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Gratuito patrocinio anche per accordo dopo la querela?

5 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 maggio 2017



Il gratuito patrocinio è previsto solo per la difesa in giudizio del cittadino meno abbiente, a meno che l’attività stragiudiziale non sia collegata al processo.

In quasi tutti i processi, i cittadini hanno necessità di essere assistiti da un avvocato e non sempre possono permetterselo: è per tale ragione che lo stato decide di farsi carico (attraverso lo strumento del gratuito patrocinio) della spesa che deve sostenere chi proprio non ne ha le possibilità. Naturalmente questo riguarda esclusivamente la difesa in giudizio, non potendo coprire anche l’attività stragiudiziale a meno che questa non sia direttamente collegata alla difesa in giudizio, come nel caso dell’accordo successivo alla querela.

Cos’è il gratuito patrocinio?

Chi non può permettersi di pagare un avvocato, qualora abbia la necessità di essere assistito in un processo, può nominarne uno a propria scelta (iscritto in un apposito albo) senza doverlo retribuire: il legale sarà compensato direttamente dallo Stato.

Il gratuito patrocinio è previsto per i processi civili, penali, tributari e amministrativi, fatta eccezione per alcune ipotesi: vediamo quali.

Nei giudizi penali, il gratuito patrocinio non è riconosciuto a:

  • chi è indagato, imputato o condannato per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell’evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto (evasione fiscale);
  • chi è difeso da più di un avvocato (gli effetti dell’ammissione cessano a partire dal momento in cui la persona alla quale il beneficio è stato concesso nomina un secondo difensore di fiducia).

Negli altri giudizi, non può essere ammesso al gratuito patrocinio:

  • chi sostiene ragioni manifestamente infondate;
  • chi intenti una causa per cessione di crediti e ragioni altrui, quando la cessione non sia in pagamento di crediti preesistenti.

Il requisito principale per poter chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è il possesso di un reddito annuo non superiore ad euro 11.528,41 [1]. Se l’interessato convive con il coniuge e/o con altri familiari il reddito considerato è quello risultante dalla somma dei redditi dell’intero nucleo familiare.
Per il gratuito patrocinio in ambito penale il limite reddituale è elevato di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi [2].

Il gratuito patrocinio copre anche l’attività stragiudiziale?

Il gratuito patrocinio è previsto per assicurare ai cittadini non abbienti di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi e di difendersi davanti ad ogni giurisdizione [3]: da ciò si deduce che il patrocinio a spese dello Stato non si estende anche all’attività stragiudiziale. Ma approfondiamo meglio l’argomento.

La Cassazione ha precisato che il patrocinio a spese dello Stato riguarda esclusivamente la difesa in giudizio non potendo coprire anche l’attività stragiudiziale [4],  a meno che quest’ultima non sia direttamente collegata allo stesso giudizio [5].

Il Tribunale, in caso di collegamento dell’attività stragiudiziale con il giudizio, dovrà dichiarare ammissibile la domanda di liquidazione degli onorari avanzata dal difensore del soggetto ammesso (nel corso del giudizio) al gratuito patrocinio.

Secondo quanto precisato dalla Corte possono essere considerate giudiziali (quindi, ricompresse nell’alveo del gratuito patrocinio) solamente quelle attività stragiudiziali che siano svolte in esecuzione di un mandato alle liti conferito per la rappresentanza e la difesa in giudizio, in quanto attività strumentali o complementari alle prestazioni giudiziali.

Se sei stato ammesso al gratuito patrocinio quale imputato in un processo  dinanzi al giudice di pace penale e la persona offesa, a seguito di un accordo intercorso tra voi, rimette la querela, il tuo difensore potrà essere pagato dallo stato per l’attività svolta.


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