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Multa non pagata: come impugnare la cartella di pagamento

2 maggio 2017


Multa non pagata: come impugnare la cartella di pagamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 maggio 2017



Se la cartella di pagamento è stata depositata in Comune e l’avviso di deposito è stato curato da un servizio di poste private l’automobilista non deve pagare.

Ancora una conferma che le notifiche di atti giudiziari e amministrativi, come multe e cartelle di pagamento, non possono avvenire con i servizi di poste private o corrieri. Diversamente l’atto è nullo e il cittadino non deve pagare nulla. A dirlo, questa volta, è il giudice di Pace di Palermo [1], ma la pronuncia si inserisce in un filone interpretativo più volte sottolineato dalla Cassazione (leggi Cartella di pagamento per posta privata: notifica nulla?), per cui può dirsi che si tratta di un principio già consolidato in giurisprudenza. Dunque se hai una multa non pagata e ti chiedi come impugnare la cartella di pagamento ecco alcuni suggerimenti.

La cartella di pagamento arriva se l’automobilista non ha pagato la multa nei tempi di legge (60 giorni), né ha fatto ricorso al giudice di pace (30 giorni) o al Prefetto (60 giorni). Una volta che arriva la cartella, l’automobilista non può più contestare questioni attinenti al verbale o alla forma della contravvenzione. Ad esempio non potrebbe più sollevare l’eccezione relativa all’assenza del cartello che avvisa il conducente della presenza dell’autovelox, in quanto i termini sono scaduti. Stesso discorso per la mancata taratura del tutor. Questo però non vuol dire che non si possa impugnare la cartella, ma ciò è possibile solo per vizi attinenti a quest’ultima. Ad esempio, se la cartella non fosse motivata e non indicasse gli estremi del verbale notificato all’automobilista, sarebbe nulla e potrebbe essere contestata entro 30 giorni al giudice di pace.

Una delle tipiche contestazioni che si sollevano contro la cartella di pagamento per multa non pagata è il difetto di notifica del verbale di violazione del codice della strada. Non si può infatti inviare la cartella al proprietario dell’auto se questi non ha prima ricevuto la multa vera e propria; ciò al fine di dare a quest’ultimo la possibilità di opporre tutte le eccezioni al verbale. Altrimenti si limiterebbe il suo diritto alla difesa giudiziale. Dunque la cartella è nulla se l’automobilista non ha mai ricevuto la multa.

Equiparabile a tale situazione è il caso in cui la multa sia stata notificata con servizio di poste private. E questo perché, come detto in apertura e come sottolinea la sentenza in commento, il servizio di poste private non può consegnare né multe, né cartelle di pagamento.

Allo stesso modo, se il destinatario della raccomandata non si trova a casa nel momento in cui bussa il postino e il servizio di poste private deposita la multa presso la Casa Comunale, la successiva cartella di pagamento è altrettanto nulla: non tanto perché l’interessato non ne ha avuto conoscenza (difatti il deposito in Comune è equiparato alla piena conoscenza dell’atto tutte le volte in cui il destinatario non era momentaneamente presente presso la propria abitazione, né c’erano familiari conviventi disponibili a riceverla al posto suo), ma perché anche l’avviso di deposito dei verbali presso la Casa Comunale non può essere inviato da un’agenzia di posta privata. Tale comunicazione deve avvenire a mezzo di un pubblico ufficiale, il quale è solo il postino del cosiddetto «servizio universale» quale è, attualmente, solo Poste Italiane.

note

[1] GdP Palermo, sent. n. 844/17.


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