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Cosa comporta essere senza fissa dimora

2 Maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Maggio 2017



Chi finisce per strada perde i diritti civili e sociali. Ma può iscriversi all’anagrafe anche con un domicilio fittizio o virtuale. A patto che sia reperibile.

Una persona senza fissa dimora è quella che si sposta da un Comune all’altro senza un punto di riferimento preciso. Ma che, comunque, ha diritto ad iscriversi all’ufficio anagrafe di un qualsiasi Comune sotto un indirizzo fittizio per poter difendere i propri diritti civili (ad esempio il diritto al voto) e sociali (come i servizi di assistenza).

Essere senza fissa dimora non equivale ad essere un senza tetto. Qual è la differenza? Quest’ultimo ha la residenza in un Comune pur non avendo un’abitazione in cui vivere. La loro residenza, dunque, può essere fissata sotto un certo cavalcavia, nella panchina di un parco oppure in un centro di accoglienza o dormitorio.

Rimanere senza fissa dimora, invece, non è sempre una questione di difficoltà economica: a volte diventa una scelta per non essere reperibili, soprattutto, per il Fisco. Tuttavia, questa decisione implica notevoli ostacoli.

Quindi, che cosa comporta essere senza fissa dimora? E quali sono i diritti di chi non ha una residenza stabile?

Essere senza fissa dimora: quali problemi

Chi finisce per strada e, quindi, si ritrova ad essere senza fissa dimora deve affrontare, oltre a problemi di natura economica e pratica, una serie di privazioni dal punto di vista normativo. Che cosa comporta essere senza fissa dimora? Comporta, in primis, perdere la propria residenza. E questo significa perdere anche una serie di diritti legati dalla legge alla residenza di un cittadino: il diritto alla salute (chi è senza fissa dimora può ricevere prestazioni solo dal Pronto soccorso), il diritto a rinnovare la propria carta d’identità o ad aprire una partita Iva, il diritto a qualsiasi tipo di prestazione previdenziale, anche se chi è senza fissa dimora ha lavorato per più di 40 anni pagando regolarmente i contributi. Infine, essere senza fissa dimora comporta anche perdere il diritto al voto.

Presso il Ministero dell’Interno esiste un apposito registro in cui vengono inserite tutte le persone che risultano senza fissa dimora.

Il diritto alla residenza fittizia o virtuale

Per ovviare tutta questa serie di problemi che comporta essere senza fissa dimora, è possibile ottenere una residenza anagrafica vincolata al possesso di un domicilio, cioè di un posto dove si vive in maniera stabile ma che non deve per forza essere un’abitazione: può trattarsi, infatti, di una stazione ferroviaria, della famosa panchina del giardino (non una qualsiasi ma proprio quella panchina) quel tale cavalcavia, addirittura una grotta, anche se non arredata.

Questo perché la natura del posto in cui si vive non può essere un impedimento per l’iscrizione all’anagrafe di un Comune. Tale ufficio, infatti, deve limitarsi a registrare la presenza stabile di una persona sul territorio comunale, anche se si trova ad essere senza fissa dimora o vive nel vagone di un treno abbandonato. Il diretto interessato può iscriversi con una residenza fittizia o virtuale utilizzando un indirizzo inesistente, cioè dichiarando di abitare in una via che, in realtà, in quel paese o città non esiste. Ogni Comune deve dotarsi di una di queste vie «virtuali» dove collocare le persone senza fissa dimora che chiedono l’iscrizione anagrafica.

Tutto così semplice? Non proprio. La legge [1] impone che, al momento dell’iscrizione anagrafica, la persona senza fissa dimora è tenuta a fornire all’ufficio comunale «gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l’effettiva sussistenza del domicilio». In altre parole, uno si può registrare anche in una via che non esiste, purché dica esattamente dove si trova il vagone, la panchina o il container in modo da essere reperibile. Infatti, il Ministero dell’Interno ha precisato in una circolare [2] che, nella parte del modulo relativo alla dichiarazione di residenza» in cui è riportata la dicitura «Tutte le comunicazioni inerenti la presente dichiarazione dovranno essere inviate ai seguenti recapiti», la persona senza fissa dimora abituale dovrà indicare uno o più recapiti dove può essere rintracciata [3]. A questo domicilio verranno inviate la posta e le comunicazioni ufficiali (comprese quelle del Fisco).

note

[1] Legge n. 94/2009 nota come «Pacchetto sicurezza».

[2] Circ. Min. Interno n. 19/2009.

[3] Art. 3, co. 38, legge n. 94/2009.


