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Soldi anticipati a un amico: e se non me li restituisce?

20 maggio 2017


Soldi anticipati a un amico: e se non me li restituisce?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 maggio 2017



Ho anticipato all’agenzia per conto di un amico la caparra per bloccare una casa vacanze che volevamo affittare. Ora si rifiuta di restituirmeli. È appropriazione indebita. Cosa posso fare?

Qualora l’amico del lettore si rifiutasse di restituire il denaro ricevuto indebitamente dall’agenzia, denaro dal lettore versato precedentemente a titolo di caparra, commetterebbe un illecito rilevante sia sotto il profilo civile sia sotto il profilo penale. Tuttavia, sarebbe opportuno che il lettore si accertasse dell’avvenuto pagamento da parte dell’agenzia al soggetto terzo, titolare del contratto di cui sopra.

Nel messaggio scurrile che l’amico ha scritto al lettore, si legge tra le righe della sua volontà di rimettere il denaro una volta ricevuto dall’agenzia. Ora sapere con certezza se e quando l’agenzia abbia effettuato il pagamento al terzo diventa fondamentale. Infatti, dal momento in cui il terzo riceverà la somma, in precedenza versata dal lettore, sarà tenuto immediatamente alla restituzione in suo favore e sarà obbligato al pagamento degli interessi legali per ogni giorno di ritardo, oltre all’eventuale risarcimento dei danni in suo favore, ove il lettore fosse in grado di dimostrarli. Qualora, invece, l’agenzia tardasse nel restituire la somma di cui sopra, oppure non vi provvedesse proprio, nonostante la dichiarata intenzione, il lettore non avrebbe nulla da pretendere nei confronti del terzo. Si consiglia, quindi, di procurarsi preliminarmente una copia della ricevuta del bonifico disposto dall’agenzia in favore del soggetto terzo. Si potrebbe richiedere la cortesia all’agenzia spiegando l’accaduto e dando dimostrazione delle sue ragioni esibendo alla stessa la ricevuta del suo bonifico disposto in origine. Nel caso in cui l’agenzia non si dimostrasse disponibile, il lettore potrà far intendere che è sua intenzione rivalersi nei confronti della stessa agenzia per aver restituito i suoi soldi ad un terzo e si vedrà come diventeranno più disponibili per evitare ulteriori grane. Una volta ottenuta la prova documentale dell’avvenuto pagamento in favore del terzo, da parte dell’agenzia, della somma originariamente pagata dal lettore (per fortuna con bonifico dal suo c/c, quindi sempre rintracciabile e documentabile), egli potrà concentrare le sue richieste nei confronti del terzo percettore di una somma non dovutagli. Attenzione, qualora volesse denunciarlo penalmente, ovvero volesse proporre querela nei suoi confronti, il termine perentorio (oltre il quale la querela sarà inammissibile) sarà di tre mesi a partire dal giorno in cui egli avrà ricevuto notizia dell’avvenuto pagamento da parte dell’agenzia al soggetto terzo. A questo punto, con la prova documentale di cui sopra in suo possesso, potrà richiedergli con lettera raccomandata con avviso di ricevimento (così da avere la prova della ricezione) la restituzione della somma entro un termine perentorio (ad esempio entro tre o sette giorni dal ricevimento della presente), così da verificare la reale intenzione del terzo, avvertendolo che in mancanza di restituzione si procederà giudiziariamente nei suoi confronti sia in sede civile per recuperare la somma, sia in sede penale per l’accertamento del reato di appropriazione indebita con conseguente condanna del soggetto una volta riconosciuto colpevole.

In merito all’azione da intraprendere per la restituzione della somma, si potrà esperire l’azione generale di arricchimento [1]. La suddetta norma prevede che chi si sia arricchito a danno di un’altra persona è tenuto, nei limiti dell’arricchimento, ad indennizzare quest’ultimo della correlativa diminuzione patrimoniale. Ci troviamo proprio di fronte al caso del lettore, laddove il terzo si è arricchito (nel senso che ha ricevuto un’attribuzione patrimoniale non dovuta) in suo danno (cioè l’attribuzione patrimoniale ingiustamente conferita al terzo ha corrisposto alla sua diminuzione patrimoniale). Il terzo, pertanto, sarà tenuto a corrispondergli un indennizzo pari alla sua diminuzione, oltre interessi legali a decorrere da quando il terzo avrà ricevuto il pagamento da parte dell’agenzia.

In conclusione, il diritto del lettore è evidente e può essere agevolmente provato anche tramite documenti (il primo bonifico da lui effettuato ed il secondo effettuato dall’agenzia al terzo, oltre alla mail da lui già inviata e la lettera raccomandata a/r che farà seguire). Naturalmente è auspicabile che il tutto si risolva in via bonaria per evitare i costi e le lungaggini di un processo, ma se sarà costretto il lettore potrà serenamente affrontare l’iter processuale, di competenza per valore del giudice di pace sino ad € 5.000,00, per vedere accertate le sue ragioni.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cerino

note

[1] Art. 2041 cod. civ.


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