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Mance: come fare per cambiare le regole di ripartizione?

20 Mag 2017


Mance: come fare per cambiare le regole di ripartizione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Mag 2017



Nel casinò dove lavoro le mance sono parte dello stipendio, tassate e regolate dal contratto di lavoro e da accordi. Gli impiegati part time possono presentare una petizione chiedendo che le mance vengano loro pagate anche nei giorni di assenza?

Quella proposta dalla lettrice è una situazione che rientra nell’ambito di quelle che vengono identificate come “relazioni sindacali” cioè (semplificando) la rete di questioni e problematiche che ineriscono i rapporti tra azienda, sindacati e lavoratori. Quella che ella propone è una questione, infatti, che non riguarda i problemi di un singolo lavoratore ma di un intero reparto, se non addirittura dell’intera azienda. Ed è in questa ottica collettiva (o sindacale) che si deve inquadrare tutta la vicenda per poterne venire a capo.

Il Ccnl che regola i lavoratori delle case da gioco è il contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti del commercio , del terziario, della distribuzione , dei trasporti e dei servizi siglato il 24 gennaio 2013 e tuttora vigente. In quel Ccnl (molto generale e generico dato che regola una gran quantità di comparti) non si trovano riferimenti alle mance, il chè significa che o è stato fatto un accordo “aziendale” cioè inerente esclusivamente a tutti voi lavoratori del casinò dove lavora la lettrice o che ci sono in essere degli accordi individuali.

In ogni caso, si vorrebbe chiedere all’azienda di distribuire differentemente da come fa ora il riparto del totale delle mance che vanno ai lavoratori part time. La risposta è sicuramente positiva anche se è necessario fare alcune precisazioni.

Presentare una petizione firmata da gran parte dei lavoratori interessati potrebbe non essere la strada giusta. Ciò perché la petizione ha l’unico scopo di presentare una mera richiesta alla direzione aziendale. In questo modo, sempre che sia d’accordo, sarà l’azienda autonomamente ad agire, dall’alto e senza alcun confronto con i lavoratori. Per risolvere una questione così importante, viceversa, si deve arrivare ad un tavolo sindacale di confronto e discussione con l’azienda, dato che da una parte è l’azienda che, materialmente, deve erogare i soldi delle mance ma dall’altra i lavoratori hanno interesse che la cosa si svolga nella giusta maniera, con le giuste modalità e tempistiche. La regola generale è che il confronto deve essere fatto necessariamente tra tutti lavoratori ed azienda. Tuttavia, se un aspetto della questione verteva sul fatto che per i soli lavoratori part time si vorrebbe arrivare ad un calcolo diverso della distribuzione senza toccare minimamente importi e calcolo per gli altri, allora si potrebbe anche pensare di limitare il confronto tra l’azienda ed i soli lavoratori part time. Contrariamente, se non fosse possibile tecnicamente non compromettere anche gli altri lavoratori, bisogna giocoforza coinvolgerli, dato che è così che funziona la cosiddetta “concertazione” nelle relazioni industriali/sindacali.

Quindi alla petizione deve far seguito un’assemblea di natura sindacale che dia mandato a dei rappresentanti sindacali di andare a trattare con l’azienda per ottenere quanto richiesto. L’assemblea deve essere fatta all’interno di tutto il gruppo dei lavoratori del casinò e solo dopo che si è raggiunto un accordo tra i lavoratori, una rappresentanza di questi ultimi solleverà la richiesta all’azienda.

Ci sono molti modi per ottenere quanto sopra ma il più “normale” è quello, come detto, di fare un’assemblea di natura sindacale tra tutti i lavoratori per discutere del tema. Il contratto collettivo prevede una serie di regole per la costituzione di un’assemblea: per le assemblee, la richiesta di convocazione dovrà essere comunicata alla direzione aziendale con anticipo di ventiquattrore e con l’indicazione dell’ordine del giorno. Inoltre, i lavoratori hanno anche diritto a partecipare alle assemblee durante l’orario di lavoro fino a dieci ore all’anno retribuite. Le riunioni possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi. Ad esse possono partecipare, previo preavviso al datore di lavoro, dirigenti esterni dei sindacati o dei loro enti/associazioni di riferimento. Infine le riunioni non potranno di norma superare, singolarmente, le tre ore di durata. Ovviamente l’assemblea dovrà riguardare tutti i lavoratori interessati; come detto o tutti quanti o solo i lavoratori part time. Con il mandato dell’assemblea, i rappresentanti dei lavoratori dovranno fare la relativa richiesta all’azienda e concordare con la stessa, la fattività dell’operazione e tutte le procedure operative. All’azienda non dovrebbe cambiare molto e, se la diversa divisione delle mance non dovesse presentare difficoltà nella gestione della raccolta dei giorni d’assenza o altro (il che non credo), molto probabilmente l’azienda medesima potrebbe anche aderire senza chiedere nulla in cambio.

Il fatto di aver sempre ottenuto l’unanimità tra i lavoratori negli accordi di reparto non è necessariamente un fattore limitativo. A meno che non ci sia un accordo interno tra lavoratori (e che tutti hanno firmato, nessuno escluso) in cui tutti gli accordi di reparto devono essere necessariamente adottati all’unanimità, la maggioranza semplice è quella che vale in questo tipo di situazioni. Ovviamente ottenere maggioranze più o meno qualificate e più o meno rappresentative a seconda del numero di quanti hanno votato è un tema che esula dal campo legale ed entra in quello dell’opportunità politico/sindacale.

Per concludere, la strada del confronto sindacale, prima all’interno del gruppo dei lavoratori interessati e poi tra lavoratori e azienda, è la strada maestra per risolvere positivamente la situazione sottoposta. Contrariamente presentare all’azienda solo la petizione comporta il rischio che la stessa possa adottare misure e meccanismi in completa autonomia che potrebbero non soddisfare le esigenze dei lavoratori.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Ettore Pietro Silva


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