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Adulterio apparente: separazione addebitata solo a causa di una assidua frequentazione

12 Ottobre 2012 | Autore:
Adulterio apparente: separazione addebitata solo a causa di una assidua frequentazione

Chi non tradisce fisicamente il proprio coniuge ma frequenta assiduamente un’altra persona, può vedersi addebitare la separazione se tale comportamento provoca una rottura dell’equilibrio matrimoniale.

Se il coniuge frequenta apertamente e con assiduità un’amica può essergli addebitata la separazione [1] anche senza che vi sia stato un vero e proprio adulterio.

A stabilirlo è la Cassazione in una recente sentenza [2]. Secondo la Suprema Corte, la costante presenza nella vita del marito di un’altra donna, seppur a titolo di amicizia, quando ciò influisca negativamente sulla vita matrimoniale fino a comprometterne la stessa esistenza, può essere considerato causa della separazione e comportare, conseguentemente, l’imputazione dell’addebito della separazione stessa.

Non è dunque necessario il tradimento fisico per incrinare il matrimonio. La semplice frequentazione assidua di un’altra persona e l’imposizione della sua presenza in numerosi momenti del menage familiare sono di per sé sufficienti per attribuire al coniuge “accompagantore” la responsabilità di una separazione.



note

[1] La separazione “con addebito” è prevista dall’art. 151 c.c., co. 2, in base ala quale “Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio”.

[2] Cass. sent. n. 1719 del 9.10.2012.


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