il commento della Guzzanti rischia di apparire, più che una manifestazione di civiltà giuridica, la classica morale consolatoria del “lo sapevo, io…“.

Ironicamente, il comunicato della Guzzanti appena apparso sul suo blog termina con queste parole:

Quello che mi sento di contestare è che se è vero che è un’offesa quella da me proferita, è pur vero che è di molto più offensivo quello che gli italiani e le italiane in particolare, hanno subito con la nomina della Carfagna a ministro delle pari opportunità.

Pagherò quindi non dico volentieri, ma con una certa soddisfazione questi 40 stuzziconi che guadagnerò lavorando” prosegue la comica, “lavorando e pagando su questo lavoro una bella fetta di tasse che andranno in buona parte a pagare altri festini, altri appartamenti di lusso, altri costumi da maiale e da schiave romane, altri yacht, altre parure, altre vallette, conduttori tv incapaci, giornalisti prezzolati, appaltatori mafiosi, banchieri disonesti, cozze, ostriche, ville insapute, testimoni insaputi, giudici compiacenti, finanzieri compiacenti, parrucchini, lifting, cocaina, catering, aerei privati, lampadari, case vacanza”.


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5 Commenti

  1. Est modus in rebus….
    Quando si perde il senso della misura arriva la punizione. Per Berlusconi, per Fiorito e anche per la Guzzanti, sotto varie forme ma arriva per tutti.

  2. Dopo almeno due anni da quella conclusione la Guzzanti dimostra di essere stata preveggente più che offensiva: Ma la carfagna è ancora in Parlamento?pensavo fossero andati tutti (i suoi) a fargli coda, esaltazione, consolazione al padrone, ridotto, poraccio, a sparare c….te perchè i media abbiano motivo di citarlo e farcelo ancora vedere tronfio di delitti e di ‘novità'(?). Non siamo al colmo, siamo molto oltre. Italiani vi prego risorgete!

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