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Vendere animali di razza senza pedigree è legale?

8 giugno 2017


Vendere animali di razza senza pedigree è legale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 giugno 2017



In Italia non è illegale vendere un cane o un gatto senza pedigree, ma non si può vendere questi animali affermando che appartengono a una determinata razza.

«Con o senza pedigree?» è una domanda che ci si pone spesso quando si vuole acquistare un cane o un gatto. Per alcuni la razza pura dell’animale è essenziale; altri invece preferiscono il bastardino; altri ancora non hanno preferenza e la presenza del pedigree è del tutto indifferente. Al di là dei gusti, cosa prevede la legge? È legale vendere animali di razza senza pedigree?

Con o senza pedigree: da chi comprare cani e gatti?

Prima di affrontare il problema del pedigree, vediamo a chi affidarsi per l’acquisto di un animale. Chi è interessato a un cane o un gatto di particolare specie o razza di solito si rivolge agli allevatori. Alcuni di questi svolgono l’attività in modo professionale, altri invece in modo amatoriale. Non vi è alcuna differenza tra le due situazioni se non il regime fiscale a cui l’esercente è tenuto. Per il compratore, dunque, non ci sono sostanziali vantaggi o svantaggi nell’acquistare dall’uno o dall’altro venditore. Sia l’allevamento amatoriale che quello professionale sono tenuti a dover rispettare le stesse garanzie sanitarie, di salute dell’animale e di tracciabilità.

In generale, però, gli allevamenti amatoriali dispongono di pochi cuccioli e, di solito, solo nel periodo della riproduzione. Chi intende acquistarli deve giocare in anticipo, prenotandoli prima di eventuali altri interessati. Di solito i genitori non sempre sono visibili.

In generale è sempre bene acquistare da chi ha referenze, eventualmente ricercandole su internet. Riguardo a cani e gatti si può consultare il sito dell’Enci (Ente nazionale della cinofilia italiana, www.enci.it) o della Fiaf (Federazione italiana associazioni feline, www.fiafonline.it).

Per quanto riguarda i cani, gli allevatori professionali sono quelli che hanno almeno 5 femmine ingravidate. Essi producono una media di 30 cuccioli all’anno.

Cos’è il pedigree?

Il pedigree è l’unico documento che certifica con certezza l’appartenenza del cane o del gatto a una determinata razza. Esso inoltre attesta l’iscrizione al libro genealogico delle razze.

L’acquirente che intende acquistare un cane o un gatto di razza deve sempre chiedere il pedigree all’allevatore o al negoziane che è tenuto a fornirglielo. Con tale documento viene ufficialmente certificata l’appartenenza di un cane ad una determinata razza riconosciuta e indica le discendenze del cucciolo (genitori, nonni, bisnonni, trisnonni).

L’allevatore e il venditore non possono vendere un animale di razza senza pedigree. In particolare l’allevatore ha un obbligo etico di iscrivere i cuccioli appena nati al Roi (Registro origine italiano) al fine di ottenere il pedigree.

Si possono vendere animali senza pedigree?

In Italia non si possono vendere cani o gatti di razza senza pedigree. La violazione di tale obbligo fa scattare una sanzione [1]. Quindi, non è illegale vendere un cane o un gatto senza pedigree, ma è illegale farlo se questi animali vengono venduti come “di razza”. Così come l’allevatore o il venditore è altrettanto responsabile se vende un animale come “di razza” e invece non lo è.

Come acquistare un cane o un gatto

Come tutti i contratti, anche quelli di vendita di cani o gatti possono essere stipulati oralmente, senza bisogno di un documento scritto, che tuttavia può essere opportuno avere per dimostrare – in caso di una successiva contestazione – i termini dell’accordo e le garanzie fornite sull’animale compravenduto.

Attenzione ai prezzi troppo bassi

Quando un allevatore o un venditore promette un cucciolo ad un prezzo notevolmente più basso rispetto a quello di mercato potrebbe trattarsi di un animale di provenienza illecita, ossia di contrabbando. La legge vieta questi comportamenti introducendo un apposito reato: quello di traffico illecito di animali da compagnia [2]. In particolare si stabilisce che:

«Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce nel territorio nazionale animali da compagnia di cui all’allegato I, parte A, del regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, privi di sistemi per l’identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale, é punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da euro 3.000 a euro 15.000».

Le sanzioni non sono solo per il venditore ma anche per il compratore. Questi infatti rischia una incriminazione per il reato di incauto acquisto. Il codice penale stabilisce a riguardo [3]:

«Chiunque, senza averne prima accertata la legittima provenienza, acquista o riceve a qualsiasi titolo cose, che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per la entità del prezzo, si abbia motivo di sospettare che provengano da reato, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda non inferiore a euro 10».

note

[1] D.lgs. n. 529/1992 del 30.12.1992.

[2] L. n. 201 del 4.11.2010, art. 4.

[3] Art. 712 cod. pen.

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