HOME Articoli

Lo sai che? I diritti di chi ha un familiare anziano

Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2017

Permessi della Legge 104, congedo di 2 anni, accompagnamento, progetto Home Care Premium per gli statali, pensione anticipata. 

Chi ha un familiare anziano non autosufficiente e non può permettersi una badante può usufruire di certe agevolazioni, a seconda che si tratti di un dipendente pubblico o privato ed in base al reddito, per poterlo assistere.

I lavoratori statali, ad esempio, possono avere a certe condizioni un bonus mensile fino a poco più di 1.000 euro al mese. Quelli pubblici e privati hanno diritto ad un monte ore di permessi garantito dalla Legge 104 (con qualche recente novità per gli statali). Ma è anche possibile chiedere l’anticipo della pensione tramite l’Ape agevolata, sempre a certe condizioni.

Vediamo, dunque, nel dettaglio i diritti di chi ha un familiare anziano.

Assistenza ad un familiare anziano: diritto ai permessi

La Legge 104 [1] concede dei permessi di 3 giorni al mese coperti da contributi a chi deve assistere un familiare con handicap grave, quindi anche a chi ha un familiare anziano in casa affetto da patologia invalidante e, pertanto, non autosufficiente. A queste condizioni:

  • che la persona anziana abbia almeno 65 anni;
  • che il lavoratore abiti insieme o molto vicino al familiare anziano;
  • che il grado di parentela sia al massimo di terzo grado e non ci siano più parenti di primo o secondo grado dell’anziano da assistere.

Se il lavoratore presta servizio per un’azienda con più sedi, ha il diritto di scegliere l’ufficio o lo stabilimento più vicino al domicilio del familiare anziano da assistere.

Il datore di lavoro o l’Inps sono autorizzati a fare dei controlli sulla legittima fruizione dei permessi. Se si scopre che non ci sono le condizioni per usufruire di quest’agevolazione, i permessi verranno revocati.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici che devono assistere un familiare anziano, dovranno programmare le assenze previste per consentire all’amministrazione o all’ente in cui sono in servizio di organizzare il lavoro.

Diritto a restare a casa 2 anni per assistere un familiare anziano

Oltre ai permessi riconosciuti dalla Legge 104, c’è la possibilità di beneficiare di un congedo retribuito di 2 anni nell’arco di tutta la vita lavorativa per assistere un familiare anziano con handicap grave [2]. Ne hanno diritto i lavoratori dipendenti (anche a tempo determinato) pubblici o privati, ma non i lavoratori domestici o a domicilio, a patto che siano coniuge, fratelli, sorelle o figli dell’anziano da assistere (potrebbero farlo anche i genitori ma, per ovvi motivi, appare alquanto difficile…).

Il diritto di chi ha un familiare anziano a beneficiare del congedo retribuito di 2 anni passa dal fatto che la persona anziana abbia un certificato di handicap grave [3] (ad esempio un morbo di Alzheimer) diverso da quello di invalidità totale con diritto all’indennità di accompagnamento. Per ottenere quel certificato bisogna chiederne l’accertamento presso la segreteria della Commissione della propria Asl di residenza e sottoporsi ad una visita.

Altro requisito: il familiare anziano non deve essere ricoverato a tempo pieno in un istituto e non deve prestare attività lavorativa durante i 2 anni di congedo retribuito di chi lo assiste.

Si può usufruire del congedo di 2 anni in modo continuativo o frazionato [4].

Lo stipendio di chi chiede e ottiene il congedo di 2 anni per assistere un familiare anziano verrà corrisposto nella misura dell’ultima retribuzione percepita al lavoro ed è coperto dalla contribuzione figurativa ai fini pensionistici. L’indennità mensile comprende anche la quota di tredicesima.

Ultima condizione per usufruire del congedo di 2 anni per assistere un familiare anziano: la convivenza. Viene richiesta a fratelli, sorelle o figli della persona assistita. Secondo l’Inps [4] per convivenza si deve intendere solo la comune residenza nel luogo in cui la persona assistita ha la dimora abituale oppure assistente e assistito abitano in due appartamenti diversi ma all’interno dello stesso condominio, cioè nello stesso numero civico. L’Inps accetta anche la dimora temporanea, purché registrata nell’apposito schedario [5].

Come chiedere il congedo di 2 anni per assistere un familiare anziano

I lavoratori privati devono inviare la domanda all’Inps in duplice copia secondo la modulistica disponibile presso gli uffici o il sito web dell’Istituto.

I dipendenti statali devono presentare la domanda all’amministrazione o all’ente pubblico di appartenenza.

In entrambi i casi occorre allegare il certificato in cui viene riconosciuta la gravità dell’handicap.

Il diritto al congedo per assistere un familiare anziano verrà concesso entro 60 giorni dalla presentazione della domanda.

Il diritto alla pensione anticipata per chi ha un familiare anziano

Chi ha un familiare anziano a casa con problemi di disabilità può usufruire anche dell’Ape agevolata, cioè della pensione anticipata sempre che chi vuole richiederla abbia maturato 30 anni di contributi. Se così fosse, l’Ape sarà interamente a carico dello Stato. Il lavoratore percepirà il 100% dell’assegno pensionistico se non supera i 1.500 euro lordi mensili (circa 1.250 euro netti). Un’eventuale penalità verrà applicata solo sull’eccedenza (ad esempio, se l’importo lordo è di 1.800 euro mensili, la penalità interessa i 300 euro eccedenti i 1.500 garantiti dallo Stato).

Chi ha un familiare anziano di cui deve occuparsi ha accumulato almeno 12 mesi di contributi prima di avere compiuto i 19 anni di età, può, invece, accedere alla pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazione purché abbia accumulato 41 anni di contributi.

