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Lo sai che? L’evasione fiscale è reato?

Lo sai che? Pubblicato il 5 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 maggio 2017

Quando scatta il penale per l’evasione fiscale: il reato di omessa dichiarazione dei redditi, dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele, omesso versamento Iva, fatture false, ecc.

L’evasione fiscale è un reato? No. Non sempre, almeno. L’evasione fiscale è reato solo se supera determinate soglie o se si sostanzia in particolari comportamenti tipizzati dalla legge (e di cui parleremo a breve). Di norma, quindi, chi nasconde al fisco uno o più redditi da lui percepiti nell’anno di imposta commette solo un illecito tributario (sottospecie dell’illecito amministrativo); l’unica conseguenza è l’applicazione di sanzioni pecuniarie che non danno luogo né a procedimenti penali, né a “macchie” sulla fedina penale. Ad esempio, chi artificiosamente aumenta i costi sostenuti nell’esercizio della propria attività solo per incrementare le detrazioni fiscali o chi non dichiara un compenso ricevuto da un cliente non commette reato di evasione fiscale (sempre purché rientri nelle soglie previste dalla legge), ma è soggetto solo a due conseguenze: l’Agenzia delle Entrate “recupera a tassazione” tali importi (ossia li fa rientrare nella base imponibile da cui invece erano stati nascosti dal contribuente) e applica poi le sanzioni pecuniarie.

Quando l’evasione fiscale è reato?

Come detto l’evasione fiscale costituisce un reato solo oltre determinati limiti. Il “penale” quindi scatta solo per le evasioni più gravi. La soglia oltre la quale scatta il reato varia a seconda del titolo di illecito commesso. Vediamo quindi singolarmente tutti i casi in cui l’evasione fiscale è reato.

Dichiarazione fraudolenta

La dichiarazione fraudolenta consiste nella falsificazione delle dichiarazioni dei redditi o Iva inserendo elementi passivi fittizi (falsa fatturazione) o alterando le scritture contabili (per i soggetti obbligati). Il reato sussiste se:

  • la singola imposta evasa risulterà superiore a 30mila euro;
  • gli elementi sottratti all’imposizione risulteranno superiori al 5% dell’attivo indicato in dichiarazione;
  • gli elementi sottratti all’imposizione risulteranno superiori a 1,5 milioni di euro;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta risulteranno superiori al 5% dell’imposta;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta risulteranno superiori a 30.000 euro.

La sanzione è la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.

Dichiarazione infedele

La dichiarazione infedele consiste in dichiarazioni non veritiere al di fuori dei casi precedenti (senza un impianto fraudolento, ma comunque consapevolmente e volontariamente). Il reato sussiste se:

  • l’imposta evasa è superiore a 150mila euro (prima era di 50mila euro), e
  • i redditi non dichiarati superano il 10% del totale o comunque i 3 milioni di euro (prima era 2 milioni).
  • Sanzione: reclusione da 1 a 3 anni.

Dichiarazione omessa

La dichiarazione omessa consiste nella mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi, Iva e anche del 770 entro 90 giorni dalla scadenza. Il reato sussiste se l’imposta evasa è superiore a 50mila euro (prima era 30mila).

La sanzione è la reclusione da 1 a 3 anni.

Omesso versamento Iva e ritenute certificate

Il reato di omesso versamento Iva e ritenute certificate scatta solo se il debito è superiore a 250mila euro.

Emissione di fatture false

Il reato scatta per l’emissione di fatture o ricevute per operazioni inesistenti al fine di consentire a terzi l’evasione dell’imposta sui redditi o dell’Iva, a prescindere dall’utilizzazione o meno dei documenti falsi da parte del soggetto ricevente e dall’importo (prima la soglia di punibilità era di 196 mila euro).

La sanzioni varia da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.

Occultamento o distruzione di documenti contabili

Il reato scatta in caso di distruzione o occultamento di scritture contabili o altri documenti di cui è obbligatoria la conservazione per non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari.

La sanzioni è la reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Imposte sui redditi: quando l’evasione fiscale è reato

  Violazione 

  tipo di sanzione

  Sanzione

Ritardato od omesso versamento diretto (acconti, conguagli, versamenti periodici, saldi) delle imposte risultanti dalla dichiarazione  dei redditi:
– ritardo non superiore a 15 giorni amministrativa 1% dell’importo non versato per ogni giorno di ritardo
– ritardo superiore a 15 giorni ma non a 90 giorni amministrativa 15% dell’importo non versato
– ritardato od omesso versamento fuori dai casi precedenti amministrativa 30% dell’importo non versato
– omesso versamento, entro il termine per l’acconto relativo al periodo d’imposta successivo, dell’IVA da dichiarazione  per importo superiore a € 250.000 per ogni periodo penale reclusione da 6 mesi a 2 anni
– omesso versamento, entro il termine per la dichiarazione dei sostituti, di  ritenute dovute o certificate  per importo superiore a € 150.000 per ogni periodo d’imposta penale reclusione da 6 mesi a 2 anni
    una rata  diversa dalla prima entro il termine di versamento della successiva per importi derivanti da accertamento con adesione e da conciliazione giudiziale amministrativa 45% sul residuo importo dovuto a titolo di tributo
Errato utilizzo di crediti in compensazione in F24
– omessa presentazione del mod. F24 con compensazione a saldo zero amministrativa – per ritardo non superiore a 5 giorni lavorativi: € 50
– per ritardo superiore: € 100
– compensazione per importo superiore al limite annuale amministrativa 30% dell’importo oltre il limite
– compensazione per importo annuale superiore a € 15.000 senza il visto di conformità amministrativa 30% dell’importo
– compensazione di credito IVA infrannuale superiore a € 5.000 senza preventiva presentazione del modello da cui emerge amministrativa 30% dell’importo
– compensazione orizzontale in presenza di debiti erariali iscritti a ruolo o passati in carico all’Agente della riscossione e scaduti per importo superiore a € 1.500 amministrativa 50% del debito scaduto e non pagato fino a concorrenza dell’importo compensato
– compensazione di crediti inesistenti (o in misura superiore a quella spettante) rilevata in sede di controllo automatico della dichiarazione amministrativa 30% dell’importo eccedente
– compensazione di crediti inesistenti (o in misura superiore a quella spettante) non rilevabile in sede di controllo automatico della dichiarazione amministrativa 50% dell’importo
– compensazione di crediti inesistenti per importo annuo superiore a € 50.000 penale reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni
– compensazione di crediti non spettanti per importo annuo superiore a € 50.000 penale reclusione da 6 mesi a 2 anni
Incompletezza dei modelli di versamento quando non contengono elementi necessari per identificazione del soggetto che li effettua o per l’imputazione del versamento  amministrativa da € 100 a € 500
Alienazione simulata  o altri atti fraudolenti, su
– per ammontare complessivo del debito superiore a € 50.000 Penale Reclusione da 6 mesi a 4 anni
– per ammontare complessivo del debito superiore a € 200.000 Penale Reclusione da 1 anno a 6 anni

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