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Lo sai che? Responsabilità a 14 anni

Lo sai che? Pubblicato il 22 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 maggio 2017

Cosa succede se un quattordicenne picchia un suo amico; in quali casi è responsabile.

A 14 anni può succedere di litigare con un amico; ma se la discussione degenera in uno scontro fisico, le eventuali lesioni arrecate al compagno possono avere rilevanza di fronte alla legge. La situazione assume un significato giuridico differente a seconda che si consideri il fatto dal punto di vista civile o penale. Vediamo quindi qual è la responsabilità a 14 anni.

Responsabilità civile

Dal punto di vista civile siamo di fronte ad un fatto illecito [1], ossia un comportamento colposo o doloso che cagiona ad altri un danno ingiusto. Il compimento di un fatto illecito da parte di un adolescente di 14 anni, dotato di capacità di intendere e volere, è rilevante per il nostro ordinamento in quanto produrrà delle conseguenze.

A chi spetta l’obbligo di risarcire i danni arrecati dal minore? Come disciplinato dalla legge, la responsabilità non sorge direttamente in capo al minore. Saranno infatti i genitori che hanno la potestà sul minore a dover rispondere per il fatto commesso dal figlio [2].

Sui genitori incombe una responsabilità cosiddetta indiretta in quanto sussiste senza che abbiano partecipato al fatto illecito.

Per essere esonerati dall’obbligo di risarcire i danni dovranno fornire una prova liberatoria. In particolare dovranno dimostrare di aver fatto tutto il possibile per impedire il fatto, ad esempio avendo impartito al figlio un’educazione e istruzione adeguate e di aver vigilato sul minore.

Responsabilità penale

Diversa la situazione da un punto di vista penale. La responsabilità in questo caso è sempre personale e con il compimento dei 14 anni il minore diventa imputabile. Prima di questo momento non può essere applicata la pena prevista per il fatto commesso. L’autore di un fatto previsto dalla legge come reato (ad esempio lesioni o percosse), per poter essere sottoposto a pena, deve essere imputabile ovvero possedere, al momento della commissione del fatto, la capacità di intendere e di volere.

Che cos’è l’imputabilità

L’imputabilità è la capacità di intendere e di volere di un soggetto, ovvero la capacità di porre in essere un comportamento consapevole e volontario.

La capacità di intendere è la capacità di rendersi conto del valore degli atti compiuti e della loro contrarietà alla legge e ai diritti altrui.

La capacità di volere consiste nella capacità della persona di agire in modo autonomo.

Cosa succede a 14 anni in caso di reato? Il fatto può essere punito e le conseguenze non sono certo di poco conto.

Per la legge lo stesso comportamento ha una rilevanza diversa a seconda della fascia di età dell’individuo che ha commesso il reato.

In caso di minore infraquattordicenne è sempre esclusa l’imputabilità del soggetto per il solo fatto della sua giovane età; si presume pertanto l’incapacità di intendere e di volere e il minore non potrà essere sottoposto a procedimento penale. Al di sotto dei 14 anni l’ordinamento ritiene che il soggetto non sia in grado di comprendere il valore delle proprie azioni nonché il significato della pena comminata [3].

L’incapace che commette un reato è esente da pena, ma se viene riconosciuta la sua pericolosità sociale dovranno essergli applicate le misure di sicurezza.

Le misure di sicurezza sono dei provvedimenti che hanno lo scopo di impedire al minore di commettere ulteriori reati.  Si tratta ad esempio dell’obbligo di osservare degli orari nei quali si deve stare a casa o il divieto di frequentare determinati luoghi.

In caso di minore che abbia compiuto i 14 anni ma non ancora i 18 anni non vige alcuna presunzione di incapacità. Il minore è imputabile se capace di intendere e volere [4]. Sarà il giudice a dover valutare caso per caso l’eventuale incapacità di intendere e di volere dell’individuo. Se sussiste l’imputabilità il minore è assoggettato a pena anche se la stessa sarà più attenuata rispetto al maggiorenne che abbia compiuto lo stesso reato.

L’imputabilità verrà meno anche a 14 anni qualora il soggetto sia affetto da infermità di mente totale o parziale, come nel caso di un ragazzo con handicap o patologie psichiche.

Nel caso in cui il ragazzo di 14 anni sia ritenuto imputabile, sarà giudicato dinanzi al Tribunale dei Minorenni.

note

[1] Art. 2043 cod. civ.

[2] Art. 2048 cod. civ.

[3] Art. 97 cod. pen

[4] Art. 98 cod. pen

Se un minore di 14 anni picchia un compagno non sussiste alcuna responsabilità dal punto di vista penale ma i suoi genitori saranno responsabili dal punto di vista civile e obbligati a risarcire il danno arrecato dal figlio. Per poter essere esonerati dovranno fornire la difficile prova di non aver potuto impedire il fatto. Dovranno provare che il fatto è stato commesso nonostante la buona educazione impartita al figlio.

Una volta compiuti i 14 anni la situazione si fa più complessa e le conseguenze saranno rilevanti direttamente nei confronti del minore. Questi risponderà penalmente del fatto commesso, salvo uno stato di incapacità di intendere e di volere che dovrà essere accertato in sede di giudizio. Dal punto di vista civile saranno sempre i suoi genitori a dover risarcire i danni commessi pagando quanto dovuto alla parte lesa.


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