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Strisce blu, multa nulla col parchimetro senza bancomat

30 aprile 2017


Strisce blu, multa nulla col parchimetro senza bancomat

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 aprile 2017



Nulla la contravvenzione per mancato pagamento della sosta sulle strisce blu se il parchimetro non ha la fessura per inserire il bancomat e pagare.

Ecco un’altra conferma del fatto che la multa per mancato pagamento della sosta sulle strisce blu è nulla se il parchimetro non è predisposto per pagamenti con bancomat. A dirlo questa volta è il giudice di Pace di Firenze, che fa seguito alla pronuncia emessa, qualche mese fa, in provincia di Latina, a Fondi (leggi Strisce blu: multa nulla se non si paga con il bancomat). In altri termini, chi lascia l’auto sulle strisce blu e, non avendo spiccioli con sé, né trovando negozi o passanti disponibili a cambiare la carta moneta, deve poter pagare con la carta bancomat. Diversamente la contravvenzione per violazione del codice della strada può essere impugnata con ricorso al giudice di pace.

Il punto è che la legge di Stabilità del 2016 (oggi si chiama «Legge di bilancio» ed altro non è che la manovra di fine anno) dispone che tutti i parchimetri debbano consentire la possibilità di pagare la sosta con il bancomat salvo che il Comune dimostri «impedimenti tecnici». Si tratta di una norma che, come tutte le novità approvate nel nostro Paese, richiede tuttavia l’approvazione di un decreto attuativo ministeriale, il quale ancora non è intervenuto (e chissà quanto ancora ci vorrà per averlo). Così qualche giudice, evidentemente ansioso di attuare la novità, ritiene che la norma sia già perfetta in sé per sé e non necessiti, per essere vincolante nei confronti dei Comuni, di alcuna attuazione. Risultato: secondo le sentenze in commento, se non si paga la sosta sulle strisce blu, la multa è sin d’ora nulla se il parchimetro è senza bancomat.

Questi concetti vengono ribaditi nella sentenza in commento emessa dal Giudice di Pace di Firenze. Il quale ricorda, appunto, che la legge di stabilità 2016 [2] ha stabilito che, a decorrere dal 1° luglio 2016, tutti i parchimetri debbano essere predisposti in modo da accettare pagamenti con carte di debito, ossia i comuni bancomat. Ciò in linea con l’attuale normativa che tende a disincentivare l’uso del contante e a privilegiare i sistemi di spostamento del denaro tramite strumenti tracciabili. È la stessa legge a stabilire che tutti i soggetti che effettuano la vendita di prodotti o prestazioni di servizi sono tenuti ad accettare pagamenti attraverso carte di credito, salvo che vi siano situazioni di «impossibilità tecnica».

Ora, nel caso della sosta a pagamento sulle strisce blu non è tanto un discorso di controllare la tracciabilità dei pagamenti (inutile nel caso di pochi centesimi), quanto piuttosto – per ragioni di coerenza con tutto il sistema normativo ormai mutato – di consentire a chi sta gradatamente eliminando il contante dal portafogli, di pagare con le carte di credito e di debito anche con la pubblica amministrazione. Ivi compreso il servizio di parcheggio. Nell’ottica di favorire l’uso del bancomat per qualsiasi transazione, la legge ha previsto che persino i parchimetri siano dotati di bancomat. Diversamente la multa – secondo l’orientamento dei giudici (orientamento ancora minoritario) – è nulla.

Attenzione però. Anche in questo caso, il Comune si salva in corner se dimostra che la predisposizione del parchimetro per pagamenti con bancomat non è possibile per ragioni di «impossibilità tecnica». La legge non dice cosa debba intendersi con tale concetto, ma è da escludersi che, in esso, possa essere ricompresa anche l’impossibilità economica derivante dalla difficoltà, per l’amministrazione locale, di sostituire i vecchi strumenti con quelli nuovi. E questo perché il concetto di «impossibilità tecnica» non è certo ampliabile fino a includere quello di «impossibilità finanziaria».

In ogni caso, a dover dimostrare l’impossibilità tecnica di adeguare i vecchi parchimetri è il Comune. Risultato: l’automobilista che riceve la multa per il mancato pagamento della sosta sulle strisce blu può limitarsi a produrre la fotografia del parchimetro privo della fessura per inserire il bancomat; sarà poi il Comune a dover dimostrare l’impossibilità tecnica. E di certo non sarà un compito agevole posta la difficoltà interpretativa.

note

[1] GdP Firenze, sent. n. 1079/17.

[2] Art. 1 co. 901, L n. 208/2015 ha stabilito che, a decorrere dal 1.07.2016 le disposizioni di cui al comma 4 dell’art. 15 del decreto legge n. 179 del 18.10.2012 convertito con modificazioni nella legge n. 221 del 17.12.2012 si applicano anche ai dispositivi di cui alla lettera f) co. 1, art. 7 del Codice della strada cioè ai dispositivi di controllo della durata della sosta finalizzati alla riscossione delle tariffe per la sosta nelle aree di parcheggio a pagamento.

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