Split Payment per i professionisti, che cosa cambia

3 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 maggio 2017



Arriva la scissione dei pagamenti anche per le operazioni dei professionisti nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Una bella fetta di liquidità che se ne va via da una parte, e il recupero di 70 milioni di euro annui dall’altra: sono queste le principali conseguenze dell’introduzione dello split payment per i professionisti che fatturano alle pubbliche amministrazioni.

La manovrina 2017 [1], difatti, amplia l’ambito di applicazione dello split payment, ossia della scissione dei pagamenti, a tutte le operazioni dei professionisti effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni, a partire dal 1° luglio 2017.

Lo split payment ha un funzionamento simile all’inversione contabile: in pratica, chi emette la fattura non incassa l’Iva, che invece deve essere versata direttamente all’erario dal cliente, in questo caso l’ente pubblico.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, che cosa cambia, da luglio, per i professionisti che erogano servizi agli enti pubblici e quali sono i nuovi adempimenti.

Split payment: come funziona

Analizziamo, innanzitutto, il funzionamento della scissione dei pagamenti nel dettaglio.

Con lo split payment, il professionista è tenuto ai seguenti adempimenti:

  • emettere fattura riportando nel documento l’annotazione “scissione dei pagamenti”;
  • annotare le fatture emesse nel registro Iva vendite o in quello dei corrispettivi;
  • non computare l’imposta indicata nella liquidazione periodica Iva.

Ciò significa che l’Iva relativa alle operazioni interessate dallo split payment, pur essendo esposta in fattura separatamente, non deve essere considerata nel calcolo della liquidazione periodica, dal momento che è dovuta dalla Pubblica Amministrazione che acquista il servizio e non dal professionista fornitore.

Split payment: soggetti obbligati

I soggetti a cui la manovrina ha stato esteso lo split payment sono i professionisti che forniscono a pubbliche amministrazioni prestazioni di lavoro autonomo e subiscono in sede di fatturazione una ritenuta d’imposta; tuttavia, un decreto del ministero dell’Economia, da emanare entro il 23 maggio 2017, dovrà individuare i soggetti nello specifico.

Spit payment: sanzioni

Secondo una nota circolare dell’Agenzia delle Entrate [2], per quanto riguarda le sanzioni, il fornitore (quindi il professionista) ha l’obbligo di emettere fattura con l’indicazione “scissione dei pagamenti”: chi omette questo adempimento subisce delle sanzioni amministrative.

Per quanto concerne l’assolvimento dell’imposta verso l’erario, è responsabile la Pubblica Amministrazione, cioè l’ente pubblico “cliente”: l’omesso o ritardato pagamento Iva, dunque, è sanzionato in capo all’ente pubblico.

Split payment: qualcosa può ancora cambiare

L’estensione dello split payment ai professionisti ha suscitato diverse proteste dalle principali associazioni, dovute alla già drammatica crisi di liquidità che attanaglia la categoria. Non bisogna dimenticare, a questo proposito, che la manovrina è un decreto-legge, che quindi deve essere convertito in legge: pertanto, sono sempre possibili modifiche in sede di discussione parlamentare.

note

[1] DL 50/2017.

[2] Circ. 15/E/2015.


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