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Farmaci salvavita: quali diritti?

2 maggio 2017 | Autore:


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Le persone gravemente malate sono soggetti deboli cui l’ordinamento riconosce benefici economici e specifiche tutele.

In Italia sempre più numerose, purtroppo, sono le persone costrette ad assumere farmaci salvavita perché affette da gravi patologie, alcune di queste anche rare e incurabili. Pensiamo a malattie come tumori, epatite C o SLA. Dopo la nefasta diagnosi, tali soggetti sono costretti a sottoporsi a cure mediche estenuanti e ad assumere farmaci salvavita per il resto della loro esistenza. Nella maggior parte dei casi si tratta di farmaci abbastanza costosi, non sempre alla portata di tutti. Ed è per tale motivo che il nostro ordinamento riconosce a questi soggetti malati il diritto ad accedere gratuitamente alle cure: la cosiddetta esenzione ticket.

Accanto al beneficio economico, questi soggetti hanno diritto anche ad alcune prestazioni assistenziali, quali ad esempio la pensione di invalidità o l’indennità di accompagnamento. I malati gravi hanno, peraltro, diritto ad alcuni trattamenti di favore sul luogo di lavoro, quali ad esempio usufruire di un tempo parziale o del telelavoro.

Chiariamo ora cosa intendiamo per farmaci salvavita e quali sono.

Tutti i farmaci sono classificati in tre categorie:

  • Categoria A: sono i farmaci salvavita, quali ad esempio gli antitumorali.
  • Categoria C: sono i farmaci da banco, quali ad esempio il ketoprofene (o più comunemente noto come “oki”).
  • Categoria H: sono i farmaci ospedalieri e quelli usati all’interno di ambulatori specialistici.

I farmaci della categoria A, appunto salvavita, sono quelli che il nostro SSN (Sistema Sanitario Nazionale) ritiene essenziali per la cura di alcune patologie gravi e per le malattie croniche. Sono, di regola, gratuiti anche se ciascuna regione può stabilire di richiedere un piccolo contributo a carico del cittadino.

Quali sono i farmaci salvavita? È possibile reperire l’elenco aggiornato dei farmaci salvavita nel sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Vediamo ora nello specifico quali sono i benefici e le tutele riconosciuti a questi soggetti deboli.

Esenzione ticket sanitario

Ciascun malato grave ha diritto a richiedere e ottenere l’esenzione dal pagamento dei ticket per farmaci salvavita, visite ed esami specialistici a cui deve sottoporsi in ragione della propria patologia.

L’esenzione può essere:

  • Totale: il paziente, a cui sia stato riconosciuta un’invalidità del 100%, può richiedere gratuitamente farmaci per qualsiasi patologia. Può anche sottoporsi gratuitamente a qualsiasi cura specialistica presso strutture pubbliche o convenzionate.
  • Parziale: il paziente può richiedere gratuitamente solo i farmaci specifici per la sua patologia. E potrà anche sottoporsi gratuitamente alle cure inerenti la sua patologia presso strutture pubbliche o convenzionate.

Come si ottiene l’esenzione ticket?

Il singolo deve rivolgersi alla propria Asl di appartenenza presentando un’apposita istanza con i seguenti documenti:

  • tessera sanitaria
  • documentazione medica, rilasciata da una struttura pubblica, comprovante la patologia grave o, in alternativa, la documentazione comprovante il suo stato di invalidità civile.

Il paziente gravemente malato ha anche diritto a chiedere alla propria Asl e ad avere gratuitamente gli ausili e le protesi di cui ha bisogno.

Prestazioni assistenziali

Le persone gravemente malate hanno diritto a richiedere l’erogazione di prestazioni assistenziali da parte dell’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale). Al riguardo si deve distinguere:

  • invalidità totale (pari al 100%)
  • invalidità parziale (pari o superiore al 74%)

Nel primo caso (invalidità totale) il soggetto ha diritto a ricevere le seguenti prestazioni assistenziali:

  • Pensione di inabilità: spetta a ciascun lavoratore cui sia stato riconosciuta un’invalidità pari al 100% e si trovi nell’incapacità assoluta e permanente di lavorare.
  • Indennità di accompagnamento: spetta a tutti coloro che si trovano nella difficoltà di deambulare o comunque di essere autosufficienti. Tale prestazione garantisce l’assistenza domiciliare ai malati gravi che possono continuare a stare nella loro casa e insieme ai loro familiari.
  • Indennità di frequenza: spetta a tutti i minori malati in età scolastica e che frequentano centri di cura e di riabilitazione.

Nel secondo caso (invalidità parziale) il soggetto può richiedere solamente l’assegno mensile di invalidità.

Tutela sul luogo di lavoro

I lavoratori, costretti a sottoporsi a trattamenti terapeutici periodici e ad assumere farmaci salvavita, godono di alcuni trattamenti di favore in considerazione del loro stato di salute. Ne citiamo alcuni in via esemplificativa:

  • hanno diritto ad essere trasferiti nel luogo di lavoro più vicino al loro domicilio. Analogo diritto spetta al familiare che lo assiste in virtù della legge 104 del 5 febbraio 1992;
  • hanno diritto ad avere un part-time che consente loro di curarsi nella maniera più adeguata;
  • possono chiedere, ove sia possibile, di lavorare da casa;
  • hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per ricoveri ospedalieri o trattamenti in day hospital e a ricevere l’intera retribuzione. In altri termini, i giorni di assenza per le terapie salvavita sono esclusi dal computo dei giorni di malattia e sono retribuiti interamente al pari degli altri giorni di lavoro.

Carla Condoluci – Copywriter AvvocatoFlash

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