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10 Commenti

  1. la situazione volge al peggio.
    la convivenza ufficialmente è finita da anni, e con essa in un paio di anni si è reciso qualsiasi aiuto o contatto.

    devo vendere la casa per pagare i debiti lasciatemi da mio padre e quei pochi fatti per non digiunare troppo.

    anche solo mangiando poco o nulla, poca frutta, del pane e scatolette di tonno si sono comunque accumulati debiti.

    presto mi troverò senza dimora e sarà difficile vivere perché ho bisogno di medicine con prescrizione.

    Potrei tenermi il posto macchina del garage ma non so se posso vendere l’appartamento e scorporare dalla vendita il posto macchina. Sono 16 mq con la chiusura basculante e c’è il lavandino. Ma temo che i condomini mi farebbero evacuare se attentassi al decoro del condominio vivendo li dentro.

    Non c’è un escamotage per riuscire ad accedere al SSN anche da senza fissa dimora. Potrei dare l’indirizzo del box auto come recapito postale?

    1. Da quel che so essendo nelle tue condizioni (diciamo peggio!) ,Un garage basta e avanza così come una cantina

  2. Io tornero´ l´anno prossimo in Italia e non mi faccio problemi a diventare un senza fissa dimora… Residente da diciotto anni in Germania qua non riesco piu´ a trovare uno sbocco lavorativo che sia uno… Nessun rimpianto, solo voglia di tornare in Italia… Ovviamente non tornero´ in Sardegna da dove provengo ma me ne andro´ in qualche altra parte sempre al Sud… Dapprima non faro un cambio di residenza e restero´ iscritto all´A.I.R.E.

  3. Può un comune rifiutarsi di darmi residenza se la casa in cui vivo e di proprieta del dell’Acer (case popolari) gia assegnata ad un mio amico? e con lui che vivo, e devo prendere residenza

  4. vivo da 6 mesi in un box di proprietà di mia madre, che ha perso la casa all’asta per debito condominiali. il box è stato scorporato, io non lavoro, purtroppo. ora l’amministratore di sostegno, su incarico del condominio mi impone di sloggiare, ieri mi ha comunicato via messanger che oggi verrà il fabbro a sostituire la serratura e di portare via tutte le mie cose. dove non si sa. e corretta una simile procedura? cosa posso fare per oppormi? mi ha detto di non farmi trovare o faranno intervenire la forza pubblica.
    grazie per la risposta.

  5. non fuonziona nulla in italia.
    un box può essere eletto a domicilio/residenza, per un senza tetto? nel caso puoi essere buttato fuori senza preavviso dal condominio? a me sta succedendo esattamente questo. mi han comunicato via messanger ieri che oggi arriva il fabbro a sostituire la serratura del garage di proprietà di mamma (la casa è andata all’asta 3 mesi fa), portando via tutte le mie cose. faccio notare che son figlio unico e che mia madre, con problemi di salute, è gestita da un amministratore di sostegno ed è ricoverata in clinica. grazie

  6. Da quando è morto mio marito le mie figlie mi hanno trovato u ‘appartamento con contratto annuale ad uso turistico io non ho più una residenza e le mie figlie non me la lasciano prendere a casa loro io ho chiesto al mio padrone di casa se mi può fare un contratto con residenza mi aveva promesso che l’avrebbe fatto invece sono ancora qui senza residenza a che cosa vado incontro con solo un ‘indirizzo di locazione!? Grazie

  7. LA CASA DOVE ABITAVO E’ STATA VENDUTA ALL’ASTA MI RITROVO PER STRADA E SONO CARDIOPATICO HO BISOGNO DELLE PRESCRIZIONI MEDICHE PER FAMACI SALVA VITA POSSO DOMICILIARMI PRESSO UNA ATTIVITA’ COMMERCIALE PER NON PERDERE IL DIRITTO ALL’ASSISTENZA SANITARIA

  8. Buona sera. Ho 55 anni e sono iscritto alle liste di collocamento dopo aver perso il posto di lavoro . Ho percepito dall’imps un sussidio a scalare per un anno.
    Ora, ho la residenza da mio padre che vive in un comune piccolo dell’astigiano mentre io per cercare lavoro o anche lavoretti saltuari vivo a Torino come ospitato da persona amica. Fatto il quadro della situazione pongo le seguenti domande: 1) non voglio più conservare la residenza con mio padre perchè il nostro rapporto siè logorato da oltre 15 anni e qualsiasi notifica non saprei se giunge o meno.
    2: Torino mi offre maggiori possibilità lavorative ma non voglio pesare su nessuno tantomeno su persone premurose.
    3. ho accumulato negl’anni debiti con il fisco e non n conosco l’entità.
    Conclusione , per non essere invisibile posso togliere la residenza da mio padre e prenderla presso il comune di torino? e se si, posso fare domanda per avere un medico di base visto che necessito di farmaci che devono essere prescritti?
    In attesa, Andrea

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