Dipendenti pubblici: i diritti di chi ha un familiare anziano

Oltre alla Legge 104, i dipendenti pubblici possono usufruire del progetto dell’Inps Home Care Premium per poter assistere un familiare anziano. Il progetto, infatti, si rivolge ai lavoratori e ai pensionati statali, ai coniugi, parenti o affini di primo grado non autosufficienti.

Home Care Premium comprende due tipi di prestazioni:

  • un contributo economico mensile, denominato prestazione prevalente, da utilizzare come rimborso delle spese sostenute per l’assunzione di un assistente familiare;
  • un servizio di assistenza alla persona (prestazione integrativa) erogata attraverso la collaborazione degli Ambiti territoriali sociali ovvero, in caso di inerzia degli Ambiti, da enti pubblici che abbiano competenza a rendere i servizi di assistenza alla persona e che vorranno convenzionarsi.

Il progetto messo a punto dall’Inps per il 2017 ha una durata di diciotto mesi, a decorrere dal 1 luglio  fino al 31 dicembre 2018, e si accede al progetto di Assistenza domiciliare su domanda. Viene finanziato esclusivamente con le buste paga del pubblico impiego (un prelievo obbligatorio dello 0,35% dai salari e dello 0,15%, volontario, sulle pensioni).

Per determinare l’indennità dovuta si terrà conto del grado di disabilità e del reddito, determinato sulla base dei valori dell’Isee. La cifra massima erogabile può arrivare, per un disabile gravissimo con un reddito inferiore agli 8.000.000 euro annui, a 1.050 euro al mese.

Il diritto all’indennità di accompagnamento

Tra i diritti di chi ha un familiare anziano c’è anche quello di poter percepire un’indennità di accompagnamento, cioè una prestazione assistenziale spettante agli invalidi civili totali che non possono deambulare senza l’aiuto di una persona e che non riescono a compiere gli atti della vita quotidiana (mangiare, lavarsi, ecc.) senza un aiuto continuo.

L’importo dell’indennità di accompagnamento per il 2017 è di 515,43 euro mensili per un totale di 6.185,16 euro annui. Questa cifra è esente da Irpef, cioè non è tassata, e non va dichiarata nella denuncia dei redditi.

Per avere diritto all’indennità di accompagnamento perché si ha un familiare anziano da assistere non ci sono limiti minimi o massimi di età e non ci sono dei vincoli di reddito. L’importante, però, è che il familiare anziano sia a casa: in caso di ricovero in una struttura pubblica o privata, si perde il diritto all’accompagnamento.

Come fare domanda per l’indennità di accompagnamento

Chi ha un familiare anziano a casa e ha diritto all’indennità di accompagnamento, deve seguire questi quattro passi:

  • recarsi dal medico curante per ottenere ed inviare telematicamente all’Inps il certificato di invalidità civile e di accompagnamento;
  • inoltrare la domanda di invalidità civile per via telematica all’Inps entro 90 giorni dal rilascio del certificato;
  • sottoporre il familiare anziano alla visita dell’apposita Commissione quando quest’ultima fisserà l’appuntamento;
  • recarsi al Patronato con il verbale della Commissione per la compilazione e l’invio telematico all’Inps dell’autocertificazione dei requisiti socio-amministrativi (modello AP70), utile per la liquidazione delle prestazioni riconosciute.

Se il familiare anziano è un malato oncologico, la visita della Commissione dovrà essere fissata entro 15 giorni dall’invio della domanda. Se, inoltre, non può uscire di casa, il medico curante invia richiesta di visita a domicilio allegandola al primo certificato oppure entro 5 giorni prima dall’appuntamento fissato dalla Commissione.

note

[1] Legge 104/1992.

[2] Dlgs. 151/2001.

[3] Art. 3 legge 104/1992.

[4] Circ. Inps n. 19583 del 2 settembre 2009.

[5] Circ. Inps n. 32 del 6 marzo 2012.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

4 Commenti

  1. Salve, io vivo con i miei suoceri in validi tra cui mia suocera con l’Alzheimer ,entrambe con la legge 104 , mio marito ha chiesto il congedo per 2 anni come stabilito dalla legge,l’INPS a accettato ma il datore di lavoro prima che partisse il primo giorno di congedo lo ha licenziato senza avvisarlo ,dice per mancanza di lavoro. Cosa strana visto che un mese prima aveva assunto un nuovo dipendente e ampliato l’azienda. La mia domanda è perché non si viene tutelati e avvisati anche di questo fatto? Che un datore di lavoro ti può licenziare e l’INPS non ti tutela?Così ora ci troviamo con 2 invalidi e un disoccupato .grazie

  2. Salve…e x chi è disoccupato x forza e non x scelta avendo 2 genitori anziani da accudire…una in casa l altro a 600mt…cosa ci aspetta a noi??…ma perché viene aiutato sempre chi un lavoro ce l ha???…ai disoccupati non ci pensa nessuno??…io ho 44 anni…cosa faccio li abbandono i miei genitori???….siamo proprio in italia.

  3. Sono da nove anni a casa di mia madre.Non lavoro e mi dedico solo a lei. I soldi della pensione e dell’assistenza non bastano neanche per tutto ciò che serve a lei, per badare la casa e la terra intorno. Non ho mai potuto comprarmi nulla di extra, non ho una macchina e ho 60 anni. E’ giusto tutto questo? Non ho mai avuto un giorno di libertà, mai una vacanza, mai un bagno al mare nonostante si trovi a un solo km da me. Amore verso i genitori, si, ma come ritroverò quando non potrò neanche comprarmi il pane?

  4. Mio fratello è stato licenziato ed è invalido al 60% abbiamo la mamma con il morbo di Alzheimer può accudire ed andare in pensione prima ha anni 60

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI