Diritto e Fisco | Articoli

Il debitore vende i suoi beni: come faccio a recuperare i miei soldi?

11 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 agosto 2017



Per non saldare i debiti non basta disfarsi di tutti i propri beni: il creditore ha uno strumento per tutelarsi, l’azione revocatoria. Come funziona?

Il debitore furbetto potrebbe pensare che, per non pagare i propri debiti, basta disfarsi di tutti i propri beni, magari vendendoli o donandoli ad altri, risultando nullatenente. Ciò nonostante il creditore riceve una tutela dalla legge che gli consente la cosiddetta «azione revocatoria»: in pratica glie può agire in tribunale per far dichiarare inefficaci, nei propri confronti, le vendite e le donazioni con cui il debitore si è spogliato del suo patrimonio. Ma ciò solo se dimostra che quest’ultimo – e, se si tratta di una vendita, anche l’acquirente – conoscesse il pregiudizio che l’atto provoca al creditore [1]. A ricordarlo è il Tribunale di Lecco [2]. Vediamo di capire allora, come può fare il creditore a recuperare i soldi se il debitore vende i suoi beni.

La vicenda

Un uomo (chiamiamolo Tizio) chiedeva che fosse dichiarato inefficace nei suoi confronti l’atto con cui un suo socio (chiamiamolo Caio), aveva ceduto a un’altra persona (chimiamola Mevio) una quota di partecipazione in una srl. Diceva di essere creditore di Caio per alcune cambiali scadute e di aver tentato di pignorare la sua partecipazione nella srl ma Caio era riuscito a liberarsi delle proprie quote societarie, cedendole al socio di minoranza Mevio.

Quest’ultimo affermava che si era accollato il debito di Caio nei confronti della società. Si trattava, in altre parole, di un atto a titolo oneroso che non poteva essere revocato dato che mancava la prova che il terzo acquirente (cioè lui, Mevio) fosse consapevole di causare un pregiudizio a Tizio.

Con l’azione revocatoria la legge tutela il creditore

Azione revocatoria: cos’è?

Per comprendere che cosa Tizio intende effettivamente ottenere, occorre capire cos’è l’azione revocatoria, disciplinata dal codice civile proprio per risolvere casi come il suo.

La legge dice che il debitore può privarsi di alcuni o di tutti i suoi beni, mobili e immobili: tutti, infatti, abbiamo il sacrosanto diritto di disporre del nostro patrimonio come meglio crediamo, purchè – però – i beni siano effettivamente nostri. Ad esempio: una persona è liberissima di mettere in vendita la sua casa, a patto che su quella stessa casa non ci sia un’ipoteca della banca per un mutuo che il suo proprietario aveva acceso.

E, infatti, è facile capire che se il patrimonio diminuisce, diminuisce anche la garanzia di eventuali creditori, la quale è costituita proprio dall’insieme di tutti beni del loro debitore. Che significa? Significa che se – poniamo – una persona ha un patrimonio di 100.000 euro e dona a un amico un terreno di 50.000 euro, il patrimonio di quella persona sarà ora la metà rispetto a prima e un suo creditore può fare affidamento sul patrimonio attuale e non sui 100.000 euro di prima, con un evidente suo pregiudizio.

Azione revocatoria: come funziona?

La legge, quindi, si è preoccupata di tutelare il creditore dagli atti che il debitore compie volontariamente proprio con il fine di sottrarre i suoi beni alla garanzia patrimoniale dei creditori, al patrimonio, cioè, che i creditori possono aggredire. Se, cioè, il debitore dona, vende o, comunque, dispone dei suoi beni, il creditore ha uno strumento per tutelarsi che è proprio l’azione revocatoria.

Come funziona? In pratica, in tribunale, il creditore chiede al giudice di dichiarare inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio – vendite, donazioni, costituzioni di servitù, cessioni di crediti, cessioni di diritti di usufrutto o diritti di servitù – compiuti dal debitore nei cinque anni precedenti, che abbiano danneggiato suo diritto di credito. Tutto ciò a una condizione: tali atti devono suscitare nel creditore il timore di non riuscire in futuro a recuperare il suo credito e, nel caso di atti a titolo gratuito (come le donazioni), il debitore deve essere consapevole del danno che l’atto produce nei confronti del creditore: in altre parole, donando – ad esempio – il suo unico immobile, il debitore deve sapere che sta danneggiando il suo creditore che non avrà più alcun bene su cui soddisfarsi.

Se il giudice accoglie la sua domanda, il creditore, potrà agire in via esecutiva (con un pignoramento) o conservativa (con un sequestro conservativo) direttamente nei confronti di chi ha acquistato, dal debitore, il bene che è stato oggetto di revocatoria.

Gli atti compiuti dal debitore non vengono annullati ma sono inefficaci nei confronti del singolo creditore

È importante capire un concetto che sta alla base dell’azione revocatoria: gli atti di disposizione compiuti dal debitore non vengono annullati ma restano validi. Semplicemente se ne dichiara l’inefficacia solo nei confronti del singolo creditore che ha agito in revocatoria. Per tornare all’esempio fatto sopra, l’amico a cui viene donato il terreno e che se lo vede portare via per l’azione revocatoria esercitata dal creditore può fare causa a chi glielo ha venduto, chiedendo di essere risarcito.

Nel nostro caso, bene ha fatto Tizio a agire in revocatoria: l’atto di cessione di quote tra Caio e Mevio è un atto a titolo gratuito (Mevio, infatti, aveva acquistato la quota di maggioranza della società versando solamente la cifra simbolica 1 euro), perciò non occorre dimostrare che l’acquirente fosse consapevole di causare un pregiudizio al creditore: basta tale consapevolezza in Caio e di tale consapevolezza non si può dubitare, visto che, mediante la cessione egli si è liberato di un bene aggredibile del suo patrimonio.

note

[1] Art. 2901 cod. civ.

[2] Trib. Lecco sent. n. 194 del 28.03.2017.

Fonte della sentenza: lesentenze.it

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI