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Auto in leasing, a chi va il risarcimento per l’incidente?

2 maggio 2017


Auto in leasing, a chi va il risarcimento per l’incidente?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 maggio 2017



Solo se la polizza rc auto stipulata dalla società di leasing prevede l’assicurazione per conto altrui il risarcimento per l’incidente spetta all’utilizzatore.

Un’auto in leasing offre sicuramente diversi vantaggi e comodità; inoltre, per determinate categorie di automobilisti, tale soluzione costituisce anche un risparmio di costi per uno dei beni – appunto l’automobile – più difficili da mantenere dopo la casa. Cosa succede però, in caso di auto in leasing, a chi fa un incidente stradale? A chi va il risarcimento? Alla società di leasing o all’automobilista? Di questo si è occupata una recente ordinanza della Cassazione [1]. La pronuncia ha anche il merito di fornire qualche interessante consiglio in merito alla più conveniente polizza assicurativa per chi intende preferire, all’acquisto di una macchina nuova, la cosiddetta «locazione finanziaria». Ma procediamo con ordine e cerchiamo di comprendere, nell’ipotesi di auto in leasing, a chi va il risarcimento per l’incidente stradale.

Innanzitutto, per stabilire a chi va il risarcimento per l’incidente con l’auto in leasing bisogna distinguere il tipo di danno riportato dall’automobilista. Sappiamo infatti che, a seguito di un sinistro stradale, è possibile riportare danni solo al mezzo (o «a cose») e/o danni anche fisici (o «a persone»).

Nel caso di danni fisici non dovrebbero porsi problemi. Difatti, per quanto riguarda il conducente, le polizze assicurative contratte dalle società di leasing stabiliscono già a monte il risarcimento del «danno alla persona» da liquidare in favore di chi ha in uso l’auto. Quindi il conducente – che ha firmato il contratto di leasing e che, a seguito dell’incidente si sia infortunato – potrà tranquillamente chiedere l’indennizzo all’assicurazione. Stesso discorso per quanto riguarda il passeggero (cosiddetto «terzo trasportato»): questi infatti ha sempre diritto al risarcimento da parte dell’assicurazione del conducente, a prescindere da chi sia il responsabile del sinistro stradale.

Veniamo infine ai danni al mezzo. A chi spettano i soldi per riparare l’auto? In altri termini, se a seguito dell’incidente stradale la macchina è risultata danneggiata, l’assicurazione deve pagare la riparazione all’automobilista (che ha firmato il contratto di leasing) o alla società di leasing stessa? Su questo fronte interviene la Cassazione che preferisce quest’ultima soluzione: nell’ipotesi di auto in leasing, il risarcimento per l’incidente spetta alla società di leasing.

Sul medesimo bene – si legge nella pronuncia in commento – possono insistere diversi interessi appartenenti a diversi soggetti (ad esempio, al proprietario o al detentore), ma l’assicurazione sul bene stipulata da uno di questi non estende automaticamente i propri effetti anche agli altri, a meno che ciò non sia espressamente previsto dal contratto di assicurazione. Questo significa che il risarcimento per l’incidente deve essere versato solo alla società di leasing.

C’è un solo caso in cui il risarcimento con l’auto in leasing va all’utilizzatore del mezzo: quando la polizza rc auto stipulata dalla società è un contratto di assicurazione per conto altrui; in tal caso, infatti, il beneficiario finale è l’automobilista e non la società di leasing.

note

[1] Cass. ord. n. 10357/17 del 26.04.2017.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 2 febbraio – 26 aprile 2017, n. 10357
Presidente Amendola – Relatore Rossetti

Fatto e diritto

Rilevato che:
– la società Carrozzeria Record di G.A. & C. s.n.c. convenne dinanzi al Giudice di pace di Pistoia la società Assimoco s.p.a., deducendo:
– che B.G. aveva stipulato con la Assimoco una assicurazione contro il rischio di danni all’autoveicolo BMW targato (…), derivanti anche da atti vandalici;
– che il veicolo era stato danneggiato da un atto vandalico;
– che B.G. le aveva ceduto il proprio credito indennitario nei confronti della Assimoco;
– il Giudice di pace accolse la domanda con sentenza 14 marzo 2011 n. 183;
– il Tribunale di Pistoia con sentenza 13 novembre 2014 n. 1279 accolse l’appello proposto dalla Assimoco e rigettò la domanda;
– ritenne il Tribunale che il veicolo oggetto della copertura al momento del danno era stato concesso in leasing a B.G. , che ne era dunque solo l’utilizzatore e non il proprietario; che ai sensi del contratto di assicurazione l’indennizzo non spettava all’utilizzatore, ma al concedente in leasing, ovvero la società Agrileasing s.p.a.;
– la sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione dalla Carrozzeria Record s.n.c., con ricorso fondato su tre motivi; ha resistito la Assimoco;
Considerato che:
– i tre motivi di ricorso possono essere esaminati congiuntamente;
– con tutti e tre, la ricorrente lamenta in sostanza che erroneamente il Tribunale avrebbe rigettato la sua domanda sul presupposto che B.G. (il cedente del credito dedotto in giudizio) non era il proprietario del veicolo;
– deduce che B.G. era colui il quale aveva la materiale disponibilità del veicolo, ed aveva anche fatto riparare il danno; sostiene che il diritto al risarcimento del danno patrimoniale può spettare non solo al proprietario della cosa danneggiato, ma anche a chi se ne serva; che rigettando la domanda pertanto il Tribunale avrebbe violato gli artt. 1140 e 1260 c.c.;
– tutti e tre i motivi di ricorso sono manifestamente inammissibili, perché totalmente estranei alla ratio decidendi;
– il Tribunale ha infatti rigettato la domanda sul presupposto che il credito indennitario (cioè quello scaturente dal contratto di assicurazione), e non quello risarcitorio (cioè quello scaturente dal fatto illecito), non spettasse all’utilizzatore del veicolo, ma al concedente;
– tale statuizione è ineccepibile, alla luce del risalente principio secondo cui sul medesimo bene materiale possono insistere più interessi diversi (del proprietario, del conduttore, del detentore, del custode, dell’utilizzatore), e l’assicurazione stipulata da uno di questi non estende automaticamente i propri effetti agli altri, se non espressamente previsto dal contratto, giusta la previsione dell’art. 1904 c.c.;
– nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che il soggetto “assicurato” (cioè il titolare dell’interesse esposto al rischio, ex art. 1904 c.c.) fosse la società Agrileasing, proprietaria del veicolo e concedente in leasing dello stesso;
– pertanto la odierna ricorrente, per pretendere il diritto all’indennizzo, avrebbe dovuto allegare e provare che il contratto di assicurazione stipulato dalla Assimoco era un contratto di assicurazione per conto altrui ex art. 1891 c.c., ed il cui beneficiario era l’utilizzatore B.G. : il che non è stato nemmeno dedotto;
– nulla rileva, pertanto, se B.G. abbia o non abbia speso del denaro per riparare il veicolo danneggiato, giacché il Tribunale ha ritenuto in facto che l’interesse oggetto del contratto di assicurazione non fosse il suo, e tale statuizione non è sfiorata dalle doglianze contenute nel ricorso;
– le spese del presente giudizio di legittimità vanno a poste a carico del ricorrente, ai sensi dell’art. 385, comma 1, c.p.c., e sono liquidate nel dispositivo;
– il rigetto del ricorso costituisce il presupposto, del quale si dà atto con la presente sentenza, per il pagamento a carico della parte ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione, ai sensi dell’art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (nel testo introdotto dall’art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n. 228).

P.Q.M.

(-) dichiara inammissibile il ricorso;
(-) condanna Carrozzeria Record di G.A. & C. s.n.c. alla rifusione in favore di Assimoco s.p.a. delle spese del presente giudizio di legittimità, che si liquidano nella somma di giuro 1.400, di cui 200 per spese vive, oltre I.V.A., cassa forense e spese forfettarie ex art. 2, comma 2, d.m. 10.3.2014 n. 55;
(-) dà atto che sussistono i presupposti previsti dall’art. 13, comma 1 quater, d.p.r. 30.5.2002 n. 115, per il versamento da parte di Carrozzeria Record di G.A. & C. s.n.c. di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.

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